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Sentenza

Sentenza del 12/05/2023 n. 13134 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di quattro avvisi di accertamento IMU (anni 2012-2015) relativi a terreni di proprietà della contribuente; il Comune aveva negato le agevolazioni previste per i terreni agricoli ritenendo che la contribuente non avesse la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale (IAP) e mancasse il requisito della prevalenza del reddito agricolo, essendo titolare di redditi dominicali e di pensione. La CTR aveva riconosciuto le agevolazioni valorizzando la qualità di coadiuvante iscritto alla previdenza agricola; il Comune ha proposto ricorso per cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. Ha confermato che, ai fini IMU, la condizione dell'iscrizione alla previdenza agricola è l'elemento decisivo per il riconoscimento delle agevolazioni a coltivatori diretti, IAP e familiari coadiuvanti; lo status di pensionato non costituisce di per sé causa ostativa se il soggetto mantiene l'iscrizione e continua a svolgere attività agricola secondo i criteri previdenziali. La Corte ha applicato retroattivamente le norme di interpretazione autentica (D.L. n.104/2020 e L. n.145/2018) e ha compensato le spese di lite; ha inoltre rilevato l'obbligo, se dovuto, del versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.L. n. 201 del 2011, art. 13

    "L'imposta municipale propria ha per presupposto il possesso di immobili; restano ferme le definizioni di cui al D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2."

    Il riferimento testuale alle definizioni del D.Lgs. 504/1992 implica che la nozione di terreno agricolo rileva, ma per gli aspetti soggettivi IMU la legge individua i soggetti in base all'iscrizione alla previdenza agricola (coltivatori diretti e IAP iscritti nella previdenza agricola).

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2 e art. 9

    Definisce i presupposti oggettivi per qualificare un terreno come agricolo (utilizzazione agro-silvo-pastorale) e, separatamente (art. 9), prevedeva per l'ICI agevolazioni soggettive legate al possesso e alla conduzione diretta da parte di coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale; tale distinzione oggettivo/soggettivo è richiamata per comprendere il passaggio normativo a IMU.

  • D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 58

    Storicamente richiedeva l'iscrizione in elenchi comunali per considerare un soggetto coltivatore diretto ai fini delle agevolazioni ICI; con la riforma è venuto meno il requisito dell'iscrizione negli elenchi comunali tradizionali a favore della verifica previdenziale/regionale per l'IAP.

  • D.Lgs. n. 99 del 2004, art. 1

    Introduce la figura dell'imprenditore agricolo professionale (IAP) e il ruolo delle regioni nella verifica dei requisiti di professionalità, incidendo sui requisiti soggettivi per l'accesso alle agevolazioni.

  • L. n. 145 del 2018, art. 1, comma 705

    "I familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare, che risultano iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola quali coltivatori diretti, beneficiano della disciplina fiscale propria dei titolari dell'impresa agricola al cui esercizio i predetti familiari partecipano attivamente."

    Riconosce l'accesso alle agevolazioni anche ai familiari coadiuvanti iscritti alla previdenza agricola, purché partecipino attivamente e abitualmente all'impresa familiare; la Corte la considera applicabile retroattivamente in forza dell'interpretazione autentica successiva.

  • D.L. n. 104 del 2020, art. 78-bis, commi 1-3 (conv. L. n. 104/2020)

    "...le disposizioni ... si applicano anche ai periodi di imposta precedenti all'entrata in vigore..."; "...si considerano coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali anche i pensionati che, continuando a svolgere attività in agricoltura, mantengono l'iscrizione nella relativa gestione previdenziale e assistenziale agricola."

    Norma di interpretazione autentica applicata retroattivamente: chiarisce che la L.145/2018 si applica anche ai periodi precedenti e che la condizione dell'iscrizione alla previdenza agricola è sufficiente per il riconoscimento delle agevolazioni IMU anche per i pensionati che continuano l'attività agricola.

Massime di principio

  • Per le agevolazioni IMU su terreni agricoli il requisito soggettivo centrale è l'iscrizione nella gestione previdenziale/assistenziale agricola: tale iscrizione è idonea a certificare l'abitualità e la prevalenza dell'attività agricola richiesta.
  • Lo status di pensionato non esclude automaticamente il diritto alle agevolazioni IMU se il soggetto mantiene l'iscrizione previdenziale agricola e continua a svolgere attività agricola secondo i criteri previdenziali.
  • I familiari coadiuvanti iscritti alla previdenza agricola e che partecipano attivamente e abitualmente all'impresa familiare hanno diritto alle stesse agevolazioni fiscali dei titolari dell'impresa agricola.
  • Per l'IMU la diretta conduzione del fondo non è più l'unico criterio soggettivo decisivo: conta l'iscrizione previdenziale; tuttavia la conduzione diretta può ancora rilevare per specifiche riduzioni quantificate dalla normativa.
  • Le norme di interpretazione autentica (quando legittime e applicabili) possono essere considerate retroattive e risolvere contrasti giurisprudenziali, purché assegnino un significato già compatibile con il testo originario e non introducano un mutamento ingiustificato delle regole.
  • Onere della prova: il contribuente che chiede l'agevolazione deve dimostrare i requisiti, ma l'iscrizione alla previdenza agricola costituisce prova molto rilevante (spesso sufficiente) dei requisiti soggettivi.

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