Cassazione Civile, Sentenza n. 32214/2021 del 05/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di avviso di liquidazione di imposte ipotecarie e catastali che aveva rideterminato il valore di un terreno dichiarato in catasto euro 20.000 portandolo a euro 208.560, sulla base della certificazione di destinazione urbanistica (zona C - estensiva nuovi insediamenti e parte in zona C legge 187). I ricorrenti deducevano: difetto di motivazione; inedificabilità del terreno per interventi normativi regionali e statali (vincolo vesuviano); illegittimità dei criteri comparativi adottati dall'Ufficio (usi atti di compravendita non allegati o non confrontabili) e vizi di valutazione della rivalutazione operata dall'Ufficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. In primo grado la CTP di Napoli aveva parzialmente accolto il ricorso fissando il valore del terreno in euro 30,00/mq; la CTR Campania ha respinto l'appello dei contribuenti confermando la valutazione del primo giudice; la Cassazione ha ritenuto infondati i motivi di ricorso, richiamando principi secondo i quali l'edificabilità rileva se risultante dal piano regolatore generale adottato dal comune, che può essere usato per la determinazione del valore venale anche senza approvazione regionale o strumenti attuativi; ha inoltre affermato che la mancata allegazione formale degli atti richiamati nell'avviso non è idonea a viziarne automaticamente la motivazione se non è dimostrato il pregiudizio, e che le contestazioni sulla scelta e comparabilità dei contratti sono valutazioni di merito incensurabili in Cassazione. Nessuna statuizione sulle spese in favore dell'intimata (assenza di difesa), ma è stato disposto il pagamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente principale.
Norme richiamate
d.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52
I ricorrenti invocavano violazione di tali norme in relazione ai criteri di valutazione utilizzati dall'Ufficio; la Corte comunque ha ritenuto inammissibili le censure sulla comparazione dei titoli trattandosi di valutazioni di merito.
art. 360, comma 1, n. 3, 4 e 5 c.p.c.
Norme di riferimento per i motivi di cassazione: violazione di legge, omessa o insufficiente motivazione e vizi di motivazione. La Corte ha escluso che i motivi dedotti ricadessero in tali ipotesi, ritenendo le critiche una rivalutazione di fatti o valutazioni di merito.
art. 7 legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente)
L'obbligo di motivazione dell'atto tributario non viene interpretato rigidamente: vanno valutate le conseguenze pratiche e il pregiudizio subito dal contribuente; formali omissioni non rilevano se non arrecano effettiva lesione.
Riferimento alle questioni di motivazione e omessa pronuncia; la Corte ha ritenuto che la CTR ha motivato adeguatamente richiamando e integrando la decisione di primo grado e rendendo verificabile la ratio decidendi.
Regola sulla compensazione delle spese di lite: la Corte ha escluso la compensazione perché non sussistevano gravi ed eccezionali ragioni per compensare le spese.
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2, n. 4
Norma richiamata in tema di motivazione delle decisioni della Commissione tributaria; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia fornito motivazione sufficiente per il controllo di legittimità.
D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater
La Corte ha rilevato l'obbligo del versamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente principale nei termini previsti.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (ex plurimis, Cass. n. 4952/2018)
Principio secondo cui l'edificabilità rilevante ai fini della determinazione della base imponibile può essere desunta dalla qualificazione attribuita nel piano regolatore generale adottato dal comune, indipendentemente dall'approvazione regionale o dall'esistenza di strumenti attuativi.
Massime di principio
- Per la determinazione del valore venale rileva la qualificazione urbanistica risultante dal piano regolatore generale adottato dal comune anche se non vi siano approvazioni regionali o piani attuativi approvati.
- La mancata allegazione formale di documenti richiamati nell'atto tributario non invalida automaticamente l'atto: occorre dimostrare il concreto pregiudizio subito dal contribuente.
- Le valutazioni sulla congruità e comparabilità dei titoli (contratti usati come parametri) sono valutazioni di merito riservate ai giudici di merito e risultano in genere incensurabili in Cassazione se adeguatamente motivate.
- La semplice invocazione di normative regionali che impongano vincoli (es. inedificabilità) richiede in cassazione un preciso inquadramento normativo e l'indicazione di come tali norme si applichino ai fatti specifici; altrimenti la censura è inammissibile.
- Il richiamo per relationem alla motivazione di primo grado da parte del giudice d'appello è ammissibile se rende agevole il controllo della ratio decidendi; non costituisce di per sé una motivazione insufficiente.
- La compensazione delle spese processuali è eccezionale e richiede gravi e motivate ragioni; l'assenza di difesa dell'amministrazione non determina automaticamente il pagamento delle spese a suo favore.
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