Cassazione Penale, Sentenza n. 34397/2024 del 12/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva confermato la condanna del Tribunale di Avellino per i reati: (capo a) contravvenzione urbanistica/edilizia relativa a interventi realizzati e (capo b) abuso d'ufficio per il rilascio di permessi di costruire illegittimi. I motivi di ricorso contestavano: 1) la valutazione delle date di "censimento in catasto" e la dedotta "falsa" qualificazione dell'area come "ente urbano"; 2) la qualificazione dei due corpi di fabbrica come non regolarmente assentiti e la conseguente logica usata per computare il consumo di suolo (in particolare la detrazione o meno delle superfici preesistenti e la quantificazione della maggiore superficie di circa 56,22 mq); 3) l'obbligo di preventiva valutazione di incidenza ambientale (VIA/valutazione di incidenza) trattandosi di area SIC e quindi l'asserita illegittimità dei titoli edilizi, con conseguente contestazione anche dell'elemento soggettivo (dolo) relativo all'abuso d'ufficio. La difesa chiedeva che, considerato che la maggiore superficie avrebbe interessato aree già impermeabilizzate adibite ad aia, non vi sarebbe stato consumo di suolo e dunque non sussisterebbe né la contravvenzione urbanistica né l'abuso d'ufficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto esaustiva, logica e corretta la motivazione dei giudici di merito (Tribunale e Corte d'appello), che avevano fondato le proprie conclusioni sulle risultanze tecniche e catastali e sulla documentazione processuale: in particolare il censimento catastale non è stato smentito da elementi di fatto opposti dalla ricorrente; le conclusioni del consulente tecnico e gli elaborati planimetrici giustificano la classificazione urbanistica, il calcolo del consumo di suolo (con la sottrazione delle superfici non computabili pari a 55,70 mq) e l'obbligo della valutazione di incidenza per interventi in area SIC. Quanto all'abuso d'ufficio, la Corte d'appello ha correttamente ritenuto integrata la "violazione di legge" da parte del responsabile tecnico comunale e sufficiente la prova del dolo anche senza dimostrare un accordo collusivo, desumendolo dalla macroscopica illegittimità dell'atto e dall'ingiusto vantaggio patrimoniale. Il ricorso è quindi respinto con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia), art. 44, comma 1, lett. b)
art. 44, comma primo, lett. b), del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380
L'esecuzione di interventi edilizi in zone individuate come S.I.C. senza la preventiva valutazione di incidenza integra la contravvenzione/illecito edilizio rilevante anche penalmente; la Corte ne ha ritenuto configurata la fattispecie nei casi in cui manchi la valutazione di incidenza dovuta.
D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 (Direttiva Habitat), art. 5
art. 5 del DPR n. 357/1997
Soggetta a valutazione di incidenza preventiva qualsiasi opera o progetto che possa avere incidenza significativa su siti NATURA 2000 (SIC/ZPS). La Corte ha ritenuto applicabile l'obbligo in presenza di interventi nell'area qualificata SIC.
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, artt. 12 e 13
artt. 12 e 13 del d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380
Il permesso di costruire deve conformarsi agli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi; il rilascio di un titolo incompatibile con tali norme costituisce "violazione di legge" rilevante per la configurabilità dell'abuso d'ufficio.
Codice penale, art. 323 (abuso d'ufficio)
La violazione di legge da parte del pubblico ufficiale nel rilascio di titoli illegittimi può integrare il reato di abuso d'ufficio; il dolo può essere desunto anche dalla macroscopica illegittimità dell'atto e dall'ingiusto vantaggio patrimoniale.
D.L. 16 luglio 2020, n. 76, art. 23 (conv. L. 11 settembre 2020, n. 120)
art. 23 d.l. 16 luglio 2020, n. 76, conv. con modifiche nella legge 11 settembre 2020, n. 120
Riforma che ha inciso sulla configurazione dell'abuso d'ufficio; la giurisprudenza richiamata interpreta la violazione di norme urbanistiche come potenziale elemento costitutivo dell'abuso.
D.P.R. n. 120 del 2017, art. 2, comma 1, lett. B)
articolo 2, comma 1, lettera B) del DPR n.120 del 2017
Definisce la nozione di "suolo" cui fare riferimento in materia di consumo di suolo; la sentenza richiama tale definizione nell'ambito della discussione sul concetto di consumo di suolo.
Massime di principio
- In ricorsi per cassazione non è possibile ottenere una rivalutazione in fatto delle risultanze tecniche o catastali: chi impugna deve allegare e provare elementi di fatto contrari decisivi già in sede di merito o appello, altrimenti le valutazioni tecniche del giudice di merito restano definitive.
- La presenza di iscrizioni catastali o di elementi tecnici concordati con consulenze può costituire elemento probatorio rilevante; la parte che ne contesta la portata deve fornire documentazione probatoria specifica per smontare quelle risultanze.
- Il 'consumo di suolo' e l'obbligo di valutazione di incidenza (VIA/valutazione di incidenza) sono rigorosamente interpretati nelle aree SIC/ZPS: anche aumenti di superficie relativamente limitati possono rendere necessario il procedimento se l'intervento può avere incidenze significative sull'area protetta.
- Per la configurabilità dell'abuso d'ufficio è rilevante la violazione delle norme urbanistiche senza margini di discrezionalità: il rilascio di un titolo edilizio incompatibile con gli strumenti urbanistici può integrare la "violazione di legge" richiesta, e il dolo può essere desunto dalla macroscopica illegittimità dell'atto e dall'ingiusto vantaggio, senza necessità di dimostrare un accordo collusivo.
- In fase amministrativa e giudiziale chi intende ottenere esenzioni o benefici (es. norme regionali "Piano casa") deve verificare gli oneri procedurali (es. VIA/valutazione di incidenza) e la regolarità catastale; eventuali errori progettuali o di calcolo possono assumere rilievo penale se determinano il rilascio di titoli illegittimi in area vincolata.
- Le questioni tecnico-giuridiche complesse (quantificazione consumo di suolo, rilevanza di aree impermeabilizzate/pertinenze) richiedono una contestazione tecnica specifica e documentata fin dai gradi di merito per essere efficacemente valutate in sede di legittimità.
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