Cassazione Civile, Ordinanza n. 10178/2026 del 19/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (INPS)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di addebito con cui l’ente previdenziale ha richiesto alla società agricola cooperativa il pagamento di contributi in misura piena, negando l’applicazione di sgravi contributivi agricoli previsti per i territori montani o svantaggiati. La cooperativa sosteneva di aver diritto all’agevolazione ex art. 9, comma 5, l. n. 67/1988, come interpretato dall’art. 32, comma 7-ter, d.l. n. 69/2013, per i primi due trimestri del 2015, in ragione dell’attività di allevamento e sfruttamento del bestiame svolta in regime di soccida dai soci in zone svantaggiate; sosteneva inoltre di poter fruire dello sgravio senza scomputo della c.d. quota monetizzata al soccidario. Il tribunale aveva accolto in parte l’opposizione, ma la corte d’appello aveva ritenuto infondato il diritto allo sgravio per la parte contestata dall’INPS, valorizzando l’onere probatorio gravante sulla cooperativa e la mancata dimostrazione analitica dell’effettività dei conferimenti e della congruità tra numero di capi e forza lavoro denunciata. Nel ricorso per cassazione la cooperativa deduceva: violazione dell’art. 9, comma 5, l. n. 67/1988 e della norma interpretativa per avere la corte d’appello ritenuto necessario un requisito di congruità delle giornate lavorative non previsto dalla legge; nullità della sentenza per motivazione apparente sulla valutazione della prova; omesso esame del fatto decisivo rappresentato dalla mancata ammissione di una CTU sulla congruità delle giornate lavorative. L’INPS proponeva ricorso incidentale sostenendo che lo sgravio non spettasse per l’attività svolta in regime di c.d. soccida monetizzata, poiché tale modalità remunerativa sarebbe incompatibile con il beneficio contributivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto sia il ricorso principale sia il ricorso incidentale. Ha ritenuto infondato il primo motivo del ricorso principale perché, in base alla norma interpretata autenticamente e alla giurisprudenza costituzionale richiamata, il requisito decisivo per lo sgravio è la provenienza del prodotto da zone montane o svantaggiate; tuttavia, nel caso concreto, l’INPS aveva formulato contestazioni analitiche sulla effettività dei conferimenti, mettendo in relazione il numero di capi dichiarati con la forza lavoro disponibile, e la cooperativa non aveva fornito prova adeguata e specifica a dimostrare la misura del beneficio rivendicato. Il secondo motivo è stato accolto solo in minima parte sul versante della motivazione apparente, ma dichiarato per il resto inammissibile perché mirava a rivalutare il merito probatorio. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile, poiché la mancata ammissione della CTU è stata qualificata come scelta istruttoria discrezionale del giudice di merito e non come omesso esame di un fatto storico. Anche il ricorso incidentale dell’INPS è stato respinto: la c.d. soccida monetizzata incide soltanto sulla forma di remunerazione del soccidario e non sui presupposti sostanziali dello sgravio, che restano legati alla provenienza del prodotto e non alla modalità pattizia di compensazione. Le spese di legittimità sono state integralmente compensate per soccombenza reciproca ed è stato dato atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato da parte di entrambe le parti ricorrenti.
Norme richiamate
art. 9, comma 5, l. n. 67/1988
I premi e i contributi ... dovuti dai datori di lavoro agricolo ... operanti nelle zone agricole svantaggiate ... sono fissati nella misura ...
La disposizione disciplina gli sgravi contributivi per l’attività agricola in zone montane o svantaggiate; il beneficio è collegato alla provenienza del prodotto da tali zone e alla misura del prodotto conferito.
art. 32, comma 7-ter, d.l. n. 69/2013 conv. in l. n. 98/2013
Il comma 5 dell'articolo 9 della legge 11 marzo 1988, n. 67 ... si interpreta nel senso che il pagamento dei contributi previdenziali e assicurativi in misura ridotta è riconosciuto anche alle cooperative ... in misura proporzionale alla quantità di prodotto coltivato o allevato dai propri soci ... in zone di montagna o svantaggiate e successivamente conferito alla cooperativa.
La norma interpretativa autentica estende lo sgravio alle cooperative e ai loro consorzi non operanti in zone svantaggiate, purché il prodotto conferito provenga da territori montani o svantaggiati; la misura ridotta è proporzionale alla quantità di prodotto effettivamente conferito.
Richiamati dall’INPS a sostegno della censura sulla soccida monetizzata; la Corte ha escluso che la modalità di remunerazione del soccidario incida sui presupposti dello sgravio contributivo.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Usato per denunciare la violazione di legge in relazione all’interpretazione della disciplina sugli sgravi contributivi.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
Usato per dedurre nullità della sentenza per motivazione apparente.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
Usato per lamentare omesso esame di un fatto decisivo; la Corte ha escluso che il mancato accoglimento della CTU integri un omesso esame di fatto.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
Richiamato per determinare l’ulteriore importo dovuto in caso di rigetto.
Massime di principio
- In materia di sgravi contributivi agricoli, il diritto al beneficio deve essere provato da chi lo invoca; a fronte di contestazioni analitiche dell’ente previdenziale sulla effettività dei conferimenti, non è sufficiente una difesa generica o meramente assertiva, ma occorre una prova specifica della quantità e della provenienza del prodotto.
- La norma che estende gli sgravi alle cooperative non operanti in zone svantaggiate valorizza in modo dirimente la provenienza del prodotto da zone montane o svantaggiate; il beneficio è proporzionato alla quantità di prodotto effettivamente conferito.
- La mancata ammissione di una consulenza tecnica d’ufficio non integra, di regola, omesso esame di un fatto storico decisivo, ma attiene al potere discrezionale del giudice di merito nella gestione della prova.
- La censura di motivazione apparente è infondata quando la sentenza dia conto, sia pure sinteticamente, del percorso logico seguito e delle ragioni della decisione nei limiti del minimo costituzionale; non è consentito in cassazione sollecitare una nuova valutazione del merito probatorio.
- La c.d. soccida monetizzata incide sulle modalità di remunerazione del soccidario, ma non modifica i presupposti sostanziali per il riconoscimento dello sgravio contributivo, che restano legati alla provenienza del prodotto e all’effettività del conferimento.
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