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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33646/2023 del 01/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (agente riscossione)

La controversia

La controversia riguarda l’impugnazione di ventuno intimazioni di pagamento e di un avviso di mora, emessi in relazione ad altrettante cartelle di pagamento per imposta di registro. In primo grado il ricorso della contribuente era stato accolto; in appello la decisione era stata confermata. L’agente della riscossione ha quindi proposto ricorso per cassazione deducendo cinque motivi: (1) nullità della sentenza di appello per motivazione carente e violazione delle norme sul contenuto della sentenza, per mancata esposizione adeguata dello svolgimento del processo, delle richieste delle parti e dei motivi in fatto e in diritto; (2) nullità per omessa pronuncia sull’eccezione di litispendenza e su quella di improponibilità dei vizi relativi alla notifica delle cartelle; (3) violazione delle norme sulla litispendenza, per essere stata riproposta una questione già decisa in altro procedimento pendente in cassazione; (4) omesso esame di fatti decisivi, per non avere considerato la documentazione prodotta sulle notifiche delle cartelle; (5) violazione di norme in tema di notifica delle intimazioni di pagamento, per l’affermazione, ritenuta incomprensibile, dell’inesistenza della notifica e dell’impossibilità di sanatoria.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo solo per quanto di ragione, ritenendo che la motivazione della sentenza impugnata fosse apparentemente esistente ma sostanzialmente incomprensibile e quindi sotto la soglia del minimo costituzionale. Ha dichiarato assorbiti gli altri quattro motivi. La sentenza della CTR è stata cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Liguria, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La mancanza o l’inesattezza formale di alcuni elementi della sentenza non ne determina la nullità se, dalla motivazione complessivamente considerata, risultano comunque individuabili l’oggetto della controversia, le questioni trattate e la decisione adottata.
  • La sentenza è nulla per difetto di motivazione non solo quando la motivazione manchi del tutto, ma anche quando sia solo apparente, perplessa, incoerente o comunque tale da impedire ogni controllo sulla logica e sulla correttezza del ragionamento decisorio.
  • Nel processo tributario, come in quello civile, la sufficienza della motivazione va valutata in funzione della sua intelligibilità concreta: la formula astratta o generica non basta se non consente di comprendere il collegamento tra le ragioni giuridiche e i fatti della causa.
  • L’omessa considerazione di specifiche contestazioni o prove sulle notifiche degli atti non può essere scrutinata utilmente se la decisione di merito non esplicita in modo comprensibile il percorso logico seguito nel ritenere infondate le doglianze.
  • L’eccezione di litispendenza richiede l’identità dell’oggetto tra i due giudizi; in mancanza di tale identità non opera il divieto di bis in idem processuale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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