Cassazione Penale, Sentenza n. 363/2022 del 10/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna il decreto che ha confermato l'applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per pericolosità qualificata. Contesta l'attualità della pericolosità sociale, sostenendo che l'applicazione si fonda su presunzioni semplici collegate al riconoscimento giudiziale di mafiosità e che la Corte territoriale ha sovrastimato i rapporti (es. con l'avv. Grazio Ferrara) senza dimostrare un apporto stabile all'organizzazione. Fa inoltre rilevare che in un procedimento successivo non era stata disposta misura cautelare per carenza di necessità/urgenza, il che a suo giudizio indicherebbe assenza di gravità indiziaria e esigenze cautelari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse svolto il necessario esame sull'attualità della pericolosità sociale in conformità alla giurisprudenza di legittimità (in particolare Sezioni Unite Gattuso), valorizzando condanne definitive per 416-bis, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e estorsione aggravata, nonché indizi per ulteriore reato associativo e successivi elementi investigativi (incontri dopo la scarcerazione con soggetti indiziati, violazione dell'obbligo di soggiorno e progettazione di traffico di droga). La presunzione semplice di pericolosità, essendo riferita a partecipazione effettiva e supportata da specifici elementi fattuali, è stata ritenuta adeguatamente corroborata; non sono stati prodotti elementi contrari (es. recesso). Conseguentemente il ricorso è inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Riferimento alla partecipazione ad associazione mafiosa: le condanne per tale norma costituiscono elemento centrale per la presunzione semplice di pericolosità sociale quando sia dimostrata partecipazione concreta.
Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la condanna per tale reato concorre a delineare il profilo criminale del proposto e a rafforzare la valutazione di pericolosità.
art. 7 L. 13/05/1991 n.152, conv. con mod. nella L. 12/07/1991 n.203
Aggravante per estorsione: utilizzata come elemento aggravante nella ricostruzione della pericolosità sociale.
d.lgs. 6/9/2011 n.159, art. 15 comma 1
Richiamato in relazione alla pronuncia della Corte Costituzionale che ammette la valutazione della persistenza della pericolosità al momento dell'esecuzione della misura, anche tenendo conto della detenzione intervenuta; implica che la presunzione non sia insuperabile.
d.lgs. 6/9/2011 n.159, art. 10 comma 2
Stabilisce i limiti di ammissibilità del ricorso in Cassazione contro provvedimenti di prevenzione: il ricorso è ammesso per motivi di violazione di legge.
legge 27/12/1956 n.1423, art. 4 (penultimo comma)
Richiamata per il principio di limitazione delle censure in sede di legittimità sulle misure di prevenzione (conferma del filtro di ammissibilità).
art. 606, comma 1, lett. e) e lett. c) cod. proc. pen.
Indica i vizi e le limitazioni delle censure in Cassazione: esclusione di talune questioni di merito e possibilità di denunciare motivazione inesistente o apparentemente insufficiente.
Obbligo del giudice della prevenzione di adottare un decreto motivato; la Corte verifica che la motivazione sia adeguata e non meramente apparente.
art. 616 cod. proc. pen. (modificato dalla L. 23/06/2017 n.103)
Norma che disciplina la condanna alle spese nei ricorsi in Cassazione e la possibilità di imporre il versamento alla Cassa delle ammende per ricorsi inammissibili colpevoli.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza Gattuso (Sez. U, n.111 del 30/11/2017)
Giurisprudenza di riferimento che disciplina l'uso della presunzione semplice di stabilità del vincolo associativo per i reati di mafia: operativa quando è dimostrata partecipazione e deve essere corroborata da elementi fattuali specifici; inoltre richiede la valutazione di elementi che possano smentire la persistenza della pericolosità.
Corte Costituzionale, sentenza n.291 del 2013
Ha messo in discussione la natura insuperabile della presunzione relativa prevista dall'ordinamento in materia di misure di prevenzione, imponendo la valutazione della detenzione intervenuta e della persistenza della pericolosità.
Massime di principio
- La misura di prevenzione per reati connotati da mafiosità richiede l'accertamento dell'attualità della pericolosità sociale: non basta la sola appartenenza formale, occorre valutare la partecipazione concreta e gli apporti strutturali all'associazione.
- La presunzione semplice di stabilità del vincolo associativo può operare quando vi sia partecipazione effettiva, ma deve essere corroborata da elementi fattuali specifici (condanne definitive, investigazioni successive, comportamenti post-detentivi, violazioni di obblighi).
- Il giudizio deve considerare il livello di coinvolgimento del soggetto (ruolo di vertice vs apporto operativo o episodico), la capacità operativa del gruppo di riferimento e i cambiamenti di vita del proposto (es. detenzione, recesso, incompatibilità oggettive) che possano indebolire la presunzione.
- In sede di Cassazione il controllo è limitato a profili di legittimità e alla verifica della sussistenza e della adeguatezza della motivazione: non è consentito un nuovo apprezzamento di merito dei fatti.
- La difesa che intenda confutare la persistenza della pericolosità deve allegare e documentare elementi concreti (ad es. recesso, mutamento oggettivo delle condizioni di vita, prova di dissociazione) per contrastare la presunzione semplice.
- Comportamenti successivi alla scarcerazione (incontri con indiziati, violazione di obblighi, partecipazione ad attività illecite) sono indicatori rilevanti ai fini dell'attualità della pericolosità.
- Ricorsi in Cassazione manifestamente infondati o che reiterano censure di merito possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e somme alla Cassa delle ammende.
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