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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31104/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce da una lunga reiterazione di contratti di lavoro a termine nel pubblico impiego con un ente strumentale della Croce Rossa Italiana. La Corte d'appello ha dichiarato l'illegittimità del rapporto a termine intercorso dal 1 luglio 2005, ha negato la conversione in rapporto a tempo indeterminato ma ha condannato l'ente al risarcimento del danno parametrato a otto mensilità ex art. 32 L. n. 183/2010, oltre al premio incentivante. In questa sede l'ente ha impugnato solo il capo sulla prescrizione del diritto risarcitorio, sostenendo che la responsabilità per abusiva reiterazione dei contratti a termine non sarebbe contrattuale e che, quindi, non dovrebbe applicarsi il termine decennale di prescrizione; il lavoratore ha resistito con controricorso e ha proposto ricorso incidentale condizionato sulla decorrenza del termine prescrizionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il ricorso principale, richiamando l'orientamento consolidato secondo cui la responsabilità da abusiva reiterazione dei contratti a termine nel pubblico impiego è riconducibile alla responsabilità contrattuale; da ciò deriva l'applicazione del termine ordinario decennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno. Conseguentemente, il ricorso principale è stato rigettato e il ricorso incidentale condizionato è rimasto assorbito. L'ente ricorrente è stato inoltre condannato alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, ricorrendone i presupposti.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    viene richiamato come parametro del motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato tra le norme asseritamente violate dal ricorrente, ma la Corte non accoglie la censura.

  • art. 1337 c.c.

    richiamato dal ricorrente per negare la natura contrattuale della responsabilità, ma la Corte conferma il diverso inquadramento contrattuale.

  • art. 1338 c.c.

    richiamato dal ricorrente quale disposizione che si assumerebbe richiamata dall'art. 36 d.lgs. 165/2001, ma la Corte ribadisce la natura contrattuale della responsabilità ex art. 36.

  • art. 2087 c.c.

    richiamato dal ricorrente tra le norme violate, senza accoglimento della censura.

  • art. 36 d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165

    la Corte lo considera espressivo della responsabilità contrattuale per abusiva reiterazione dei contratti a termine nel pubblico impiego.

  • art. 32 L. 4 novembre 2010, n. 183

    è richiamato come parametro legale per la liquidazione del risarcimento del danno.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    consente di porre a carico del ricorrente l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato come base del contributo unificato cui si aggiunge l'ulteriore importo in caso di rigetto.

Massime di principio

  • La responsabilità per abusiva reiterazione di contratti a termine nel pubblico impiego è qualificata come responsabilità contrattuale, con conseguente applicazione del termine ordinario decennale di prescrizione del diritto al risarcimento.
  • Quando la domanda risarcitoria trae origine da un rapporto di lavoro a termine abusivamente reiterato, la censura che nega la natura contrattuale della responsabilità non è accoglibile se contrasta con l'orientamento consolidato della Corte.
  • Se il ricorso principale è rigettato e il ricorso incidentale è proposto in via condizionata su un profilo dipendente dalla soluzione della censura principale, tale ricorso incidentale resta assorbito.
  • Nei giudizi di legittimità, la soccombenza comporta la condanna alle spese e, ricorrendone i presupposti, l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineRicorso per cassazioneSpese di lite
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiPrescrizioneOnere della prova

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