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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09448/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

Due proprietari di fondi agricoli confinanti convenivano in giudizio una società che aveva realizzato, sul fondo vicino, un aerogeneratore eolico: chiedevano l'accertamento dell'inesistenza della servitù, la demolizione o l'arretramento del manufatto per violazione delle distanze legali, la cessazione della turbativa e il risarcimento dei danni. La convenuta eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e contestava nel merito le domande. In appello la Corte territoriale ha ritenuto la giurisdizione ordinaria sulla domanda di accertamento dell'inesistenza della servitù, ma ha accolto le domande di riduzione in pristino e risarcimento, ordinando l'arretramento dell'aerogeneratore e liquidando somme a titolo di danno. La società ha proposto ricorso per cassazione con sette motivi: ha dedotto, in sintesi, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario per la presenza di una convenzione urbanistica con il Comune e di decreti di imposizione di servitù coattiva, la violazione del giudicato amministrativo, e ha censurato la statuizione che aveva ordinato l'arretramento e riconosciuto il risarcimento, sostenendo che l'opera, in quanto destinata alla produzione di energia da fonte rinnovabile e quindi di pubblico interesse/pubblica utilità, fosse sottratta alla disciplina codicistica delle distanze e che ai proprietari spettasse soltanto l'indennità prevista dalla normativa espropriativa, non il risarcimento in forma specifica o per equivalente. Ha inoltre sostenuto che, intervenuto un decreto ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, le domande di restituzione/riduzione in pristino e risarcimento non potevano più proseguire.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i primi tre motivi, confermando la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda di accertamento dell'inesistenza della servitù e sul nucleo di lite relativo alla lesione del diritto di proprietà da parte del manufatto eolico realizzato da un soggetto privato. Ha invece accolto il quarto, il quinto e il sesto motivo, ritenendo che, una volta sopravvenuto in corso di causa il decreto di imposizione della servitù coattiva ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la prosecuzione del giudizio sulle domande di riduzione in pristino e risarcimento del danno fosse preclusa, poiché la tutela del proprietario si era trasformata nell'indennità prevista dalla disciplina espropriativa. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio limitatamente alle domande di riduzione in pristino e risarcimento del danno; il primo segmento relativo alla giurisdizione sulla domanda di servitù non è stato cassato.

Norme richiamate

  • art. 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241

    La convenzione urbanistica con il Comune non sposta automaticamente la controversia sulla violazione delle distanze nella giurisdizione amministrativa se la lite riguarda il comportamento lesivo tra privati.

  • legge 9 gennaio 1991, n. 10

    art. 1, commi terzo e quarto

    La qualificazione della produzione da fonti rinnovabili come attività di pubblico interesse e pubblica utilità non muta il riparto di giurisdizione, ma incide sulla tutela esperibile contro la violazione delle distanze.

  • art. 12 del d.lgs. 29 dicembre 2003, n. 387

    Richiamato dalla ricorrente a sostegno della natura pubblica dell'impianto, ma non decisivo per la giurisdizione sulla controversia tra privati.

  • art. 873 c.c.

    È la norma sulle distanze tra costruzioni evocata per la disciplina sostanziale della violazione; tuttavia la sua applicazione può essere limitata dalla destinazione pubblicistica dell'opera quanto alla tutela ripristinatoria.

  • art. 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E

    Vieta al giudice ordinario di interferire con l'esercizio del potere amministrativo; non opera quando la lite riguarda un comportamento materiale lesivo posto in essere da un privato.

  • art. 46 della legge 25 giugno 1865, n. 2359

    Base storica dell'indennità dovuta al proprietario per la compressione derivante da opere di pubblica utilità.

  • art. 44 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    In caso di opere di pubblica utilità realizzate per l'energia da fonti rinnovabili, la tutela del confinante è limitata all'indennità e non alla riduzione in pristino.

  • art. 42-bis del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Il provvedimento di acquisizione/regularizzazione sanante o di imposizione della servitù coattiva, sopravvenuto in corso di causa, rende improcedibili le domande restitutorie o di riduzione in pristino e trasforma la pretesa risarcitoria in indennitaria; la norma si applica, in quanto compatibile, anche alla servitù.

  • art. 53 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Invocato per il riparto di giurisdizione in materia espropriativa, ma non dirimente per una controversia tra privati sulla lesione del diritto di proprietà.

  • art. 54 del d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    Richiamato dalla ricorrente in tema di tutela indennitaria, ma non accoglimento dell'idea che residuasse una cognizione del giudice ordinario sul risarcimento.

  • art. 29 del d.lgs. 1° settembre 2011, n. 150

    Le controversie sulla liquidazione dell'indennità conseguente all'acquisizione/servitù ex art. 42-bis sono devolute alla Corte d'appello secondo il rito previsto.

  • art. 5 cod. proc. civ.

    La giurisdizione si determina con riguardo alla legge e allo stato di fatto esistenti al momento della domanda; i mutamenti sopravvenuti non alterano il riparto di giurisdizione già cristallizzato.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato amministrativo impedisce il sindacato incidentale del giudice ordinario sul provvedimento, ma non muta il riparto di giurisdizione già determinato al momento della proposizione della domanda.

Massime di principio

  • La controversia tra proprietari confinanti e società privata costruttrice di un impianto, quando riguarda la violazione delle distanze legali e la lesione del diritto dominicale, appartiene al giudice ordinario anche se l'opera è collegata a un'attività di pubblico interesse o a una convenzione con il Comune, purché la domanda investa un comportamento materiale lesivo e non l'esercizio di un potere autoritativo.
  • Ai fini del riparto di giurisdizione rileva il petitum sostanziale: se l'attore fa valere la lesione della proprietà per la realizzazione di un manufatto sul fondo vicino, la causa resta di diritto comune e il giudice ordinario può, nei limiti consentiti, disapplicare incidentalmente l'atto amministrativo rilevante.
  • La qualificazione pubblicistica dell'opera destinata alla produzione di energia rinnovabile può precludere la tutela reale ripristinatoria: in tal caso, il proprietario confinante non può ottenere l'arretramento o la demolizione del manufatto, ma solo la tutela indennitaria prevista dalla disciplina espropriativa.
  • La sopravvenienza di un provvedimento di imposizione/acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, emesso dopo la proposizione della domanda, non sposta la giurisdizione già radicata, ma rende improcedibili le domande di restituzione o riduzione in pristino e converte la pretesa risarcitoria in indennità.
  • Il giudicato amministrativo sulla legittimità del provvedimento ablativo impedisce al giudice ordinario un sindacato incidentale di disapplicazione, ma non incide sul criterio temporale di determinazione della giurisdizione, che resta fissato al momento della domanda.

Come è indicizzato

MaterieProprietàGiurisdizioneImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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