Cassazione Civile, Ordinanza n. 27028/2021 del 06/10/2021
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento ICI emesso per l'anno 2007 su un immobile sito in Roma. La società contribuente ha impugnato l'atto sostenendo che l'immobile dovesse beneficiare dell'agevolazione prevista per gli immobili di interesse storico o artistico. I giudici di merito hanno invece ritenuto che il bene fosse gravato solo da un vincolo indiretto, connesso al nulla osta della Soprintendenza per lavori di restauro di facciate e prospetti esterni, e non da un vincolo diretto idoneo a fondare il beneficio. In cassazione la società ha proposto quattro motivi: 1) omessa valutazione di prove e violazione delle norme sul dovere del giudice tributario di considerare anche elementi documentali e di esercitare i poteri istruttori officiosi, assumendo che dagli atti risultasse il vincolo storico-artistico; 2) violazione dello Statuto del contribuente, deducendo che il Comune, dopo avere richiesto chiarimenti e documenti, avrebbe tenuto un comportamento idoneo a ingenerare affidamento circa la legittimità del pagamento ridotto e quindi a escludere almeno le sanzioni; 3) nullità della sentenza per omessa pronuncia sul motivo di appello relativo al cumulo giuridico delle sanzioni in relazione anche ad altri avvisi per annualità successive; 4) violazione della disciplina sanzionatoria tributaria e richiesta di applicazione dello jus superveniens più favorevole. In memoria la ricorrente ha inoltre eccepito l'esistenza di giudicato esterno formatosi su una controversia analoga tra le stesse parti relativa all'anno 2008, nella quale era stato riconosciuto che l'immobile era parte di un muro di cinta soggetto a vincolo storico-artistico e che l'agevolazione ICI spettava anche se il vincolo riguardava solo una porzione del bene.
La decisione
La Corte ha accolto l'eccezione di giudicato esterno. Ha ritenuto che la decisione passata in giudicato sulla controversia relativa all'anno 2008, tra le stesse parti e sul medesimo immobile, precludesse il riesame del punto comune relativo alla qualificazione del bene come immobile di interesse storico-artistico ai fini dell'agevolazione ICI. Richiamando il principio secondo cui il giudicato esterno si estende anche ai rapporti tributari di durata quando investe elementi tendenzialmente permanenti della fattispecie, la Corte ha cassato la sentenza impugnata nei limiti dell'eccezione accolta e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese di legittimità. I motivi residui sul trattamento sanzionatorio sono stati dichiarati assorbiti e potranno essere riproposti nel giudizio di rinvio.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
è richiamato quale parametro del vizio di nullità della sentenza e dell'omessa pronuncia
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
è richiamato quale parametro della denuncia di violazione di legge
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 6, comma 4
invocato dalla ricorrente in relazione al dovere di acquisire e valutare elementi utili forniti dal contribuente
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10, comma 1
invocato a sostegno dell'affidamento del contribuente sul comportamento dell'ente impositore
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10, comma 3
richiamato per sostenere l'esclusione delle sanzioni quando il contribuente si sia conformato a un comportamento dell'amministrazione
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7
richiamato in tema di poteri istruttori del giudice tributario
d.l. 23 gennaio 1993, n. 16, art. 2, comma 5, conv. in L. 24 marzo 1993, n. 75
norma agevolativa ICI per immobili dichiarati di interesse storico o artistico
L. 1 giugno 1939, n. 1089, art. 3
richiamato per la qualificazione del bene come immobile di interesse storico-artistico
richiamato per il deposito della memoria in sede camerale
art. 12, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
invocato in relazione al cumulo giuridico delle sanzioni e alla disciplina più favorevole sopravvenuta
art. 3, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
invocato congiuntamente all'art. 12 per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio
d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158
richiamato come jus superveniens più favorevole in materia sanzionatoria
non citato espressamente nel testo, ma il principio dell'onere della prova emerge solo indirettamente dal richiamo ai poteri istruttori officiosi e alla valutazione delle prove
art. 3, L. 24 marzo 1993, n. 75
richiamo mediato alla disciplina del vincolo storico-artistico tramite la legge di conversione del d.l. 16/1993
Massime di principio
- In materia di ICI, l'agevolazione per gli immobili dichiarati di interesse storico o artistico spetta anche quando il vincolo riguardi soltanto una porzione del bene, purché quell'elemento sia parte integrante dell'immobile e comporti comunque oneri conservativi a carico del proprietario.
- Il giudicato esterno formatosi tra le stesse parti su un punto fondamentale comune a più controversie preclude il riesame di tale punto anche nei giudizi successivi, quando esso abbia natura tendenzialmente permanente e incida sulla determinazione dell'obbligazione tributaria per più annualità.
- Nel processo tributario, il principio di autonomia dei periodi d'imposta non impedisce l'efficacia del giudicato esterno rispetto a qualificazioni giuridiche o a elementi fattuali permanenti destinati a incidere su più annualità.
- Quando il giudicato esterno definisce in senso favorevole al contribuente la spettanza dell'agevolazione su un immobile, il giudice del rinvio deve uniformarsi a tale accertamento senza riesaminare la medesima questione.
- L'accoglimento dell'eccezione di giudicato esterno comporta l'assorbimento delle ulteriori censure che riguardino profili dipendenti o consequenziali rispetto alla questione coperta da giudicato.
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