Sentenza del 17/05/2018 n. 567 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto
Accertamento - Indagini bancarie - Risultanze - Presunzione di redditività - Persona fisica - Assenza della qualifica di imprenditore o professionista - Legittimità - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento basato esclusivamente sulle movimentazioni bancarie della contribuente, qualificando come redditi diversi non dichiarati gli accrediti sui conti correnti, inizialmente per 139.689,00 euro e poi ridotti in autotutela a 70.439,57 euro. La contribuente contestava l'assenza di una motivazione concreta, sostenendo che le somme fossero destinate a spese familiari e che l'Ufficio non avesse indicato a quale specifica categoria di redditi diversi, tra quelle previste dall'art. 67 del TUIR, si riferissero gli importi accertati. L'Agenzia appellava la decisione della CTP, che aveva accolto il ricorso anche per mancata instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale.
La decisione
La Commissione ha rigettato l'appello dell'Agenzia e confermato l'annullamento integrale dell'accertamento. Ha ritenuto superata la questione del contraddittorio, poiché per i tributi non armonizzati non esiste un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale e, comunque, l'Ufficio aveva inviato alla contribuente un invito ex art. 32 del DPR 600/1973. Nel merito, però, ha stabilito che, trattandosi di una persona fisica non imprenditore né professionista, spettava all'Ufficio dimostrare che i movimenti bancari fossero riferibili ad attività imponibili d'impresa o professionale. La semplice somma degli accrediti e il generico riferimento ai redditi diversi non erano sufficienti. La documentazione prodotta dalla contribuente indicava inoltre una destinazione familiare delle somme e non era stata adeguatamente contestata dall'Ufficio. L'accertamento è stato quindi annullato per carenza di motivazione, con condanna dell'Agenzia al pagamento delle spese del grado, liquidate in 1.500,00 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
Invito alla contribuente a fornire indicazioni e chiarimenti in merito alle movimentazioni sui conti correnti
L'invito dell'Ufficio a fornire chiarimenti sulle movimentazioni bancarie è stato ritenuto sufficiente a escludere, nel caso concreto, la censura relativa alla mancata instaurazione del contraddittorio procedimentale.
Art. 12, comma 7, della legge 212/2000
Le garanzie si applicano agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuati nei locali ove si esercita l'attività imprenditoriale o professionale
La disposizione non è stata ritenuta applicabile a un controllo fondato su indagini bancarie e non conseguente a un accesso, ispezione o verifica presso i locali dell'attività.
Diciotto categorie di redditi diversi
L'Ufficio deve individuare concretamente la categoria di reddito diverso contestata; il generico richiamo ai redditi diversi, senza specificare la fattispecie imponibile, non soddisfa l'obbligo di motivazione dell'accertamento.
Divieto di proporre in appello domande ed eccezioni nuove
L'Agenzia aveva contestato come nuova l'eccezione della contribuente relativa alla carenza di sottoscrizione dell'avviso. La decisione, tuttavia, è stata definita sulla base della carenza di motivazione e non di tale eccezione.
Sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 24823/2015
Per i tributi non armonizzati non sussiste un obbligo generalizzato di contraddittorio endoprocedimentale in assenza di una specifica previsione normativa
La violazione del contraddittorio preventivo non determina automaticamente l'invalidità dell'atto per i tributi non armonizzati, salvo che una specifica norma lo preveda o ricorrano le condizioni previste per gli accertamenti conseguenti a verifiche nei locali dell'attività.
Massime di principio
- Le movimentazioni bancarie possono costituire base per un accertamento, ma nei confronti di una persona fisica non imprenditore o professionista l'Ufficio deve dimostrare il collegamento concreto tra i movimenti e un'attività produttiva di reddito imponibile.
- La mera somma degli accrediti bancari non consente automaticamente di qualificare tutte le somme come redditi diversi: l'Amministrazione deve indicare la specifica categoria reddituale e spiegare perché ciascuna operazione sia fiscalmente rilevante.
- Il contribuente deve fornire spiegazioni e documenti ragionevoli sulla natura non reddituale delle somme, ma non può essergli imposta una prova impossibile o una probatio diabolica.
- La documentazione bancaria relativa a trasferimenti familiari, rimborsi o spese domestiche può essere idonea a superare la presunzione, soprattutto se l'Ufficio non la contesta analiticamente.
- La riduzione dell'accertamento in autotutela non sostituisce una motivazione completa dell'atto originario e può evidenziare l'assenza di una verifica puntuale delle singole movimentazioni.
- Per i tributi non armonizzati, l'assenza di un contraddittorio endoprocedimentale non comporta di regola l'illegittimità automatica dell'accertamento, mentre resta necessario che l'atto sia adeguatamente motivato e fondato su elementi riferibili al contribuente.
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