Sentenza del 17/05/2018 n. 270 - Comm. Trib. Reg. per le Marche
Scontano la Tosap le aree cosiddette "grotte" in quanto aree demaniali
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Ancona Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Provinciale di Ancona che aveva annullato gli avvisi di accertamento TOSAP relativi all'anno 2008. La controversia riguardava l'assoggettabilità alla TOSAP dell'occupazione continuativa di una superficie interrata denominata "grotta" presso le Grotte del Passetto di Ancona. Il contribuente sosteneva che mancassero sia la natura demaniale o patrimoniale indisponibile dell'area sia la sua effettiva destinazione all'uso pubblico. L'ente impositore sosteneva invece che le aree fossero beni demaniali comunali, sottoposti a tutela paesaggistica e funzionali alla fruizione collettiva, circostanze sufficienti a integrare il presupposto della TOSAP.
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'eccezione preliminare del contribuente, ritenendo valida e sanata dalla costituzione in giudizio la notifica dell'appello effettuata al precedente procuratore domiciliatario. Nel merito ha accolto l'appello di Ancona Entrate, riformato la sentenza di primo grado e confermato la legittimità degli avvisi di accertamento TOSAP. Ha ritenuto provata la natura demaniale comunale delle aree sulla base della CTU svolta nel giudizio civile, degli atti amministrativi comunali e dell'inserimento delle aree nel Parco del Conero e nell'ambito della tutela paesaggistica. La TOSAP è stata ritenuta dovuta anche se l'area non era concretamente utilizzata dalla generalità dei cittadini, poiché è sufficiente che il bene sia demaniale o patrimoniale indisponibile e destinato, per natura o funzione, all'interesse collettivo. Le spese di giudizio sono state compensate per la complessità della materia e i precedenti giurisprudenziali contrastanti.
Norme richiamate
Articoli 2, 9 e 42 della Costituzione
Dall'applicazione diretta degli artt. 2, 9 e 42 della Costituzione si ricava il principio della tutela dell'umana personalità e del suo corretto svolgimento nell'ambito dello Stato Sociale, anche nell'ambito del paesaggio.
La tutela costituzionale del paesaggio e degli interessi collettivi consente di qualificare come beni comuni o pubblici anche beni che, indipendentemente da una classificazione legislativa espressa, siano funzionali al soddisfacimento di interessi della collettività.
Articolo 38 del D.Lgs. n. 507/1993
La tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche riguarda anche i beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.
L'occupazione a titolo privato di un bene demaniale o patrimoniale indisponibile costituisce presupposto della TOSAP. Non è necessario dimostrare un uso pubblico concreto, attuale e indiscriminato dell'area.
Legge n. 349/1991
È richiamata in relazione alla tutela ambientale e paesaggistica e alla rilevanza dell'inserimento dell'area in un parco naturale ai fini della sua qualificazione pubblicistica e della fruizione collettiva.
Legge regionale Marche n. 21/1987
È richiamata quale normativa istitutiva del Parco del Conero, la cui finalità di tutela e fruizione collettiva rafforza la natura pubblicistica delle aree interessate.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 3811 del 16 febbraio 2011
Devono ritenersi comuni quei beni che, per loro intrinseca natura o finalizzazione, risultino funzionali al perseguimento e al soddisfacimento degli interessi della collettività.
La natura pubblica o comune di un bene può dipendere dalla sua funzione concreta rispetto agli interessi collettivi, anche oltre le classificazioni formali del demanio e del patrimonio indisponibile.
Cassazione, sentenza n. 8130 del 23 maggio 2003
La TOSAP ha ad oggetto anche i beni appartenenti al demanio o patrimonio indisponibile dei comuni e delle province, ma prescinde dal concreto uso che la collettività faccia di essi né esige che siano oggetto di un suo uso indiscriminato.
Per applicare la TOSAP è sufficiente la natura pubblica del bene e la sua occupazione privata; non occorre provare che la collettività lo utilizzi effettivamente o senza limitazioni.
L'eccezione di decadenza dall'impugnazione è stata ritenuta infondata, poiché l'eventuale nullità della notifica al procuratore domiciliatario cancellato dall'albo è stata sanata dalla costituzione dell'appellato.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 3702 del 13 febbraio 2017
La costituzione in giudizio della parte destinataria può sanare la nullità della notifica dell'impugnazione effettuata presso un procuratore non più abilitato o non più domiciliatario.
Massime di principio
- L'occupazione privata di un'area comunale può essere soggetta a TOSAP anche quando l'area non sia concretamente utilizzata dalla generalità dei cittadini: è sufficiente che appartenga al demanio o al patrimonio indisponibile dell'ente.
- La natura pubblica di un'area può essere dimostrata non solo da titoli formali, ma anche dalla sua destinazione funzionale agli interessi collettivi, dalla tutela paesaggistica, dall'inserimento in un parco naturale e dagli atti amministrativi o accertamenti tecnici disponibili.
- La detenzione privata protratta nel tempo non esclude automaticamente la TOSAP e non comporta di per sé l'acquisto della proprietà, soprattutto quando l'area abbia natura demaniale o sia indisponibile per destinazione pubblica.
- Per contestare efficacemente una pretesa TOSAP occorre mettere in discussione, con documentazione concreta, almeno uno dei presupposti: la natura pubblica dell'area, l'effettiva occupazione, la superficie o il periodo tassato, oppure la corretta quantificazione del tributo.
- In presenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti, il giudice può compensare le spese di lite anche se una delle parti risulta sostanzialmente vittoriosa.
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