Cassazione Penale, Sentenza n. 43249/2023 del 24/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto avverso l'ordinanza del Tribunale di Velletri del 22/12/2022 che aveva accolto l'istanza di revoca della sospensione dell'ordine di demolizione derivante dalla sentenza di condanna del Gip del 11/03/2004. Il ricorrente chiedeva preliminarmente la restituzione in termini ai sensi dell'art. 175 c.1 c.p.p. per un impedimento dovuto a un viaggio a Miami (partenza 7/03/2023, rientro 18/04/2023) che avrebbe impedito di conferire tempestivo incarico al difensore; contestava poi l'ordinanza con tre motivi principali: (1) contraddittorietà rispetto al precedente parere favorevole del Pubblico Ministero del 27/11/2017 che aveva sostenuto la richiesta di sospensione; (2) contraddittorietà rispetto al provvedimento del giudice dell'esecuzione del 24/01/2018 che aveva sospeso l'ordine di demolizione; (3) illogicità e contraddittorietà riguardo alla valutazione sulla durata del ricorso pendente davantì il TAR (pendente dal 2016), sostenendo che la decisione TAR sarebbe stata ormai imminente e che quindi la revoca della sospensione era ingiustificata.
La decisione
La Corte dichiara inammissibile il ricorso per cassazione. In particolare rigetta la richiesta di restituzione in termini per insufficiente allegazione probatoria (mancanza di prova della data di notifica e delle concrete date di partenza e rientro) e perché il viaggio non integra caso di forza maggiore: la partenza era scelta libera, e comunque erano disponibili strumenti per impugnare dall'estero (deposito presso agente consolare o spedizione raccomandata). La Corte aggiunge che le opere contestate sono abusi edilizi di rilevante entità in area vincolata, non sanabili ai sensi delle norme richiamate, pertanto la revoca della sospensione era motivata dal quadro normativo sostanziale; condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e dispone il versamento, in via equitativa, di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende. Il ricorso viene quindi dichiarato inammissibile e il resistente prevale.
Norme richiamate
art. 175 cod. proc. pen. (comma 1)
Invocato dal ricorrente per la restituzione in termini; la Corte interpreta la norma richiedendo prova stringente della forza maggiore e del carattere inevitabile dell'impedimento, valutando il viaggio come scelta non idonea a integrare forza maggiore.
artt. 582 e 583 cod. proc. pen.
Richiamati dalla Corte come modalità alternative per esercitare l'impugnazione dall'estero (deposito presso agente consolare o spedizione mediante raccomandata), a supporto del rilievo che il viaggio non impediva l'esercizio del diritto di impugnazione.
art. 36 DPR 6/6/2001 n. 380 (Testo Unico Edilizia)
Richiamato in tema di sanatoria edilizia: la Corte afferma che per abusi rilevanti in aree vincolate non è possibile ottenere sanatoria ex art. 36, e il rilascio postumo di autorizzazioni paesaggistiche non estingue i reati né impedisce l'ordine di rimessione in pristino.
art. 32 D.L. n. 269/2003 (convertito dalla L. n. 326/2003)
Usato per precisare i limiti del condono nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico: il condono è applicabile solo ad interventi di minore rilevanza specificati dal decreto e previo parere favorevole dell'Autorità paesaggistica; molte tipologie di intervento sono inidonee a sanatoria.
art. 167 commi 4 e 5, d.lgs. 22/01/2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
Richiamato per affermare che l'autorizzazione paesaggistica postuma rilasciata al di fuori dei limiti consentiti non produce effetti estintivi dei reati edilizi né impedisce l'emissione dell'ordine di rimessione in pristino.
Applicato per l'onere delle spese processuali: la Corte condanna il ricorrente a sostenere le spese del procedimento cassazionale.
Massime di principio
- La richiesta di restituzione in termini per impugnazione tardiva richiede prova rigorosa di un impedimento assoluto (forza maggiore): viaggi personali o scelte di vita non sono normalmente ritenuti cause giustificative.
- Chi si trova all'estero può comunque esercitare il diritto di impugnare mediante deposito presso agente consolare o spedizione raccomandata; occorre documentare tempestivamente ogni difficoltà improrogabile.
- La mera discrepanza fra pronunce o pareri precedenti (es. parere del PM o provvedimento favorevole anteriore) non garantisce l'accoglimento dell'impugnazione se il nuovo provvedimento è adeguatamente motivato e conforme al quadro normativo sostanziale.
- In tema di abusi edilizi in aree vincolate, le possibilità di sanatoria sono fortemente limitate: opere di particolare rilevanza o in zona vincolata spesso non sono sanabili e la successiva autorizzazione paesaggistica non estingue i reati né impedisce l'ordine di rimessione in pristino.
- Nel valutare la legittimità di provvedimenti cautelari o di revoca di sospensioni va considerato lo stato del procedimento amministrativo (es. pendenza TAR), ma la semplice durata della pendenza non obbliga automaticamente la conservazione della sospensione se l'opera è non sanabile.
- Per prevenire l'inammissibilità, il ricorrente deve conservare e allegare prova documentale puntuale (atti di notifica, biglietti, timbri di ingresso/uscita, contatti con il difensore, tentativi di deposito consolare) quando si invoca un impedimento a proporre ricorso.
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