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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30453/2022 del 17/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (impresa)

La controversia

La società ricorrente aveva agito contro una concorrente deducendo che quest'ultima avesse iniziato a produrre e commercializzare manufatti (in particolare animali marini, un'automobile, una "Vespa" e un aeroplano) che imitavano lo stile dei propri prodotti. In primo grado aveva chiesto l'accertamento della concorrenza sleale ex art. 2598 c.c., l'inibitoria della produzione e commercializzazione, il ritiro dal mercato, la distruzione dei prodotti e il risarcimento del danno. Dopo il fallimento della convenuta, in appello la domanda risarcitoria veniva rinunciata e rimaneva l'interesse all'accertamento dell'illegittimità dell'immissione in commercio dei prodotti. Nel ricorso per cassazione venivano dedotti cinque motivi: violazione dell'art. 115 c.p.c. e degli artt. 2697 e 2598 c.c. per avere la Corte d'appello richiesto prova di un fatto asseritamente non contestato, cioè l'uso del termine "thun" come meta-tag nel sito della convenuta; omesso esame di un fatto decisivo relativo al medesimo meta-tag; violazione dell'art. 345, comma 3, c.p.c. per il mancato ingresso di due documenti prodotti in appello a sostegno del valore artistico dei modelli; violazione dell'art. 2, n. 10, l. 633/1941 in tema di tutela autorale del design per avere negato il valore artistico delle opere; violazione degli artt. 183 c.p.c. e dei principi su emendatio e mutatio libelli per avere ritenuto tardiva l'allegazione del fatto relativo al meta-tag.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili il secondo e il quarto motivo; assorbiti il terzo e il quinto; assorbito anche il primo motivo per effetto dell'inammissibilità degli altri. La decisione di merito è quindi rimasta ferma, con conferma del rigetto delle domande della società ricorrente. Nulla è stato disposto sulle spese per mancata costituzione del fallimento intimato. È stato inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    la violazione del principio di non contestazione non può essere dedotta in cassazione per ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio; il giudice di merito aveva comunque fondato il rigetto sulla mancanza di prova specifica e adeguata dell'efficacia lesiva del meta-tag

  • art. 2697 c.c.

    la doglianza sulla ripartizione dell'onere della prova è stata ricondotta, in realtà, a una richiesta di rivalutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità

  • art. 2598 c.c.

    richiamato quale norma sostanziale posta a fondamento della domanda di concorrenza sleale e dell'accertamento dell'illecito competitivo

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    non può essere usato surrettiziamente per sollecitare una diversa lettura delle risultanze istruttorie

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    invocato per vizi processuali, ma le censure sono state ritenute inammissibili o assorbite

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    il vizio di omesso esame è stato dichiarato assorbito, perché la questione era comunque priva di decisività alla luce dell'inammissibilità degli altri motivi

  • art. 345, comma 3, c.p.c.

    il mancato ingresso di documenti in appello è stato ritenuto correttamente deciso dal giudice di merito, trattandosi di valutazione non sindacabile in cassazione e comunque non idonea a fondare il motivo

  • art. 2, n. 10, l. 22 aprile 1941, n. 633

    richiamato in tema di tutela autorale delle opere di industrial design; la Corte ha ribadito che il giudizio sul valore artistico è di merito e deve poggiare su indici specifici

  • art. 183 c.p.c.

    la deduzione del fatto relativo al meta-tag è stata ricondotta alla disciplina delle allegazioni e delle modifiche consentite, ma la censura è stata assorbita

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    applicato per il raddoppio dell'ulteriore contributo unificato in presenza di ricorso dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare la deduzione di violazione di legge in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio e delle risultanze istruttorie.
  • Il principio di non contestazione non esonera la parte dall'onere di allegare e provare in modo specifico i fatti decisivi quando la questione riguarda anche la loro concreta portata lesiva o la loro efficacia causale.
  • Le censure sul valore artistico di un prodotto di design devono confrontarsi con criteri indiziari specifici e con una valutazione di merito; in cassazione non è sindacabile il giudizio motivato del giudice di merito se fondato su criteri coerenti.
  • L'omesso esame di un fatto è motivo utile solo se il fatto è decisivo e non viene meno per effetto dell'inammissibilità o infondatezza delle altre censure che reggono la decisione impugnata.
  • La produzione di documenti in appello resta soggetta ai limiti dell'art. 345 c.p.c.; la loro ammissibilità e rilevanza sono apprezzamenti di merito insindacabili in cassazione se sorretti da motivazione non illogica.

Come è indicizzato

MaterieConcorrenza slealeImpugnazioniDiritto d'autore
RamiCommercialeProcesso civileProprietà intellettuale
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

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