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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10220/2024 del 11/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Questione di competenza per territorio relativa al processo contro Motta Roberto, imputato per truffa (art. 640 c.p., capo A) e violazione degli obblighi di diligenza nell'offerta di servizi finanziari (art. 166, comma 1, d.lgs. n. 58/1998, capo B). La difesa sosteneva che la competenza dovesse appartenere al Tribunale di Milano perché la consumazione del reato piu' grave (capo B) si sarebbe verificata con l'ultima sottoscrizione/adesione del cliente (es. Alessandro Carelli, 14/09/2018). Il giudice monocratico di Monza ha ritenuto invece che la consumazione vada individuata nell'ultima condotta posta in essere dall'imputato in esecuzione dell'incarico di promotore finanziario e, nonostante avesse esaminato la questione, ha ritenuto di rimetterla alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p. su istanza difensiva. La Procura generale ha chiesto che sia dichiarata la competenza del Tribunale di Monza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta di decisione (rinvio pregiudiziale) perché il giudice rimettente non ha rispettato i requisiti di ammissibilita' del rinvio: non ha dimostrato la non manifesta infondatezza della questione né ha effettuato la preliminare valutazione richiesta dalla giurisprudenza (ovvero motivare in modo sufficiente che la questione non fosse risolvibile con gli ordinari strumenti processuali). La rimessione e' stata considerata utilizzata in funzione esplorativa e automatica, contraria alla ratio dell'art. 24-bis c.p.p., dunque la richiesta di decisione e' inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    La norma disciplina il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione per decisione sulla competenza territoriale; la Corte richiede che il giudice rimettente motivi la propria determinazione dimostrando la non manifesta infondatezza della questione e l'impossibilita' di risolverla con gli strumenti ordinari, per evitare usi strumentali dell'istituto.

  • art. 166, comma 1, d.lgs. n. 58/1998

    Norma sostanziale richiamata quale capo d'imputazione; nel dibattito processuale la questione e' stata se la consumazione del reato debba farsi coincidere con la stipula/adesione del contratto o con l'ultima condotta esecutiva del presunto promotore finanziario.

  • art. 640 cod. pen.

    Capo d'imputazione per truffa rilevante nel quadro fattuale, citato ai fini dell'inquadramento del processo ma non decisivo nella questione di competenza territoriale sul capo B.

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 e art. 8 D.L. 198/2022

    Richiami procedurali relativi alle modalita' del trattamento del ricorso (contraddittorio scritto, ecc.), richiamati in premessa ma non determinanti della decisione sulla ammissibilita' della richiesta di decisione.

Massime di principio

  • Il giudice che intenda rimandare la questione di competenza territoriale alla Corte di cassazione deve motivare adeguatamente la scelta dimostrando la non manifesta infondatezza della questione e l'impossibilita' di risolverla con gli ordinari strumenti processuali; la mera istanza della difesa non legittima un rinvio automatico.
  • La rimessione ex art. 24-bis c.p.p. non puo' essere usata in funzione esplorativa o defaticante: il giudice di merito deve adottare un canone di ragionevole presunzione di fondatezza prima di rinviare.
  • In casi di reati collegati a rapporti continuativi (es. violazioni nell'ambito di gestione di investimenti), la determinazione del momento di consumazione rilevante per la competenza territoriale puo' richiedere un'analisi fattuale approfondita; tuttavia questa analisi deve essere svolta dal giudice di merito e solo se ne risulta una questione seria e non manifestamente infondata potra' essere rimessa alla Corte di cassazione.
  • Se si contesta la competenza per territorio, le opzioni del giudice sono: rigettare l'eccezione se manifestamente infondata; declinare la competenza in favore di altro giudice; o, solo se sussistono i presupposti, procedere al rinvio pregiudiziale alla Cassazione con adeguata motivazione.

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