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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15265/2022 del 20/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Si impugnavano vari aspetti della sentenza d'appello: la parte civile (Nuova Banca delle Marche) contestava l'assoluzione di Casale e chiedeva la riforma in relazione al capo A) (nesso corruttivo tra acquisto immobile e finanziamenti). I difensori di Bianconi e Degennaro proponevano motivi volti a: incidenza/irritualità della querela e legittimazione a proporla; incompetenza territoriale; violazione del diritto di difesa per tardiva produzione di estratti conto e mancata disponibilità degli atti d'indagine; richiesta di rinnovazione istruttoria; travisamento delle prove e insufficiente prova dell'accordo corruttivo prima e dei profili istruttori delle pratiche di credito; questioni sul trattamento sanzionatorio e sulla confisca dell'immobile; contestazioni sulla legittimazione della Nuova Banca quale parte civile in relazione alla cessione ex lege dei diritti (D.Lgs. 180/2015 e delibera Banca d'Italia 558/2015).

La decisione

La Corte di Cassazione ha: 1) rilevato e dichiarato l'estinzione per prescrizione del reato contestato nel capo B) nei confronti di BIANCONI MASSIMO e di DEGENNARO DAVIDE (prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali per entrambi; 2) confermato, tuttavia, la permanenza delle statuizioni civili nei confronti di DEGENNARO (la condanna al risarcimento in favore della Nuova Banca permane in quanto la prescrizione è intervenuta dopo la pronuncia di primo grado) e ha rigettato il ricorso di Degennaro agli effetti civili; 3) dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Nuova Banca delle Marche S.p.A. in relazione al capo A) e condannato la stessa al pagamento delle spese processuali e a una ammenda alla cassa delle ammende (Euro 3.000); 4) confermato la validità della confisca dell'immobile di via Archimede n.96 ai sensi dell'art. 2641 c.c. ritenendo che il bene sia stato concretamente utilizzato come strumento per la commissione del reato e che la confisca può essere mantenuta anche in presenza di prescrizione quando il fatto è già stato accertato nel pieno contraddittorio; 5) condannato Degennaro alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile nella presente procedura (liquidate in Euro 5.500,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 2635 c.c. (all'epoca: infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità; ora: corruzione tra privati)

    Nucleo normativo della fattispecie contestata: richiede 'nocumento' alla società e rapporto di strumentalità fra utilità promessa/donata e atto di ufficio. La Corte conferma che "nocumento" non va inteso solo come danno patrimoniale immediato ma come qualsiasi pregiudizio valutabile economicamente.

  • art. 2634 c.c.

    Richiamato dalle difese come qualificazione alternativa (infedeltà patrimoniale). La Corte rigetta tale riqualificazione quando dagli elementi emerge un accordo corruttivo e nocumento più ampio.

  • art. 2641 c.c.

    Norma sulla confisca obbligatoria: la Corte ha ritenuto corretta la confisca dell'immobile utilizzato strumentalmente per la commissione del reato, confermando che la confisca può essere mantenuta anche se la prescrizione è intervenuta successivamente, quando il fatto sia stato già accertato nel contraddittorio.

  • artt. 157 e 161 c.p. (decorrenza e durata della prescrizione)

    Determinazione del termine prescrizionale: la Corte ha calcolato il dies a quo dalla data di consumazione indicata in imputazione (25/01/2012) e ha ritenuto maturata la prescrizione il 25/09/2019 (tenuto conto delle sospensioni).

  • art. 129 c.p.p.

    Principio di immediata declaratoria di estinzione del reato per prescrizione: la Corte ha annullato senza rinvio in ragione della prescrizione intervenuta, applicando i limiti dell'art.129 (assoluzione per prescrizione quando non emergano circostanze di assoluta non contestabilità).

  • art. 578-bis c.p.p.

    Richiamato nei ragionamenti sulla possibilità di mantenere la confisca anche in caso di estinzione per prescrizione, in coerenza con la giurisprudenza delle Sezioni Unite (principio che la confisca può essere decisa se il fatto è stato già accertato nel pieno contraddittorio).

  • D.Lgs. n.180/2015 (artt. 43, 47) e Delibera Banca d'Italia n. 558/2015

    Normativa sulla costituzione dell'ente-ponte e sulla cessione ex lege dei diritti dalla banca in risoluzione all'ente-ponte: la Corte ha ritenuto che Nuova Banca delle Marche sia legittimata ad agire in giudizio per i diritti (compresi i diritti risarcitori) ceduti ex lege dalla Banca delle Marche in LCA.

  • artt. 336 e 337 c.p.p. (querela e prosedibilità)

    Principi formali sulla querela: la Corte ha ritenuto regolare la querela depositata dalla banca (o depositata da soggetto munito di adeguata rappresentanza) e ha sottolineato il favor querelae; non è richiesta aderenza a formule rigide.

  • art. 130 disp. att. c.p.p. e art. 416 c.p.p. (formazione del fascicolo per il GIP e potere del PM)

    La Corte ha ricordato che il P.M. esercita discrezionalmente la scelta degli atti da inserire nel fascicolo di cui all'art.416 e che la mancata trasmissione di alcuni atti si traduce in principio nell'inutilizzabilità di quelli non trasmessi, non in una nullità assoluta, salvo che la difesa dimostri la concreta rilevanza degli atti sottratti.

  • art. 603 c.p.p. (adeguatezza rinnovazione istruttoria in appello)

    La Corte conferma che la richiesta di rinnovazione in appello richiede la dimostrazione della necessità del mezzo istruttorio e che il giudice di merito può rifiutare la rinnovazione motivando anche implicitamente il rigetto.

  • art. 192 c.p.p. (valutazione degli indizi)

    Richiami sui limiti del sindacato in Cassazione: le doglianze per travisamento o valutazione degli indizi devono essere puntuali e documentate; la Corte di legittimità non rivede il merito ma verifica la logicità della motivazione.

Massime di principio

  • La prescrizione: se matura dopo la sentenza di appello, la Cassazione può dichiarare l'estinzione del reato e annullare la condanna senza rinvio; tuttavia le statuizioni civili possono sopravvivere quando la prescrizione è intervenuta dopo la condanna di primo grado (art. 578 c.p.p. e giurisprudenza costituzionale).
  • Confisca e prescrizione: la confisca obbligatoria (es. art. 2641 c.c.) può essere mantenuta anche se la responsabilità penale si estingue per prescrizione, purché il fatto sia stato già accertato nel pieno contraddittorio e la confisca sia prevista dalla norma.
  • Nocumento nell'art. 2635 c.c.: il 'nocumento' non si identifica esclusivamente con il danno patrimoniale immediato, ma comprende pregiudizi valutabili economicamente (es. danno reputazionale, organizzativo); pertanto la prova deve guardare alla offensività concreta della condotta e al nesso di strumentalità tra utilità e atto aziendale.
  • Competenza territoriale: per reati come l'infedeltà/corruzione privata conta il luogo in cui si è perfezionata la condotta infedele (es. delibera che autorizza il finanziamento), non solo il luogo fisico di erogazione del denaro; chi contesta la incompetenza deve dimostrare dove si è consumata la condotta penalmente rilevante.
  • Onere del PM nella 'discovery': il PM ha discrezionalità nella formazione del fascicolo per il GIP (art.416 c.p.p. e disp. att.) e la mancata allegazione di parti dell'indagine non comporta automaticamente nullità del processo; la difesa deve dimostrare specificamente la rilevanza decisiva degli atti omessi.
  • Richieste difensive di rinnovazione istruttoria: devono motivare la necessità (o la assoluta necessità) della prova in appello; il rifiuto può essere motivato anche implicitamente se il compendio probatorio è comunque ritenuto completo e logicamente coerente.
  • Legittimazione della parte civile nelle vicende di risoluzione bancaria: in presenza di trasferimenti ex lege (D.Lgs.180/2015 e delibera Banca d'Italia 558/2015) l'ente-ponte può subentrare nei diritti risarcitori della banca cedente; gli opponenti devono sollevare l'eccezione nei modi e nei tempi processuali appropriati.
  • Difesa in Cassazione: i motivi di travisamento prova richiedono 'autosufficienza' del ricorso (indicazione/esposizione puntuale degli atti e degli elementi oggettivi), non la semplice enunciazione di una diversa interpretazione; la Corte di legittimità verifica vizi di motivazione di macroscopica evidenza.

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