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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18495/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello che li ha ritenuti responsabili, in concorso, di false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento di contributi provinciali per l'assunzione di persone svantaggiate. Deducevano che: a) Greenland era in realtà disoccupato al momento delle domande e le attività svolte erano occasionali e non costituivano un rapporto di lavoro ai sensi dell'art.2094 c.c.; b) la Provincia di Udine, quale ente erogatore, aveva già verificato lo stato di disoccupazione sulla base di certificazioni ufficiali, per cui non era stata posta in essere alcuna condotta volta a ingenerare un'apparenza falsa; c) inoltre erano censurati vizi della motivazione della sentenza di merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e aspecificità e perché hanno dedotto motivi non consentiti in questa sede (censure della motivazione che dovevano essere sollevate in appello). Ha condiviso le valutazioni di merito: gli imputati erano amministratore di diritto (Fabbro) e amministratore di fatto (Greenland) della cooperativa "Omni Services" e, malgrado ciò, avevano presentato dichiarazioni false sullo stato di disoccupazione di Greenland al fine di ottenere contributi dalla Provincia di Udine, somme poi effettivamente erogate. Conseguentemente la Corte ha confermato la responsabilità riferita al capo B (rideterminata in 8 mesi di reclusione dalla Corte d'appello) e ha ricordato che il capo A era stato dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte d'appello. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Usato per affermare il concorso di persone nel reato: i fatti sono stati posti in essere con apporto colposo o doloso di più soggetti (amministratore di diritto e di fatto).

  • art. 483 cod. pen.

    Riferito alla falsità materiale o ideologica in atti pubblici o privati rilevanti ai fini amministrativi: le false dichiarazioni sullo stato di disoccupazione hanno assunto rilievo ai fini dell'ottenimento dei contributi.

  • art. 316-ter cod. pen.

    Richiamato quale titolo del reato connesso all'indebita percezione di erogazioni pubbliche (come contestato in capo B): la percezione di contributi non dovuti mediante dichiarazioni false integra responsabilità penale.

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Richiamato in relazione al collegamento di più norme o circostanze aggravanti/concorrenti nella determinazione della responsabilità e della pena.

  • D.P.R. n. 445 del 2000, artt. 46, 47, 76

    Norme sulle autocertificazioni e sulla falsità nelle dichiarazioni sostitutive: le dichiarazioni rese per ottenere l'erogazione di contributi devono essere veritiere e la loro falsità integra fattispecie sanzionabili.

  • art. 2094 cod. civ.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere che le attività svolte non configuravano rapporto di lavoro; la Corte però ha ritenuto che l'attività continuativa e di gestione svolta dal Greenland fosse incompatibile con lo stato di disoccupazione richiesto per fruire dei contributi.

  • Decreto del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia n. 227 del 25 luglio 2006

    Normativa regionale che disciplina l'accesso ai contributi per l'assunzione di persone svantaggiate e le categorie ammissibili (es. disoccupati); i giudici hanno applicato la nozione sostanziale di 'stato di disoccupazione' prevista dalla disciplina regionale per valutare l'illegittimità delle erogazioni percepite.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato per stabilire la condanna al pagamento delle spese processuali e alla somma da versare alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità dei ricorsi.

Massime di principio

  • In materia di contributi pubblici per l'occupazione, lo stato di 'disoccupazione' va valutato sostanzialmente: chi svolge attività continuativa e gestionale per una cooperativa (anche come amministratore di fatto) non può essere considerato disoccupato ai fini dell'accesso a contributi riservati a persone prive di qualsiasi occupazione.
  • La presentazione di autocertificazioni false rilevanti per l'erogazione di somme pubbliche integra responsabilità penale anche quando l'ente erogatore abbia effettuato verifiche: la responsabilità personale per la dichiarazione mendace non è automaticamente esclusa dalle verifiche dell'ente.
  • In Cassazione non sono ammesse censure di merito o richieste di rivalutazione dei fatti già decisi che non siano state adeguatamente dedotte nei gradi precedenti: motivi nuovi o vizi della motivazione che non sono stati sollevati in appello sono inammissibili.
  • Ricorsi formulati in modo aspecifico o manifestamente infondato possono essere dichiarati inammissibili con condanna alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende; pertanto è essenziale che i motivi siano specifici e compatibili con le limitazioni del giudizio di legittimità.
  • La qualifica formale (es. amministratore di fatto) e la prova della continuità dell'attività svolta sono elementi decisivi per distinguere prestazioni occasionali da rapporti che escludono lo stato di disoccupazione richiesto per agevolazioni.

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