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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 152/2022 del 10/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma di condanna per coltivazione di sostanza stupefacente (marijuana) e per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. Quattro motivi: 1) errata applicazione dell'aggravante dell'ingente quantità (art. 80 d.P.R. 309/1990) con contestazione dei calcoli sul principio attivo (THC) e richiamo alle Sezioni Unite; 2) illegittima applicazione della recidiva (art. 99 c.4 c.p.), considerate la lontananza del precedente e la natura rudimentale della coltivazione; 3) diniego delle attenuanti generiche, nonostante le ammissioni/confessioni e la natura non professionale della coltivazione; 4) mancato riconoscimento della continuazione tra i reati (art. 81 c.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Sulla questione dell'aggravante per ingente quantità, i giudici di merito hanno correttamente ritenuto superata la soglia di 4.000 volte il valore soglia sulla base delle analisi chimiche su campioni e della extrapolazione all'intera piantagione (1.375 piante) nonché delle caratteristiche professionali dell'impianto. La recidiva specifica è stata ritenuta legittimamente applicata in presenza di precedenti per reati analoghi (anche del 2011). Il diniego delle attenuanti generiche è motivato e non viziato: la fuga dell'imputato ha neutralizzato il valore delle confessioni. La continuazione è stata esclusa legittimamente perché le violazioni alla sorveglianza speciale si sono consumate dopo la scoperta della coltivazione e non risultava un progetto criminoso unitario. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile/rigettato e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73 comma 6; art. 80 comma 2

    L'aggravante dell'ingente quantità (art. 80) può essere riconosciuta in base al rapporto tra quantità di principio attivo ricavabile e valore soglia tabellare; i giudici hanno ritenuto sussistente l'aggravante sulla base delle analisi e dell'extrapolazione all'intera piantagione

  • d.lgs. 159/2011

    Norma richiamata per il reato relativo alla violazione delle prescrizioni connesse alla sorveglianza speciale; la condotta è stata ritenuta integrata dai comportamenti successivi alla scoperta della coltivazione

  • Codice penale

    art. 99 comma 4; art. 133; art. 81

    Art. 99 c.4 (recidiva) applicata in presenza di precedenti specifici; art. 133 (attenuanti generiche) e la relativa motivazione del giudice del merito sono valutazioni di fatto non sindacabili in cassazione salvo illogicità; art. 81 (continuazione) richiede un disegno criminoso unitario, assente nel caso

  • D.M. 11 aprile 2016

    tabella per valori soglia (citato nel ricorso)

    Richiamato nella discussione difensiva sul calcolo delle soglie di principio attivo (il testo della pronuncia prende comunque in considerazione il parametro tabellare)

  • D.M. 11 aprile 2006

    tabella per valori soglia (citata dalle Sezioni Unite)

    Fa parte del riferimento normativo/tecnico usato dalle Sezioni Unite per determinare il valore soglia in milligrammi ai fini del confronto con la quantità di principio attivo

  • Sezioni Unite - sentenza n. 36258 del 24/05/2012 (Biondi)

    Stabilisce i criteri per l'individuazione della soglia oltre la quale può configurarsi l'aggravante dell'ingente quantità; in linea generale non ravvisa l'aggravante se la quantità è inferiore a 2.000 volte il valore soglia, salvo valutazione discrezionale del giudice

  • Sezioni Unite - sentenza n. 14722 del 30/01/2020 (Polito)

    Conferma i criteri elaborati dalle Sezioni Unite precedenti e ribadisce l'uso del rapporto fra principio attivo e valore massimo tabellare quale parametro ermeneutico dopo la riforma del 2014

Massime di principio

  • Per l'aggravante dell'ingente quantità nei reati di droga, è lecito basarsi su analisi chimiche su campioni rappresentativi e extrapolare all'intera coltivazione se la motivazione mostra la ragionevole rappresentatività della campionatura (numero piante, diversità di dimensioni/maturazione, fotografie, ecc.).
  • I criteri delle Sezioni Unite (rapporto principio attivo/valore tabellare) restano parametro guida: quantità sotto certe soglie (es. 2.000 volte o 4.000 volte secondo i casi valutati) possono rendere meno probabile l'aggravante, ma la valutazione rimane discrezionale e ancorata alle risultanze probatorie.
  • La recidiva specifica può essere legittimamente applicata anche se il precedente è di alcuni anni prima quando attesta una propensione verso il medesimo tipo di reato; la distanza temporale non rende automaticamente inapplicabile la recidiva.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è una valutazione di fatto del giudice del merito: comportamenti negativi successivi (es. fuga) possono escludere il valore delle ammissioni e delle confessioni, e tale valutazione è difficilmente sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
  • La continuazione richiede una programmazione unitaria dei reati; violazioni successive o comportamenti posti in essere in momenti diversi, soprattutto se conseguenti alla scoperta di un reato, non implicano automaticamente la continuazione.
  • In sede di impugnazione per cassazione, le censure che si limitano a contestare valutazioni di merito (pesatura delle prove, scelta della campionatura, valutazione della professionalità della coltivazione) raramente ottengono accoglimento se la motivazione è coerente e non contraddittoria.

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