Cassazione Penale, Sentenza n. 34422/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I quattro imputati hanno impugnato la sentenza di appello che li aveva confermati colpevoli, deducendo: errata applicazione del diritto e travisamento della prova; manifesta illogicità, carenza e contraddittorietà della motivazione; inattendibilità delle dichiarazioni della persona offesa e dei suoi familiari; assenza di riscontri esterni (assenza di impronte sulle armi, scarsa qualità dei filmati); presenza di alibi (presenza di Esposito al "Bar 2000"); incompatibilità tra le ferite subite da due imputati e la loro partecipazione all'aggressione; inadeguatezza e sproporzione della motivazione e della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi, nel loro complesso, infondati e in parte ammissibili solo con limiti tecnici, rigettandoli: è stata confermata la valutazione sul fatto (tentato omicidio e reati connessi) svolta dai giudici di merito, apprezzando la congruità della motivazione che ha valutato congiuntamente dichiarazioni, immagini, sopralluoghi, esami tecnici e quadro clinico della vittima; è stata ritenuta legittima la valutazione di credibilità attribuita alla persona offesa e ai testimoni, e inammissibili le richieste di riconsiderazione del valore probatorio che avrebbero richiesto un nuovo apprezzamento del merito. Di conseguenza le condanne e la rideterminazione delle pene operate dalla Corte d'appello rimangono sostanzialmente confermate.
Norme richiamate
art. 23 d.l. n. 137 del 2020 e succ. modd.
Fornisce la base normativa per la redazione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero in Cassazione; utilizzata per indicare che il Procuratore Generale ha depositato motivi scritti ai sensi di tale norma
art. 16 d.l. 30 dicembre 2021, n. 228
art. 16 dl. 30 dicembre 2021, n. 228, convertito
Richiamato come norma collegata alle disposizioni che regolano la procedura di deposito della requisitoria scritta del PM
art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
art. 94, comma 2, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, poi modificato dal d.l. 30 dicembre 2023, n. 215
Ulteriore riferimento normativo sulla disciplina delle requisitorie scritte o sulle modifiche procedurali richiamate nella requisitoria del Procuratore Generale
d.l. 30 dicembre 2023, n. 215, convertito dalla legge 23 febbraio 2024, n. 18
Richiamato come norma di conversione/modifica normativa con effetti procedurali sulla possibilità di requisitorie scritte; evidenzia aggiornamenti normativi rilevanti per il deposito scritto del PM
Riferimento alla circostanza aggravante dei ‘futili motivi’; la Corte ha ritenuto sussistere tale aggravante ma ha riconosciuto la prevalenza delle attenuanti generiche in sede di determinazione della pena
Usato insieme all'art. 61 per spiegare il criterio di prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulle aggravanti nella determinazione della pena
art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato per chiarire che le regole di cui al comma 3 non si applicano alle dichiarazioni della persona offesa: la testimonianza della vittima può, se credibile e adeguatamente motivata, costituire elemento esclusivo di condanna
Massime di principio
- La Corte di legittimità non riesamina la valutazione di fatto e la credibilità delle prove: se le decisioni di merito espongono una motivazione congrua e coerente fondata su più elementi convergenti, la Cassazione non rimescola le prove.
- Le dichiarazioni della persona offesa, se ritenute intrinsecamente e estrinsecamente credibili e adeguatamente motivate, possono fondare una condanna anche in assenza di pieno riscontro esterno, purché la motivazione spieghi la credibilità del dichiarante.
- Contraddizioni minori tra testimonianze rese in concitazione non sono di per sé decisive per escludere l'attendibilità: il giudice deve valutare se il nucleo essenziale delle deposizioni è coerente e supportato da altri elementi.
- Filmati di scarsa qualità o acquisiti successivamente non sono necessariamente inutilizzabili se, letti congiuntamente ad altri riscontri (sopralluoghi, reperti, esami tecnici, quadro clinico), contribuiscono a un quadro probatorio convergente.
- Un alibi deve essere solido e verificabile: deduzioni su possibili spostamenti rapidi non invalidano la testimonianza contraria se il giudice ritiene l'alibi debole e documenta le ragioni del rifiuto.
- L'assenza di impronte o l'esito negativo di una perizia non fa venire automaticamente meno una condanna quando esistono altre prove convergenti idonee a dimostrare la responsabilità.
- Il vizio di travisamento della prova in Cassazione è efficace solo se l'errore di fatto indicato disarticola l'intero ragionamento probatorio; non è sufficiente proporre una diversa lettura critica degli elementi.
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