Cassazione Penale, Sentenza n. 15148/2022 del 20/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha rilevato che l'imputato è deceduto il 16/08/2019 e, per tale motivo, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata disponendo l'estinzione del reato per morte del reo. Pertanto i profili di merito sollevati dal ricorrente non sono stati esaminati nel merito e la pronuncia impugnata è stata annullata per sopravvenuta estinzione
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza del 21/03/2019 della Corte d'Appello di Palermo relativa a condanna per il reato continuato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti (art. 81, comma 2 c.p. e art. 73 d.P.R. 9/10/1990, n. 309). Il ricorrente contestava: 1) violazione del divieto di reformatio in peius e errori nel calcolo della pena base e degli aumenti per continuazione (interna ed esterna); 2) erronea applicazione del principio del favor rei con riferimento alla riduzione per il rito abbreviato, sostenendo che la riduzione avrebbe dovuto essere operata sulla pena complessiva comprensiva degli aumenti per continuazione e non solo su una parte
Norme richiamate
art. 81, comma 2 cod. pen.
Indicata come norma applicata per configurare il reato continuato; la sentenza lo menziona nel contesto della qualificazione delle condotte come continuate
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma richiamata per la fattispecie di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti; usata per la qualificazione del reato per cui Mottola era stato condannato
Sentenza Corte Costituzionale n. 32/2014
Richiamata come elemento che ha inciso sulla dosimetria della pena (ripristino della distinzione tra categorie di sostanze e conseguente effetto sul trattamento sanzionatorio), motivo di diversi annullamenti con rinvio da parte della Cassazione
Sentenza Corte di Cassazione n. 36287/2016
Citata come precedente che annullò con rinvio la sentenza di appello perché la pena era stata fissata sulla base della normativa ormai illegittima in relazione ai fatti commessi nel periodo rilevante
Sentenza Corte di Cassazione n. 47472/2018
Ulteriore annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione per adeguare la valutazione della pena alla pronuncia della Corte Costituzionale n. 32/2014
Massime di principio
- La morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata: nelle ipotesi di estinzione sopravvenuta per morte del reo il procedimento cade e le questioni di merito non vengono decidere
- Quando una pronuncia della Corte Costituzionale incide sul regime sanzionatorio applicabile ai fatti commessi, le corti di merito e la Cassazione devono rideterminare la pena alla luce del nuovo quadro normativo; ciò può comportare ripetuti rinvii per ricalcolo della dosimetria
- Il divieto di reformatio in peius impedisce al giudice di appello di applicare al ricorrente una misura più sfavorevole rispetto alla precedente statuizione favorevole, salvo che il ricorso sia proposto dall'imputato; nei ricalcoli dopo annullamenti con rinvio va quindi valutato con attenzione il punto di riferimento temporale e la comparazione con la situazione antecedente
- Il beneficio del rito abbreviato (principio del favor rei) deve essere applicato in modo da risultare effettivo: nella prassi consolidata la riduzione per il rito va calcolata in favore dell'imputato e, secondo orientamenti prevalenti, dovrebbe operare sulla pena complessivamente determinata (inclusa l'incidenza delle continuazioni), salvo diversa e motivata decisione del giudice
- Gli aumenti per continuazione (interna ed esterna) vanno determinati in conformità alla disciplina vigente al momento delle condotte, tenendo conto delle pronunce costituzionali e delle sentenze divenute irrevocabili che integrano la continuazione; la quantificazione deve essere chiara e coerente per evitare violazioni del principio di prevedibilità della sanzione
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