Cassazione Civile, Ordinanza n. 33509/2023 del 01/12/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Una persona fisica conveniva in giudizio la Regione per ottenere l'accertamento della proprietà, per intervenuta usucapione ventennale, di due appezzamenti di terreno siti in Fiumicino, località Isola Sacra, con i manufatti sopra edificati. Esponeva che il primo fondo era stato concesso in locazione dall'ente originario a un'associazione nautica di cui era legale rappresentante e a lei stessa, e che, dopo lo sfratto per morosità intimato nel 1974, sarebbe rimasta nel possesso del terreno; sosteneva inoltre di essersi appropriata dal marzo 1974 di un secondo fondo in stato di abbandono, vicino al primo. Il Tribunale rigettava la domanda ritenendo i terreni demaniali e comunque non provato il possesso utile ad usucapionem nel periodo indicato. La Corte d'appello confermava, ritenendo i terreni parte del demanio idrico come pertinenze idrauliche e comunque osservando che non era stata dimostrata l'interversione del possesso: il contratto di locazione era intestato all'associazione, non vi era documentazione idonea a provare una gestione personale e in proprio dell'attività di rimessaggio o la realizzazione dei manufatti da parte dell'attrice, mentre le sole deposizioni testimoniali non bastavano. Nel ricorso per cassazione venivano dedotti: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente, per asserita mera riproduzione della decisione di primo grado e mancata considerazione dei motivi di appello; 2) violazione delle norme sul demanio idrico e sul possesso, assumendo che i terreni ricadessero nelle rive esterne del fiume e non nel demanio, e che dovesse essere disapplicato il regolamento regionale e la delibera regionale che li includevano tra i beni demaniali; 3) omesso esame delle risultanze della CTU e della documentazione relativa al possesso continuato; 4) violazione delle norme sull'usucapione e sulla prova del possesso, sostenendo che la costruzione dei manufatti dimostrasse l'esercizio del potere di fatto con animus domini e l'inversione della detenzione in possesso.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo, ha rigettato il secondo, ha ritenuto assorbiti il terzo e il quarto e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, oltre all'ulteriore contributo unificato. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello non fosse apparente, poiché il giudice di merito aveva fatto proprio, con argomentazione autonoma, il giudizio del primo giudice fondato sulle CTU. Ha poi confermato la natura demaniale dei terreni, rilevando che, anche se non bagnati dalle acque di piena ordinaria, essi potevano essere qualificati come pertinenze del demanio idrico, strutturalmente inseparabili dall'alveo e funzionali alla protezione del fiume; tale qualificazione impedisce l'usucapione. Una volta confermata la demanialità, le censure su possesso, interversione e prova dell'usucapione sono rimaste assorbite.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
La denuncia di motivazione apparente è inammissibile quando la sentenza d'appello non si limiti a una mera trascrizione, ma faccia proprie in modo argomentato le ragioni del primo giudice.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
In cassazione non è consentito sindacare il merito della valutazione delle prove o del ragionamento decisorio, ma solo denunciare l'omesso esame di fatti storici decisivi.
art. 111, comma 6, Cost.
Richiamato quale parametro del dovere di motivazione della decisione.
art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
Richiamato quale parametro della motivazione della sentenza.
art. 118 disp. att. c.p.c.
Richiamato quale parametro della motivazione della sentenza.
art. 822 c.c.
Il demanio idrico comprende alveo, sponde e rive interne dei fiumi.
art. 823 c.c.
I beni demaniali sono soggetti al regime pubblicistico e non possono essere usucapiti.
art. 824 c.c.
Si applica il regime demaniale ai beni appartenenti al demanio idrico e alle relative pertinenze.
art. 1141 c.c.
Richiamato in tema di possesso e interversione, ma le allegazioni della ricorrente non sono state ritenute sufficienti.
art. 1145 c.c.
Richiamato in tema di tutela possessoria, ma non utile a superare la demanialità del bene.
art. 4 L. 20 marzo 1865, n. 2248, All. E
Richiamato dalla ricorrente nel quadro della contestazione della qualificazione pubblicistica del bene.
art. 5 L. 20 marzo 1865, n. 2248, All. E
Richiamato dalla ricorrente nel quadro della contestazione della qualificazione pubblicistica del bene.
art. 1158 c.c.
L'usucapione richiede possesso continuato per il tempo di legge, ma non è configurabile per beni demaniali.
art. 1163 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in tema di possesso utile all'usucapione.
art. 1164 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in tema di interversione del possesso.
art. 1165 c.c.
Richiamato dalla ricorrente in tema di possesso utile all'usucapione.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater
In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- La sentenza d'appello non è affetta da motivazione apparente quando, pur richiamando le conclusioni del primo giudice, sviluppa un percorso argomentativo autonomo e riconoscibile sulle risultanze istruttorie.
- In cassazione non è consentito trasformare il vizio di motivazione in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio o di diverso apprezzamento del fatto.
- Nel demanio idrico rientrano non solo l'alveo e le rive interne bagnate dalle piene ordinarie, ma anche i beni che, per destinazione impressa dall'uomo, fungono stabilmente da pertinenze idrauliche e svolgono funzione protettiva del corso d'acqua.
- La qualificazione di un bene come demaniale esclude l'usucapione, poiché il regime pubblicistico sottrae il bene all'acquisto a titolo originario per possesso prolungato.
- L'interversione della detenzione in possesso utile ad usucapionem richiede elementi probatori univoci e specifici; non bastano mere dichiarazioni testimoniali o la semplice permanenza di fatto sul bene, specie quando il titolo originario di detenzione sia riferibile a un soggetto diverso dal preteso usucapiente.
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