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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12412/2026 del 02/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di S.M. Capua Vetere del 21/10/2025 che aveva rigettato gli appelli ex art. 322-bis c.p.p. proposti contro il provvedimento di rigetto delle istanze di dissequestro (sequestro preventivo) relativo a contestazioni di falso in atto pubblico per induzione, truffa in danno di ente pubblico e realizzazione di manufatto per i quali si contestava l'illegittimità dei permessi a costruire. I ricorrenti articolavano sette motivi, tra cui: incompetenza territoriale; omissione di motivazione circa la necessarietà della VINCA (valutazione di incidenza) e la distinzione tra screening e valutazione approfondita; mancata considerazione della genesi lecita dei titoli edilizi; sproporzione del sequestro (valore dell'opera vs reato) e impatto su terzi investitori; inesistenza del periculum in mora e rilievi sulla prescrizione. Chiedevano annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha richiamato principi consolidati: l'appello avverso il rigetto di istanza di revoca/sostituzione di misura cautelare è circoscritto ai motivi devoluti e il tribunale non deve riesaminare integralmente le condizioni della misura; in cassazione contro provvedimenti cautelari reali è consentito il sindacato solo per motivi di violazione di legge (art. 325 c.p.p.). La Corte ha ritenuto che le censure fossero, in massima parte, contestazioni di merito e valutazioni fattuali già esaminate nei precedenti gradi (compresa la questione della VINCA), non deducibili in sede di legittimità. Ha quindi dichiarato i ricorsi inammissibili, estendendo l'inammissibilità anche ai motivi nuovi e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria ritenuta equa.

Norme richiamate

  • art. 322-bis c.p.p.

    Norma relativa all'impugnazione nelle misure cautelari: qui richiamata in relazione all'appello proposto contro il provvedimento di rigetto delle istanze di dissequestro

  • art. 324 c.p.p.

    Norma procedurale richiamata nei motivi di impugnazione; citata nel quadro delle censure sulla motivazione del Tribunale

  • art. 325 c.p.p.

    Stabilisce i limiti del sindacato della Cassazione sui provvedimenti cautelari reali: ammette il controllo di legittimità solo per violazione di legge (non per ricostruzioni di merito)

  • art. 606 c.p.p.

    Disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda che l'illogicità manifesta e il travisamento del fatto non sono deducibili se non nelle forme previste

  • art. 585 c.p.p.

    comma quarto, ultima parte

    Norma generale sulle impugnazioni; la Corte la invoca per estendere l'inammissibilità anche ai motivi nuovi proposti in sede di trattazione

  • art. 616 c.p.p.

    Rilevata in relazione alla determinazione delle spese del procedimento e alla valutazione sulla eventuale assenza di colpa dei ricorrenti

  • art. 44 d.P.R. n. 380/2001

    Norma penale edilizia: la Corte richiama l'orientamento che integra il reato quando si eseguono interventi edilizi in S.I.C. senza la valutazione di incidenza (VINCA) prevista; la Corte ha ritenuto corretta l'affermazione della necessità della VINCA per l'intervento contestato

  • art. 5, comma 8, d.P.R. n. 357/1997

    Prevede la valutazione di incidenza (VINCA) per opere su siti di importanza comunitaria; richiamata come base normativa per l'obbligo di VINCA

  • art. 640 e 640-quater c.p.

    Aggrediscono reati di truffa e truffa aggravata ai danni di enti pubblici; citati poiché tra le imputazioni provvisorie contestate agli indagati

  • art. 321 c.p.p.

    Richiamato in ordine ai profili istruttori e alla necessità di motivazione del provvedimento cautelare (riferito alle censure sui vizi di motivazione)

  • art. 125 c.p.p.

    Richiamato nei motivi relativi alla valutazione della prova e della necessità della misura (temi processuali affrontati nei ricorsi)

  • art. 240 c.p.

    Norma penale citata nei motivi (rilevanza in relazione ad accuse specifiche), richiamata tra le disposizioni penali oggetto di contestazione

Massime di principio

  • L'impugnazione avverso il rigetto di una richiesta di dissequestro è di portata limitata: il giudice dell'appello e la Cassazione non sono luogo per un nuovo esame libero del merito e delle risultanze istruttorie, salvo nuovi fatti idonei a modificare il quadro probatorio
  • In Cassazione contro provvedimenti cautelari reali il sindacato è riservato a violazioni di legge o a mancanza/forma apparente della motivazione; le contestazioni puramente fattuali o valutazioni di merito sono inammissibili
  • Le questioni tecniche complesse (es. necessità della VINCA, distinzione screening vs valutazione approfondita) devono essere affrontate e sviluppate nei gradi di merito e con adeguata prova/consulenza; non possono essere trasformate in profili di diritto in Cassazione se sono sostanzialmente questioni di fatto
  • Le censure sulla proporzionalità del sequestro e sull'impatto su terzi investitori richiedono un'approfondita allegazione fattuale e probatoria nei gradi precedenti; in Cassazione non è possibile ottenere riconsiderazioni basate su nuove valutazioni economiche o prognosi
  • L'introduzione di 'motivi nuovi' in sede di trattazione orale o in Cassazione è rischiosa: se l'impugnazione è dichiarata inammissibile l'inammissibilità si estende anche a questi motivi
  • Per contestare la competenza territoriale o profili procedurali è necessario dimostrare elementi giuridici chiari che configurino una violazione di legge, non la semplice divergenza di valutazione sul luogo del fatto
  • Per difendere efficacemente istanze di dissequestro conviene: (a) raccogliere e depositare prove documentali e tecniche nei gradi di merito; (b) proporre richieste istruttorie formalmente e tempestivamente; (c) evitare di affidare la strategia difensiva a censure esclusivamente valutative da sollevare solo in Cassazione

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