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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18408/2022 del 10/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bologna (1/12/2020) che confermava, in parte riformandola, la condanna inflitta dal Tribunale di Piacenza per plurimi tentativi di furto in abitazione e un furto consumato. Le doglianze principali sono: (a) per Shtjefni: difetto di motivazione e manifesta illogicita' circa l'elemento oggettivo rispetto ai capi E) e A) (sostenendo che le risultanze telefoniche dimostrerebbero l'assenza dal luogo al momento del fatto); (b) a firma dell'Avv. Pontini per Shtjefni: insufficienza degli indizi ai sensi dell'art.192 cod. proc. pen. e carenza motivazionale nella quantificazione della pena; (c) per Ndoj: insufficienza e contraddittorieta' della motivazione, contestazione dell'identita' dei colloquianti nelle intercettazioni e dell'intestazione delle utenze, e censure sulla commisurazione della pena; (d) per Enescu: violazione degli artt.132 co.2 e 56 cod. pen. per mancata o non motivata riduzione della pena per il tentativo e carenza di indicazione dei criteri di determinazione della pena.

La decisione

La Corte di legittimita' ha rigettato i ricorsi di Shtjefni Federik e Ndoj Lorenc e ha dichiarato inammissibile il ricorso di Enescu Sorin Marius. Motivazione: i giudici hanno ritenuto che la Corte d'appello, avendo condiviso la ricostruzione probatoria del Tribunale (situazione di "doppia conforme"), potesse rinviare alle argomentazioni di primo grado; la sentenza di primo grado conteneva analisi dettagliata degli spostamenti, degli agganci delle celle telefoniche, delle intercettazioni, dei servizi di osservazione e delle ammissioni parziali, elementi ritenuti gravi, precisi e concordanti. Quanto alla riduzione per tentativo, la Corte ha confermato la legittimita' dell'uso del metodo sintetico (diretto) senza operare esplicita scissione, ritenendo infondata la doglianza. Sono state confermate le condanne di merito (tra cui: Enescu 4 anni e 1.000 euro di multa dopo il riconoscimento della continuazione; Shtjefni 3 anni e 4 mesi e 1.000 euro di multa; Ndoj 4 anni e 1.067 euro di multa), ed e' stata disposta la condanna alle spese processuali; per Enescu e' stata altresi' ordinata la somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende in conseguenza dell'inammissibilita'.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che la combinazione di intercettazioni, agganci di celle, servizi di osservazione e ammissioni parziali soddisfacesse questi requisiti

  • art. 530, comma 2 cod. proc. pen.

    art. 530, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la sentenza deve motivare l'accertamento della responsabilita'; la Corte ha ritenuto che il riepilogo e il rinvio alle motivazioni del Tribunale fossero sufficienti nel caso di doppia conforme

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Regola sulla decisione oltre ogni ragionevole dubbio; la Corte ha ritenuto che il compendio probatorio fosse idoneo a superare il dubbio punibile

  • art. 132, comma 2 cod. pen.

    art. 132, comma 2 cod. pen.

    Prevede la diminuzione della pena per il tentativo: la Corte ha ricordato che la riduzione puo' essere operata sia con metodo bifasico sia con il metodo sintetico (diretto), e che l'adozione del metodo sintetico non comporta automaticamente vizio

  • art. 56 cod. pen.

    Disciplina il tentativo; la Corte ha applicato il principio che consente flessibilita' nel calcolo della pena del tentativo, purche' sia rispettata la diminuzione prevista

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la commisurazione della pena: la Corte ha ritenuto sufficiente, per pene vicine al minimo edittale, un richiamo al criterio dell'adeguatezza senza ampia disamina dettagliata

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello condivide la ricostruzione probatoria del Tribunale (situazione di "doppia conforme"), puo' limitarsi a rinviare alla motivazione di primo grado senza ripetere integralmente tutte le valutazioni; cio' non configura di per se' carenza di motivazione.
  • Gli indizi possono essere ritenuti sufficienti se, nell'insieme, risultano gravi, precisi e concordanti: la combinazione di intercettazioni, agganci di celle, servizi di osservazione, monitoraggio degli spostamenti e ammissioni parziali puo' sorreggere una condanna indiziaria.
  • Una censura per carenza di motivazione richiede che il ricorrente dimostri che la Corte di merito abbia omesso di rispondere a punti nuovi o realmente disarticolanti della difesa; mere riproposizioni di doglianze gia' esaminate non bastano.
  • Quanto alla quantificazione della pena per reato tentato, la riduzione puo' essere applicata con metodo diretto/sintetico o con il metodo bifasico; l'uso del metodo sintetico non e' automaticamente illegittimo se la diminuzione richiesta e' rispettata o risultante dall'insieme della motivazione.
  • Quando la pena inflitta e' prossima al minimo edittale l'obbligo motivazionale si attenua: e' generalmente sufficiente un richiamo ai criteri di adeguatezza (art.133 c.p.), salvo che non sia contestata specificamente la scelta discrezionale operata.
  • La dichiarazione di inammissibilita' di un ricorso puo' comportare sanzioni pecuniarie specifiche (es. somme alla Cassa delle ammende) oltre al pagamento delle spese processuali per il ricorrente soccombente.

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