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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37181/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sulla determinazione della linea di confine tra due fondi separati da una "stradella in condominio" prevista nell'atto di divisione del 1976. La ricorrente chiedeva l'accertamento del confine conforme alle mappe catastali e alla planimetria d'atto; la resistente eccepiva che il tratto contestato era stato acquisito per possesso pacifico e ultraventennale (usucapione). Il Tribunale aveva dato ragione alla ricorrente, la Corte d'appello invece aveva riformato accogliendo l'usucapione della resistente. La ricorrente ha proposto cassazione con cinque motivi insistendo su omesso esame di fatto decisivo (compossesso/promiscuità), violazioni di norme processuali e di prova, tardività e rinuncia di difese da parte della resistente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi proposti: non è configurato un omesso esame di fatto decisivo ai sensi dell'art. 360 c.p.c., n.5, ma una diversa lettura critica delle risultanze di merito; non è consentito in sede di legittimità un riesame del merito probatorio o della qualificazione delle domande fatta dal giudice di appello. Sono state quindi confermate le conclusioni della Corte d'appello che aveva accolto l'eccezione di usucapione della resistente. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio di legittimità in favore della controricorrente, liquidate in euro 2.000,00 per compensi, oltre a spese forfettarie 15%, esborsi euro 200,00 e accessori di legge; è stato altresì rilevato l'eventuale obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13 DPR 115/02.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    art. 360, primo comma, n. 5, cod. proc. civ.

    Norma che consente la cassazione per omesso esame di un fatto storico decisivo; la Corte ha ritenuto che non fosse stato omesso alcun fatto non esaminato ma solo proposta una diversa ricostruzione delle prove, perciò il vizio non sussisteva.

  • art. 54 d.l. 22/06/2012 n.83 conv. in legge 7/8/2012 n.134

    art. 54 del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, conv. in legge 7 agosto 2012, n. 134

    Richiamato per spiegare la riformulazione del vizio previsto dall'art. 360 c.p.c.; nessuna diversa incidenza sul merito del procedimento.

  • art. 2697 c.c.

    Regola sulla ripartizione dell'onere della prova; la Corte ha precisato che una valutazione errata dell'esito probatorio non equivale a aver attribuito l'onere della prova a parte diversa da quella tenuta ad assolverlo.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    art. 115 e art. 116 cod. proc. civ.

    Limiti al sindacato in cassazione delle valutazioni probatorie del giudice di merito: Cassazione può censurare solo specifiche violazioni delle regole probatorie o il mancato esercizio del prudente apprezzamento richiesto, non il mero dissenso sull'apprezzamento delle prove.

  • art. 950 cod. civ.

    Norma in tema di delimitazione di fondi e confini richiamata nel contesto della controversia materiale; la Corte ha ritenuto non censurabile in cassazione la valutazione dei fatti rilevanti ai fini di questa norma.

  • artt. 1158, 1165, 2938 cod. civ.

    artt. 1158, 1165 e 2938 cod. civ.

    Norme richiamate in relazione al possesso e all'usucapione; la Corte d'appello ha ritenuto integrato il possesso necessario per acquisire il tratto in contestazione e la Cassazione non ha ritenuto possibile riesaminare tale valutazione di fatto.

  • artt. 166 e 167 c.p.c.

    artt. 166 e 167 cod. proc. civ.

    Norme processuali richiamate in relazione a termini e decadenze per le difese; la Corte ha osservato che la ricorrente non ha dimostrato la specifica reiterazione o tutela richiesta per evitare la presunzione di rinuncia e quindi le doglianze sono infondate.

  • art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/02 (e comma 1-bis)

    art. 13, comma 1-quater D.P.R. n. 115/02 e comma 1-bis

    Previsione sul contributo unificato: la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte della ricorrente di un ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso principale.

Massime di principio

  • In controversie di confinazione, la distinzione tra incertezza oggettiva e incertezza soggettiva è rilevante: in presenza di incertezza soggettiva (ossia conflitto sulle risultanze e non sull'indeterminatezza oggettiva del luogo), l'eccezione di usucapione può essere valutata dal giudice e produrre effetti.
  • La Corte di Cassazione non sostituisce il proprio giudizio a quello del giudice di merito sulla valutazione delle prove; il ricorso per cassazione è ammissibile per omesso esame di un fatto storico decisivo solo se il fatto è documentabile dagli atti e non è stato considerato dal giudice.
  • Una contestazione della valutazione probatoria (travisamento delle prove) è in genere inammissibile in cassazione salvo la specifica dimostrazione del vizio di motivazione previsto dall'art. 360, comma 1, n.5 c.p.c.; non basta il dissenso: va provato l'omesso esame o la contraddizione della motivazione.
  • Per dedurre la violazione dell'art. 2697 c.c. è necessario dimostrare che il giudice abbia effettivamente invertito o attribuito erroneamente l'onere della prova, non è sufficiente rilevare un diverso giudizio sull'esito della prova.
  • In sede di impugnazione, chi intende evitare la presunzione di rinuncia ex art. 346 c.p.c. deve reiterare specificamente nel giudizio di appello le domande o le eccezioni che intende mantenere: un richiamo generico alle difese di primo grado non è sufficiente.
  • Se in una causa è prospettata l'usucapione di porzioni di aree di uso comune (es. tratti di stradella), il giudice valuta la concreta situazione di possesso e la sua pacificità, continuità e pubblicità; la prova del possesso ultraventennale ben documentata può prevalere sulla planimetria catastale.

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