Sentenza del 30/09/2021 n. 35809 - Corte di Cassazione
Evasione - Omessa dichiarazione - Emissione fatture false - Sequestro prima casa - Legittimità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente impugna il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca diretta o per equivalente, disposto dal GIP per presunti reati fiscali (omessa dichiarazione, emissione di fatture false e reati connessi) che ha colpito l'immobile adibito ad abitazione principale (prima casa). Il ricorrente ha dedotto l'impignorabilità dell'immobile ai sensi dell'art. 76, d.P.R. n. 602/1973, come modificato dall'art. 52 d.l. n. 69/2013, rilevando che l'importo oggetto di sequestro (€101.270,00) è inferiore alla soglia prevista (€120.000) e quindi il bene dovrebbe restare escluso da misure esecutive.
La decisione
Il Tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Il Collegio ha richiamato il consolidato orientamento della Cassazione secondo cui le misure di impignorabilità previste dall'art. 76 DPR 602/1973 operano esclusivamente nei confronti dell'Erario nell'ambito dell'espropriazione per debiti tributari e non ostano all'adozione della confisca penale (diretta o per equivalente) né del sequestro preventivo a essa finalizzato. Ha inoltre precisato che la disciplina che tutela la 'prima casa' nell'ambito della riscossione coattiva (art. 52 DL 69/2013) non impedisce l'applicazione del sequestro preventivo/ della confisca penale. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di €3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 76 d.P.R. 29/9/1973 n.602
limiti all'espropriazione immobiliare e impignorabilità per debiti tributari (soglia 120.000 euro)
Opera solo nei confronti dell'Erario in sede di riscossione coattiva per debiti tributari; non costituisce ostacolo al sequestro preventivo o alla confisca penale diretta o per equivalente disposti nell'ambito di un procedimento penale
art. 52, comma 1, lett. g), D.L. 21/6/2013 n.69 (conv. L. 98/2013)
tutela della 'prima casa' in specifiche ipotesi di espropriazione fiscale
Rivolge il divieto all'agente della riscossione nell'ambito dell'espropriazione tributaria; la norma non preclude la misura cautelare reale (sequestro preventivo) o la confisca penale disposte nell'ambito del processo penale
d.lgs. n. 74 del 2000 (articoli richiamati nel capo d'imputazione)
art. 2, art. 5, art. 8 (come richiamati nel provvedimento)
Norme che disciplinano i delitti tributari (omessa dichiarazione, emissione di fatture false, ecc.); i proventi o il valore corrispondente al profitto del reato sono soggetti a confisca penale
Codice penale (art. 81, comma finale; art. 110)
Richiamati per la disciplina della responsabilità penale, partecipazione e concorso nei reati contestati
Prevede le conseguenze economiche in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso (compensi e possibile corresponsione alla Cassa delle Ammende), applicata dal Tribunale
Massime di principio
- Le tutele di 'impignorabilità' previste per la riscossione tributaria (art.76 DPR 602/1973 e art.52 DL 69/2013) sono rivolte all'azione dell'Erario/Agente della Riscossione e non impediscono, in linea di principio, misure cautelari reali (sequestro preventivo) o la confisca penale diretta o per equivalente nell'ambito di procedimenti penali.
- In ipotesi di delitti tributari che hanno prodotto un profitto o abbiano reso inefficace la riscossione (es. emissione di fatture false, omessa dichiarazione su importi rilevanti), il giudice penale può disporre il sequestro finalizzato alla confisca anche su immobili adibiti ad abitazione principale quando siano individuati come corrispondenti al valore del profitto del reato.
- Il fatto che l'importo contestato sia inferiore alla soglia prevista per l'impignorabilità in sede fiscale (es. €120.000) non impedisce automaticamente la confisca penale o il sequestro preventivo; la valutazione dipende dalla natura penale della misura e dalla qualificazione del bene come profitto o equivalente.
- Per impugnare efficacemente un sequestro di questo tipo è necessario contestare elementi sostanziali: l'insussistenza degli indizi che collegano il bene al profitto del reato, la sproporzione della misura, o vizi procedurali nel provvedimento che ne determinino l'illegittimità; l'invocazione della sola impignorabilità tributaria è generalmente insufficiente.
- Occorre distinguere chiaramente la sfera dell'esecuzione tributaria (tutele per il debitore fiscale) dalla sfera penale (tutele per l'ordine pubblico e finalità di confisca): le norme protettive della prima casa nella riscossione non si traducono automaticamente in limiti alla confisca penale.
- In presenza di fattispecie complesse o contrasto giurisprudenziale rilevante, può rendersi opportuna la richiesta di rimessione alle Sezioni Unite; tuttavia, secondo il Tribunale, non sempre esiste un contrasto interpretativo idoneo a giustificare tale rimessione, specialmente quando la giurisprudenza della Cassazione è consolidata in senso contrario.
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