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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22345/2021 del 05/08/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fideiussore)

La controversia

La controversia origina da un decreto ingiuntivo ottenuto da una banca nei confronti di più fideiussori e di una società, a garanzia di un debito principale sorto in capo a una società poi fallita. Gli ingiunti hanno proposto opposizione deducendo, tra l'altro, l'incompetenza territoriale del Tribunale di Arezzo, l'inidoneità della prova scritta posta a base del monitorio e la presenza di addebiti usurari e anatocistici. Il Tribunale ha accolto l'eccezione di incompetenza territoriale, ha dichiarato la nullità del decreto ingiuntivo e lo ha revocato, ritenendo che due fideiussori avessero qualità di consumatori e che il foro del consumatore dovesse applicarsi anche agli altri coobbligati. La società cessionaria del credito ha proposto regolamento necessario di competenza, con due motivi: 1) violazione delle norme su fideiussione e disciplina consumeristica, sostenendo che la qualità di consumatore andasse valutata con riguardo al rapporto principale e non al solo contratto di garanzia; 2) violazione delle norme sulla competenza, sostenendo che il foro del consumatore non potesse estendersi ai coobbligati non consumatori in un giudizio con cause scindibili e litisconsorzio facoltativo.

La decisione

La Corte ha respinto l'eccezione di inammissibilità del regolamento, chiarendo che la sentenza che, in opposizione a decreto ingiuntivo, dichiari la nullità del decreto per incompetenza del giudice monitorio è impugnabile solo con regolamento necessario di competenza e non con appello. Nel merito, ha respinto entrambi i motivi: ha confermato che, nel contratto di fideiussione, la qualifica di consumatore si valuta con riferimento alle parti del contratto di garanzia e non al debitore principale garantito; ha inoltre affermato che, una volta individuato un consumatore tra gli opponenti, il foro del consumatore opera anche nei confronti degli altri coobbligati non consumatori quando la causa riguarda un unico rapporto di garanzia e le controversie sono connesse. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese e dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 42 c.p.c.

    il regolamento necessario di competenza è il mezzo corretto per impugnare la sentenza che dichiara la nullità del decreto ingiuntivo per incompetenza del giudice che lo ha emesso.

  • art. 47 c.p.c.

    richiamato per la disciplina del regolamento di competenza e del contraddittorio nel relativo procedimento.

  • art. 339 c.p.c.

    richiamato nel quadro delle norme processuali indicate dal pubblico ministero.

  • art. 380 ter c.p.c.

    richiamato nel quadro procedurale del ricorso deciso in camera di consiglio non partecipata.

  • art. 1469 bis c.c.

    richiamato dalla ricorrente per sostenere la tesi della qualificazione della fideiussione secondo il rapporto principale; la Corte la supera aderendo alla lettura consumeristica centrata sulle parti del contratto di garanzia.

  • art. 33 comma 2 lett. u d.lgs. n. 206/2005

    norma invocata per il foro del consumatore e per l'inderogabilità del relativo criterio di competenza territoriale.

  • art. 1936 c.c.

    richiamato dalla ricorrente per sottolineare l'accessorietà della fideiussione; la Corte afferma che tale accessorietà non incide sulla qualifica consumeristica del fideiussore.

  • art. 103 c.p.c.

    richiamato dalla ricorrente in tema di litisconsorzio e connessione tra le cause proposte con un unico atto.

  • art. 28 c.p.c.

    richiamato dalla ricorrente in tema di criteri di competenza territoriale in presenza di più convenuti.

  • art. 31 c.p.c.

    richiamato dalla ricorrente in tema di cause connesse e foro competente.

  • art. 13 comma 1 quater d.P.R. n. 115/2002

    richiamato per l'obbligo dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Nel contratto di fideiussione, ai fini dell'applicazione della disciplina consumeristica, la qualità di consumatore deve essere verificata esclusivamente in relazione alle parti del contratto di garanzia, senza assumere rilievo la posizione del debitore principale garantito.
  • L'accessorietà della fideiussione rispetto al rapporto principale non trasforma il fideiussore nel duplicato del debitore garantito e non esclude, di per sé, la tutela consumeristica quando la garanzia sia prestata per finalità estranee all'attività professionale del garante.
  • Il foro del consumatore, in quanto foro speciale e inderogabile, può operare anche nei confronti di coobbligati non consumatori quando la controversia si fondi su un medesimo rapporto di garanzia e le domande siano tra loro connesse.
  • La sentenza che dichiara la nullità del decreto ingiuntivo per incompetenza del giudice monitorio è una decisione sulla competenza e va impugnata con regolamento necessario di competenza, non con appello.
  • Nei giudizi con pluralità di parti e di posizioni connesse, la tutela processuale del consumatore non viene compressa dalla presenza di altri convenuti non consumatori, se il criterio di competenza speciale si radica validamente in capo ad almeno uno di essi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniFideiussioneClausole vessatorie
RamiProcesso civileContrattiConsumatori
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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