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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45166/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugna la sentenza d'appello che aveva confermato la condanna per omicidio e porto d'arma. I motivi principali sono: (1) vizio di motivazione nella valutazione delle dichiarazioni de relato dei collaboratori di giustizia Alessandro Saponaro e Alessandro Verardi; si contesta l'uso di queste "chiamate" come riscontro reciproco nonostante la loro lontananza temporale dal fatto, la possibile mancanza di autonomia genetica, incongruenze nei particolari e l'assenza di adeguata motivazione sulla genesi delle confidenze (in particolare per Saponaro, detenuto a lungo, senza puntuali riscontri su possibili contatti con Mazzotta); (2) vizio di motivazione relativo alla prova di alibi, con la censura che la Corte d'appello non avrebbe valutato correttamente documenti e dichiarazioni che collocavano la vittima viva alle 20 del 17 marzo 1999 e il ricorrente nella sua abitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo nei limiti indicati: ha ritenuto carente e contraddittoria la motivazione della Corte d'assise d'appello circa l'attendibilità intrinseca e la genesi delle dichiarazioni de relato (in particolare di Saponaro) e rispetto alla ricostruzione cronologica fornita da Verardi. Ha richiamato i criteri giurisprudenziali per l'uso delle chiamate de relato (verifica della credibilità soggettiva, attendibilità intrinseca, rapporti tra dichiarante e fonte, convergenza individualizzante, indipendenza e autonomia genetica). Ha dichiarato inammissibile o non fondato il secondo motivo nella parte in cui era generico. Conseguentemente la Corte ha annullato la sentenza impugnata nei punti in cui si fondava essenzialmente su quelle dichiarazioni e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'assise d'appello per nuovo esame, lasciando al giudice del rinvio la valutazione libera dei fatti alla luce delle precisazioni di legittimità.

Norme richiamate

  • Codice penale

    artt. 110, 575, 577 primo comma, n. 3, in relazione all'art. 61 n. 1

    Norme sostanziali relative al concorso di persone nel reato di omicidio e alle circostanze aggravanti (premeditazione, futili motivi) utilizzate nella qualificazione del fatto contestato.

  • Codice penale

    Riferimento alla concorso di persone (art.110) e alla continuazione (art.81) in relazione a reati connessi al porto di armi.

  • Legge n. 497 del 1974

    Norme incriminatrici e sanzionatorie in materia di porto e detenzione di armi in luogo pubblico, applicate al capo relativo al porto della pistola.

  • Codice di procedura penale

    Principio che impone al giudice di valutare la credibilità soggettiva del dichiarante e l'attendibilità intrinseca della dichiarazione, con criteri quali specificità, coerenza, costanza e spontaneità.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. e)

    Norma che disciplina il vizio di motivazione impugnabile in cassazione; richiede al ricorrente precise indicazioni sulle carenze, contraddittorietà o illogicità della motivazione per non incorrere in inammissibilità.

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti del ricorso per cassazione relativi all'ambito di impugnazione (artifici tecnici che limitano la nuova contestazione ai punti consentiti).

  • D.p.r. n. 309 del 1990

    Norme sull'illecito relativo agli stupefacenti richiamate nel contesto delle indagini e dei riscontri su attività di spaccio collegata agli indagati.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni de relato (chiamate in reità o in correità) possono valere come riscontro reciproco solo se il giudice del merito motiva puntualmente sulla credibilità soggettiva di ciascun dichiarante e sull'attendibilità intrinseca di ciascuna dichiarazione (specificità, coerenza, costanza, spontaneità).
  • Il giudice deve verificare e motivare la genesi delle confidenze (quando, come e dove il dichiarante ha appreso quanto riferito): non è sufficiente affermare la "ragionevolezza" di incontri o rapporti se non sono indicati concreti riscontri processuali.
  • Per usare più chiamate de relato come unico riscontro probatorio è necessario dimostrare la convergenza individualizzante, l'indipendenza delle chiamate e l'autonomia genetica (fonti diverse), evitando spiegazioni circolari che attribuiscano alla mera coincidenza di contenuti valore decisivo.
  • Non può ricadere sull'imputato l'onere di dimostrare l'assenza di rapporti tra dichiarante e fonte: l'accusa deve provare l'affidabilità e la genesi delle dichiarazioni che intende utilizzare per la condanna.
  • I giudici di merito devono affrontare criticamente e nel dettaglio le apparenti incoerenze tra dichiarazioni collaboratori/testimoni e risultanze tecniche (es. esito balistico), giustificando perché imprecisioni non ne invalidano l'attendibilità.
  • Le censure generiche sulla motivazione (elenco di vizi senza specificazione) rischiano l'inammissibilità: il ricorrente in cassazione deve precisare quali parti della motivazione mancano, sono contraddittorie o manifestamente illogiche.
  • Sulle questioni di alibi il giudice deve valutare e motivare specificamente le prove e dichiarazioni che lo sostengono o lo contrastano; una trattazione sommaria può essere ritenuta insufficiente in sede di legittimità.

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