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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3713/2025 del 29/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Bari che aveva rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare subita dal 29/11/2019 al 27/04/2020. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione e violazione dell'art. 314 c.p.p., sostenendo che la Corte di appello avesse utilizzato argomentazioni apparenti, illogiche e avesse interpretato erroneamente il parametro della colpa grave. La difesa evidenziava che le immagini delle telecamere usate per la misura e per il rito abbreviato avevano portato all'assoluzione e che Giordano era rimasto lontano dall'autore materiale del ferimento, non potendo essere considerato connivente né responsabile di supporto attivo o di mancato intervento rilevante.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse esaminato adeguatamente il provvedimento cautelare e gli elementi probatori (videofilmati, denuncia di Montagano, dichiarazioni rese dallo stesso Giordano) non smentiti dalla sentenza di merito. In particolare la Corte ha ritenuto provato che Giordano si fosse recato sul luogo su invito di Antonio Bevilacqua, fosse consapevole della presenza del coltello e avesse comunque fatto gruppo con gli altri, allontanandosi in loro compagnia senza prestare soccorso; tale atteggiamento è stato qualificato come connivenza passiva idonea a configurare colpa grave ostativa alla riparazione. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore del Ministero resistente, liquidate in euro 1.000.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Il ricorrente ha lamentato vizio di motivazione e violazione di tale norma; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse adeguata e non affetta da iato logico-giuridico tale da integrare una violazione dell'art. 314.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in cassazione dopo il rigetto del ricorso.

  • art. 56 cod. pen.

    Norma richiamata tra le fattispecie contestate (riferita alla rilevanza dell'eventuale tentativo): citata tra i reati per i quali erano emersi gravi indizi di colpevolezza.

  • art. 628, comma 3, cod. pen.

    Norma contestata (rapina aggravata o circostanze aggravanti), richiamata negli addebiti che hanno alimentato i gravi indizi valutati dal giudice della cautela.

  • art. 582 cod. pen.

    Norma relativa alle lesioni personali, indicata tra le imputazioni che hanno costituito il fondamento degli elementi indiziari.

  • art. 585 cod. pen.

    Norma richiamata connessa alle lesioni personali aggravate o alle circostanze di reato, parte del quadro indiziario valutato dal giudice cautelare e dalla Corte territoriale.

Massime di principio

  • L'assoluzione nel merito non impone automaticamente il riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione: resta possibile riconoscere gravi indizi di colpevolezza che giustificarono la custodia cautelare al tempo dei fatti.
  • La condotta di 'connivenza passiva' (tollerare o rafforzare oggettivamente la volontà criminosa altrui, oppure non impedire il reato quando si è in condizione di farlo) può integrare colpa grave ostativa alla riparazione per ingiusta detenzione.
  • La prova cinematica (immagini di videosorveglianza) e le dichiarazioni successive possono essere valutate insieme per accertare la sussistenza dei gravi indizi; la valutazione prudenziale del giudice della cautela non viene automaticamente rimessa in discussione dall'esito assolutorio se la motivazione non contraddice gli elementi disponibili.
  • La consapevolezza della presenza di un'arma e la scelta di fare comunque gruppo con l'aggressore o di allontanarsi senza prestare soccorso sono elementi che il giudice può considerare indicativi di atteggiamento connivente.
  • In sede di ricorso per cassazione per riparazione è necessario non limitarsi a una mera lettura alternativa dei fatti: occorre dimostrare un vizio di diritto o di motivazione rilevante ai sensi dell'art. 314 c.p.p. per ottenere l'annullamento della decisione impugnata.

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