Cassazione Civile, Sentenza n. 28179/2020 del 10/12/2020
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso verteva sulla questione di giurisdizione: il Consorzio aveva chiesto il pagamento dell'indennizzo ex art. 1671 c.c. per il recesso del Comune dalla convenzione (servizio di raccolta e smaltimento rifiuti). La Corte d'appello aveva ritenuto che il recesso fosse un atto autoritativo rientrante nella giurisdizione amministrativa (anche in considerazione di un precedente giudicato del TAR), escludendo la giurisdizione del giudice ordinario. Il Consorzio ha impugnato tale declinatoria deducendo violazione di norme processuali e sostanziali e richiamando poi un successivo giudicato della Corte d'appello di Cagliari (sent. n. 385/2017, passato in giudicato) che aveva qualificato la medesima convenzione come appalto di servizi, quindi rapporto privatistico e di competenza del giudice ordinario.
La decisione
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha accolto il ricorso del Consorzio, affermando che il giudicato esterno formatosi con la sentenza n. 385/2017, passata in cosa giudicata, imponeva la qualificazione della convenzione come appalto di servizi e dunque la giurisdizione del giudice ordinario per la domanda ex art. 1671 c.c. L'impugnata sentenza di merito è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, in diversa composizione, per il giudizio di merito e per le spese di cassazione.
Norme richiamate
Norma richiamata quale titolo della domanda: disciplina l'indennizzo in caso di recesso dal contratto d'appalto. La Corte ha ravvisato una domanda 'ex contractu' e quindi la competenza del giudice ordinario.
art. 360, n. 1 cod. proc. civ.
Base procedurale del ricorso per cassazione (violazione di legge) con cui si contestava la declinatoria di giurisdizione.
Norma richiamata dal ricorrente in relazione a profili di possibile vizio sulla decisione; dal testo non emerge una interpretazione puntuale distinta da quella generale sull'impugnazione per motivi di diritto.
Richiamata nel ricorso; dal testo della sentenza non è evincibile un'applicazione specifica della norma al merito della decisione sulla giurisdizione.
art. 103 Cost.
Riferimento costituzionale al diritto alla tutela giurisdizionale; invocato in relazione alla corretta individuazione del giudice competente.
Richiamato proceduralmente; la sentenza non esplicita una interpretazione specifica oltre al generale tema della tutela giurisdizionale.
art. 133, primo comma, lett. e) cod. proc. amm.
Norma citata relativamente alla competenza del giudice amministrativo; la Corte ha ritenuto che il giudicato esterno sulla natura privatistica del rapporto escludesse l'applicabilità di tale competenza al caso concreto.
art. 21-nonies e art. 21-septies L. n. 241/1990
Norme sull'autotutela amministrativa (revoca/annullamento e conseguenze); il ricorrente le invocava per sostenere l'illegittimità del recesso, ma la Sezione Unite ha ritenuto prevalente la qualificazione privatistica del rapporto sancita dal giudicato passato in cosa giudicata.
Richiamata nella motivazione: il divieto di produzione di documenti nuovi nel giudizio di merito non ostacola la valutazione, in cassazione, dei documenti che provano la successiva formazione del giudicato esterno.
art. 30 TUEL e art. 15 L. n. 241/1990 e art. 113, comma 14 TUEL
Norme richiamate nel dibattito sulla possibile qualificazione del rapporto come accordo tra amministrazioni (cooperazione istituzionale) o invece come appalto di servizi; la Corte ha fatto leva sulla sentenza divenuta definitiva che ha escluso un accordo tra pubbliche amministrazioni e ha qualificato la convenzione come appalto di servizi.
Massime di principio
- Un giudicato esterno definitivo sulla qualificazione del rapporto giuridico (amministrativo vs privatistico) vincola le successive determinazioni sulla giurisdizione tra le stesse parti: la qualificazione stabilita dal giudicato prevale.
- La formazione del giudicato esterno anche dopo la sentenza impugnata può essere valutata in cassazione e può incidere sulla decisione in ordine alla giurisdizione; documenti che provano la sopravvenuta cosa giudicata sono ammissibili in questa sede.
- Se il rapporto è definitivamente qualificato come appalto di servizi e la domanda è fondata su un titolo contrattuale (es. art. 1671 c.c.), la competenza spetta al giudice ordinario per le relative azioni contrattuali.
- Se invece una sentenza definitiva qualifica il provvedimento come atto autoritativo rientrante nell'esercizio del potere di autotutela, la giurisdizione spetterà al giudice amministrativo; la valutazione dipende quindi dalla qualificazione giuridica del rapporto.
- Le pronunce di merito che implicano, anche implicitamente, il riconoscimento della giurisdizione del giudice che le ha emesse hanno efficacia vincolante su tale profilo anche al di fuori del processo in cui sono state emanate.
- In caso di giudicati contrastanti prevale il giudicato successivo, salvo che non sia stato oggetto di revocazione; dunque è decisivo l'ordine cronologico e la definitività delle decisioni.
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