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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33936/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

La società ricorrente era destinataria di un pignoramento esattoriale presso terzi ex art. 72-bis d.P.R. n. 602/1973 per cartelle che assumeva non notificate. Dopo avere ottenuto la sospensione del ruolo in sedi giudiziarie e aver aderito alla definizione agevolata del debito, chiedeva alla banca terza pignorata lo svincolo delle somme e, in particolare, del conto corrente assoggettato a vincolo. A fronte del rifiuto o mancato svincolo, aveva intrapreso un giudizio ordinario per ottenere la rimozione degli effetti della procedura esecutiva e il risarcimento dei danni. Nei gradi di merito la domanda era stata respinta. Con il ricorso per cassazione la società deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 629, 630, 632 c.p.c., 159-ter disp. att. c.p.c., nonché dell’art. 72-bis d.P.R. n. 602/1973, sostenendo che, una volta aderita alla definizione agevolata, il terzo pignorato avrebbe dovuto procedere automaticamente allo svincolo delle somme senza bisogno di un provvedimento del giudice dell’esecuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che le censure non si confrontavano con la ratio della sentenza impugnata, la quale aveva affermato la necessità di introdurre un’apposita azione davanti al giudice dell’esecuzione, nel contraddittorio con agente della riscossione, debitore e terzo pignorato, per far valere l’inesistenza del diritto di procedere ad esecuzione forzata e per ottenere lo svincolo delle somme. La Corte ha richiamato il principio per cui il pignoramento esattoriale presso terzi ex art. 72-bis configura un processo esecutivo speciale, soggetto alla direzione del giudice dell’esecuzione e inserito in un sistema chiuso di rimedi. Ha quindi confermato che lo svincolo non può avvenire automaticamente per iniziativa del terzo pignorato, ma richiede comunque un’istanza del debitore al giudice dell’esecuzione. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata alle spese, oltre alla somma ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. e all’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel pignoramento esattoriale presso terzi ex art. 72-bis d.P.R. n. 602/1973 lo svincolo delle somme non consegue automaticamente alla sopravvenuta adesione del debitore a una definizione agevolata, ma richiede un intervento del giudice dell'esecuzione.
  • L'esecuzione esattoriale presso terzi, pur connotata da specialità, resta un processo esecutivo soggetto alla direzione del giudice dell'esecuzione e ai rimedi tipici del sistema esecutivo.
  • Le contestazioni volte a far valere l'inesistenza o l'improseguibilità dell'azione esecutiva devono essere introdotte con gli strumenti propri dell'esecuzione forzata e nel contraddittorio necessario tra agente della riscossione, debitore e terzo pignorato.
  • In cassazione è inammissibile il motivo che non si confronti con la ratio decidendi della sentenza impugnata e si limiti a reiterare una tesi già disattesa senza censurare specificamente l'affermazione decisiva del giudice di merito.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione presso terziImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della prova

Testo integrale

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