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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13484/2024 del 15/05/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La lite riguarda l'impugnazione di una cartella di pagamento per contributi previdenziali INPS maturati tra il 1989 e il 1990, conosciuta dal destinatario solo nel 2014 a seguito di sollecito. In primo grado l'opposizione era stata respinta, ritenendosi tardiva e non maturata la prescrizione, applicando il termine decennale. La Corte d'appello aveva invece accolto il gravame del contribuente, qualificando l'azione come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c., quindi non soggetta a termini decadenziali, e ritenendo prescritto il credito per decorso del termine quinquennale di cui all'art. 3, commi 9 e 10, L. n. 335/1995. In cassazione l'agente della riscossione ha dedotto: 1) nullità della sentenza per violazione del contraddittorio, sostenendo che fosse necessaria la partecipazione dell'INPS quale ente creditore; 2) violazione delle norme sulla prescrizione, assumendo che dopo la notifica della cartella operasse il termine ordinario decennale; 3) erronea esclusione dell'applicazione dell'art. 2953 c.c., ritenendo che la cartella non opposta trasformasse il credito in un diritto soggetto a prescrizione decennale. Il contribuente ha proposto ricorso incidentale censurando la compensazione delle spese di lite.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'agente della riscossione per difetto di valida rappresentanza processuale: il patrocinio in cassazione dell'Agenzia era convenzionalmente affidato all'Avvocatura dello Stato, salvo specifiche eccezioni non risultate nel caso di specie, sicché la procura rilasciata a un avvocato del libero foro era invalida e il vizio poteva essere rilevato d'ufficio. Il ricorso incidentale del contribuente è stato rigettato: la compensazione delle spese disposta dalla Corte d'appello è stata ritenuta legittima, essendo fondata sul recente consolidarsi della giurisprudenza sulla questione e non su ragioni illogiche o giuridicamente errate. Le spese di legittimità sono state compensate. La Corte ha inoltre dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte di entrambe le parti ricorrenti, nei limiti di legge.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nei giudizi di cassazione relativi all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, la validità della procura al difensore libero-foro va verificata anche d'ufficio: se manca uno dei presupposti che consentono il patrocinio alternativo all'Avvocatura dello Stato, la procura è invalida e il ricorso è inammissibile.
  • L'invalidità del conferimento della procura per difetto di jus postulandi incide sulla regolare costituzione del rapporto processuale e può essere rilevata in ogni stato e grado, anche in sede di legittimità.
  • Il sindacato di legittimità sulla compensazione delle spese è limitato alla verifica dell'assenza di ragioni illogiche o giuridicamente errate; la compensazione è legittima anche in ragione del recente consolidarsi della giurisprudenza sulla questione controversa.
  • In caso di inammissibilità del ricorso principale e rigetto dell'incidentale, sussistono i presupposti per l'ulteriore contributo unificato a carico delle parti ricorrenti nei limiti previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContributi previdenzialiSpese di lite
RamiProcesso civilePrevidenza
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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