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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 429/2023 del 10/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza del 01/03/2022 del Tribunale della Libertà di Palermo che aveva rigettato il riesame della misura cautelare della custodia in carcere disposta dal GIP di Agrigento l'11/02/2022. Le imputazioni provvisorie riguardavano favoreggiamento dell'immigrazione clandestina (d.lgs. n. 286/1998, capo A) e omicidio (art. 575 c.p., capo B) connesso al decesso di un migrante durante la traversata. Il ricorso articolava quattro motivi: (1) difetto di giurisdizione per fatto avvenuto in acque internazionali e applicazione del principio della bandiera; (2) vizi formali e di traduzione dei verbali (fermo, convalida) e dell'ordinanza di custodia cautelare; (3) inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da cinque coindagati per carenza di assistenza difensiva; (4) ipotizzata inattendibilità e discordanza delle dichiarazioni, e mancanza dei presupposti per gravità indiziaria, pericolo di fuga e proporzionalità della misura.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati o inammissibili i motivi dedotti: (i) la giurisdizione italiana è stata confermata alla luce della giurisprudenza consolidata e della Convenzione di Palermo quando la nave era priva di bandiera e i fatti hanno effetti sostanziali in Italia; (ii) questioni relative a verbali di fermo e convalida non potevano essere sollevate nel giudizio di riesame della misura cautelare e la mancata traduzione dell'ordinanza cautelare non ne determina l'invalidità, ma solo lo spostamento del decorso dei termini di impugnazione; (iii) le dichiarazioni dei coindagati sono utilizzabili in materia di misure cautelari anche se rese in mancanza dell'assistenza del difensore, poiché la sanzione di inutilizzabilità prevista dall'art.197-bis c.p.p. si applica solo se le dichiarazioni vengono usate contro chi le ha rese; (iv) il quarto motivo è dichiarato inammissibile per genericità, e il Tribunale aveva motivato adeguatamente la sussistenza del pericolo di fuga e della possibilità di reiterazione del reato. Conseguentemente il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La giurisdizione italiana può operare per reati commessi su imbarcazioni prive di bandiera e per condotte che producono effetti sostanziali in Italia; il principio della bandiera non è esclusivo se il natante è apolide o i fatti hanno collegamento con l'Italia.
  • Le nullità o vizi connessi all'arresto e alla convalida (es. divieto di colloquio con il difensore) devono essere dedotte con l'impugnazione della convalida; nel giudizio di riesame della cautela personale tali censure non sono normalmente sindacabili.
  • La mancata traduzione dell'ordinanza di custodia cautelare non comporta automaticamente l'invalidità del provvedimento: incide sul decorso dei termini di impugnazione, non sulla legittimità sostanziale della misura.
  • In materia di misure cautelari le dichiarazioni rese da coindagati possono essere utilizzate anche se rese senza difensore, purché la sanzione dell'inutilizzabilità prevista dall'art.197-bis c.p.p. non sia quella applicabile (cioè quando le dichiarazioni sono usate contro chi le ha rese).
  • Per contestare la gravità indiziaria e le esigenze cautelari occorre fornire censure specifiche e ben circostanziate; argomentazioni generiche o meramente congetturali sono inammissibili.
  • La sussistenza del pericolo di fuga e della possibilità di reiterazione del reato può fondarsi su elementi concreti come collegamenti con organizzazioni transnazionali, mancato radicamento nel territorio e gravità della pena prospettata.

Testo integrale

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