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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7599/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Genova (18/02/2020) che confermava la condanna pronunciata dal Tribunale di Savona (21/11/2017) per reati connessi a opere edilizie (artt. 110 - 113 c.p. e DPR 380/01). Le censure principali riguardano: (i) la qualificazione di alcuni locali come "sottotetti" e il conseguente calcolo della volumetria assentita (con riferimento alla L.R. 24/01 e all'art. 10 delle NTA del PRG di Villanova d'Albenga); (ii) la mancanza dell'elemento soggettivo/colpevolezza, con invocazione di buona fede professionale; (iii) presunta violazione del diritto di difesa per condanna su norme non specificamente indicate nel capo di imputazione; (iv) contestazioni sul trattamento sanzionatorio; (v) richiesta di accertamento della prescrizione (artt. 159 e 161 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che alcune questioni prospettate (in particolare la nozione di "sottotetto" e le implicazioni sul computo volumetrico e sull'elemento soggettivo) non sono manifestamente infondate e meritavano valutazione di merito. Tuttavia, accertata la maturazione della prescrizione del reato per i ricorrenti, la Corte ha annullato la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione (con conseguente impossibilità di ulteriori approfondimenti e rinvio). In particolare la prescrizione è risultata maturata per Coxe e Ricci il 22 aprile 2020 (dopo la pubblicazione della sentenza impugnata) e per Balestra il 16 ottobre 2019 (prima, per ragioni legate all'assenza di adesione del suo difensore alle astensioni che avevano sospeso i termini). La Corte ha escluso la possibilità di pronunciarsi in assoluzione di merito ex art.129 co.2 c.p.p. in assenza di prova evidente dell'innocenza.

Norme richiamate

  • Codice penale, artt. 110 e 113

    Norme penali relative al concorso di persone nel reato; utilizzate come quadro incriminatore per le condotte contestate in relazione agli abusi edilizi

  • DPR 380/2001, art. 44 lett. b)

    Normativa edilizia sostanziale contestata (tipologie di intervento e titoli abilitativi); impiegata nel giudizio per valutare la legittimità del permesso di costruire e il computo volumetrico

  • L.R. Liguria n. 24/2001 (recupero sottotetti)

    Regolamenta i requisiti di altezza minima per il recupero dei sottotetti; al centro della controversia sulla possibilità di escludere dalla volumetria gli ultimi piani qualificati come "sottotetto"

  • N.T.A. del PRG del Comune di Villanova d'Albenga, art. 10

    Prevede il non computo dei sottotetti nel volume complessivo se soddisfatti i requisiti; la Corte ha valutato l'interpretazione e l'applicabilità di tale norma al caso concreto

  • N.T.A. del PRG, art. 16 (limiti di cubatura)

    Rilevante per il calcolo della volumetria assentibile; la qualificazione di un piano come 'sottotetto' influisce sul superamento o meno dei limiti di cubatura

  • Codice penale, artt. 159 e 161 (prescrizione)

    Norme sulla estinzione per prescrizione: la Corte ha accertato la maturazione della prescrizione per i vari imputati, determinando l'annullamento della sentenza per estinzione del reato

  • Codice di procedura penale, art. 521 comma 2

    Richiama il diritto di difesa e la corrispondenza tra capo di imputazione e motivazione della sentenza; la Corte ha ritenuto non fondata la censura di stravolgimento dell'imputazione

  • Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 (lett. b, c, e)

    Censura motivazionale e di violazione di legge riferite ai motivi di ricorso in cassazione; la Corte ha esaminato la fondatezza di tali censure

  • Codice penale, art. 129 comma 2

    Previsione per l'assoluzione quando la prova dell'innocenza risulti evidente; la Corte ha escluso l'applicazione perché non emergono prove evidenti di insussistenza del fatto

  • Norme tecniche e riferimenti (DM luglio 1975; L. 457/78 art.43)

    Riferimenti tecnici sulle altezze minime dei locali abitativi (2,70 m) utilizzati dalla Corte per distinguere sottotetto da locale abitativo/mansarda

Massime di principio

  • La qualificazione di un ambiente come "sottotetto" o come locale abitativo/mansarda dipende anche dalle caratteristiche di abitabilità (in particolare l'altezza): locali dell'ultimo piano con altezza di tipo abitativo (es. ≥ 2,70 m) vanno considerati abitativi e non automaticamente esclusi dal computo volumetrico come sottotetti
  • La legge regionale che fissa altezze minime per il recupero dei sottotetti non impone automaticamente un limite massimo di altezza; tuttavia la normativa tecnica complessiva e i parametri di abitabilità (es. 2,70 m) possono essere usati per interpretare se un volume sia qualificabile come sottotetto o come piano abitativo
  • Per i soggetti dotati di competenze professionali rilevanti (es. tecnici, progettisti), la possibilità di invocare buona fede o inesigibilità di conoscenza normativa è più limitata: il bagaglio professionale influisce sulla valutazione dell'elemento soggettivo
  • Se sussiste una causa estintiva del reato (p. es. prescrizione già maturata), la Suprema Corte annulla la sentenza senza rinvio e non procede all'esame di tutte le eventuali nullità o vizi di merito, salvo che emerga prova evidente dell'innocenza per disporre l'assoluzione ai sensi dell'art.129 co.2 c.p.p.
  • La prescrizione va calcolata con attenzione alle sospensioni e alle astensioni dalle udienze: comportamenti dei singoli difensori (es. mancata adesione alle astensioni) possono incidere sul decorso dei termini e produrre effetti differenti tra coimputati
  • La contestazione in sentenza di disposizioni non testualmente citate nel capo di imputazione non determina automaticamente nullità se non si è verificata una trasformazione ontologica dell'addebito che abbia privato l'imputato della possibilità di difendersi efficacemente

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