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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3767/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che confermava la condanna per rapina e reati connessi; dedotte molteplici censure tra cui: vizio di motivazione per omissione rispetto a doglianze decisive; violazione dell'art. 360 c.p.p. e nullità degli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti presso i gabinetti di Polizia Scientifica di Reggio Calabria e Palermo per mancato rispetto del contraddittorio e delle garanzie; inosservanza di norme processuali sulle attività scientifiche e manipolazione di reperti non garantiti; travisamento della prova biologica (presenza di più profili genetici), travisamento di riprese video e corrispondenza delle scarpe, e omissione di indicazione del margine di errore del software usato dal c.t.p.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici, aspecifici, reiterativi e non si confrontavano con la motivazione della Corte d'appello; la Corte ha ritenuto che le censure riproducessero l'argomentazione già proposta in appello e non evidenziassero errori logico-giuridici specifici rispetto alla motivazione di secondo grado. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Nulla è stato disposto sulle spese richieste dalla parte civile, che non ha fornito contributo specifico alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di rapina: è la fattispecie penale addebitata e confermata in sede d'appello e richiamata in motivazione

  • art. 61 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata nella motivazione della condanna

  • Legge n. 895 del 1967

    Norme richiamate nel capo di imputazione (richiami normativi collegati ai fatti contestati)

  • art. 81; art. 582; art. 585 cod. pen.

    Richiami normativi relativi a concorso di persone nel reato e alle specifiche condotte contestate: elementi richiamati nella sentenza di merito

  • art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020

    Norma che ha consentito la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto nell'ambito delle regole emergenziali

  • art. 8 D.L. 198/2022

    Ulteriore norma che regola la trattazione con contraddittorio scritto richiamata nel procedimento

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola sui limiti della riproduzione dei motivi nella motivazione: la Corte ha dato atto dei limiti di esposizione imposti per la decisione

  • art. 360 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in ordine a presunte violazioni di legge; la Corte ha ritenuto le doglianze generiche e non fondate su un concreto vizio di diritto ai sensi di tale articolo

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Base normativa per la condanna alle spese processuali e al pagamento di somme in favore della cassa delle ammende disposta a carico del ricorrente

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione è inammissibile se contiene censure generiche, aspecifiche o reiterative di argomentazioni già svolte in appello senza un concreto confronto con la motivazione della corte di merito
  • Le valutazioni di merito adeguatamente motivate dalla Corte d'appello (sulla attendibilità della prova scientifica, sui confronti di immagini o su deduzioni tecnico-forensi) sono, di norma, insindacabili in Cassazione se non viene dimostrato un errore logico-giuridico specifico
  • Per ottenere la dichiarazione di nullità o inutilizzabilità di accertamenti tecnici è necessario dimostrare concretamente la violazione delle garanzie di contraddittorio e la manipolazione dei reperti, non bastano contestazioni generiche: va evidenziato in che modo tali vizi hanno inciso sul risultato probatorio
  • Le doglianze che si limitano a proporre un'interpretazione alternativa del materiale probatorio senza mettere in luce un vizio di legalità o di motivazione non sono ammesse in sede di legittimità
  • Chi propone ricorso deve indicare con precisione gli errori di diritto o di logica compiuti dalla corte di merito; l'assenza di tale specificità espone al rigetto per inammissibilità e a condanna alle spese e ammende

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