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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7608/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Verrone impugna l'ordinanza che, a seguito della sentenza del 14/01/2021 con cui il Tribunale di Salerno aveva dichiarato la non procedibilità per i reati contestati (art. 256, comma 2 e 279 d.lgs. n. 152/2006) per intervenuta prescrizione, ha disposto in data 06/05/2021 la confisca e la rimozione o smaltimento della vasca sottoposta a sequestro. Il ricorrente deduce violazione di legge e abnormità del provvedimento, sostenendo che la confisca, omessa nella sentenza, non poteva essere integrazione successiva del dispositivo ed era rimediabile solo mediante impugnazione o, in caso di giudicato, con lo strumento dell'art. 676 c.p.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto illegittimo che il giudice della cognizione disponesse la confisca in un momento successivo alla pronuncia della sentenza, richiamando la giurisprudenza di legittimità che considera abnorme tale prassi; ha osservato che l'omessa pronuncia sulla confisca è rimediabile solo con impugnazione o, una volta formatosi il giudicato, con l'art. 676 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 256, comma 2

    Norma richiamata in relazione al reato per il quale il Tribunale aveva dichiarato la non procedibilità per prescrizione; la corte ricostruisce che il procedimento nei confronti dell'imputato era estinto per prescrizione.

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 279

    Ulteriore articolo del decreto ambientale relativo al titolo di reato per cui era stata pronunciata la non procedibilità; contesto fattuale della sentenza di merito.

  • art. 676 c.p.p.

    Strumento previsto per porre rimedio, in caso di formazione del giudicato, all'omessa pronuncia sulla confisca nei casi di beni soggetti ad ablazione obbligatoria; la Corte afferma che l'art. 676 è il rimedio specifico per le omissioni decisorie su ablazioni obbligatorie.

  • Giurisprudenza di legittimità (Cass., Sez. 6, n. 52007 del 16/10/2018, Ammerti; Cass., n. 25602 del 27/05/2020, Zerri)

    Rv. 274578 - 01; Rv. 279572 - 01

    Precedenti che affermano l'abnormità del provvedimento con cui il giudice della cognizione dispone la confisca dopo la pronuncia della sentenza e confermano che l'omessa pronuncia è rimediabile solo mediante impugnazione o art. 676 c.p.p.

Massime di principio

  • La confisca, quando è materia di decisione obbligatoria o rilevante per la sentenza, va decisa nel dispositivo della sentenza di merito: non è ammessa la sua introduzione tramite provvedimento successivo alla pronuncia dello stesso giudice della cognizione.
  • Se nel dispositivo della sentenza manca la pronuncia sulla confisca, il rimedio corretto è l'impugnazione (se ancora proponibile) o, quando la sentenza è passata in giudicato, l'azione prevista dall'art. 676 c.p.p. per i casi di beni soggetti ad ablazione obbligatoria.
  • Un'ordinanza successiva che disponga confisca e ablazione può essere annullata per eccesso o incompetenza quando contrasti con il principio che la materia deve essere decisa nel giudizio di merito; pertanto, chi subisce tale provvedimento ha buone chance di successo in Cassazione se prova l'omessa decisione in sentenza.
  • Prima di accettare o eseguire una confisca disposta con provvedimento successivo alla sentenza, verificare se siano state esperite le impugnazioni o se sia possibile agire ex art. 676 c.p.p.; l'esecuzione d'ufficio può essere sospesa in presenza di profili di illegittimità.
  • In presenza di beni per i quali la legge prevede ablazione obbligatoria, il rispetto delle forme procedurali e dei rimedi consentiti (impugnazione/art. 676) è essenziale: l'omessa pronuncia nella sentenza non può essere sanata da interventi successivi del medesimo giudice della cognizione.

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