Cassazione Civile, Ordinanza n. 22103/2024 del 05/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (condominio)
La controversia
La controversia nasce dalla costruzione di due corpi di fabbrica su una scogliera a strapiombo sul mare, per i quali i proprietari avevano ottenuto licenza edilizia e autorizzazione della Capitaneria di porto nel 1961. Per oltre quarant'anni l'area era stata pacificamente goduta come privata; nel 2008 l'amministrazione marittima e poi l'Agenzia del demanio hanno sostenuto che parte dei fabbricati insistesse sul demanio marittimo e hanno avviato iniziative di riscossione per occupazione non titolata. I condomini hanno quindi promosso domanda di delimitazione e, in corso di causa, hanno sostenuto che l'area di sconfinamento non fosse demaniale, perché per conformazione naturale non rientrante nella nozione di lido o spiaggia e non idonea ai pubblici usi del mare; in via subordinata hanno dedotto l'intervenuta usucapione. Il tribunale e poi la corte d'appello hanno invece ritenuto che l'area fosse demaniale, valorizzando anche l'autorizzazione ex art. 55 cod. nav. e la necessità di un provvedimento espresso di sdemanializzazione ex art. 35 cod. nav., escludendo comunque l'usucapione. Nel ricorso per cassazione i condomini hanno denunciato violazione degli artt. 822 c.c. e 28 cod. nav. e omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che la corte territoriale avesse erroneamente sussunto una scogliera alta, mai sommersa e non utilizzabile per gli usi del mare, nella categoria del demanio marittimo; con il secondo motivo hanno dedotto violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla tempestività e fondatezza della domanda di usucapione. Un ricorso incidentale adesivo ha riproposto la censura sulla natura non demaniale della scogliera e sull'omessa pronuncia sull'usucapione; l'amministrazione ha inoltre contestato il raddoppio del contributo unificato applicato dalla corte d'appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale e il primo motivo del ricorso incidentale adesivo, ritenendo che la corte d'appello abbia compiuto una falsa applicazione degli artt. 822 c.c. e 28 cod. nav.: pur avendo correttamente ricostruito in fatto, anche sulla base della CTU, che l'area era una scogliera alta, impervia, non raggiunta dalle mareggiate ordinarie e non utilizzabile per gli usi del mare, l'ha poi erroneamente qualificata come demanio marittimo e ha fatto discendere da tale qualificazione l'inusucapibilità e la necessità di una sdemanializzazione espressa. Sono stati invece dichiarati inammissibili il secondo motivo del ricorso principale e il secondo motivo del ricorso incidentale adesivo, perché la corte territoriale aveva effettivamente assorbito la questione dell'usucapione per effetto della ritenuta demanialità dell'area, senza quindi omettere una pronuncia nel senso denunciato. È stato inoltre accolto il motivo incidentale dell'amministrazione relativo al raddoppio del contributo unificato, escluso per le amministrazioni dello Stato esonerate dal versamento mediante prenotazione a debito. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Genova in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico, il lido del mare, la spiaggia, le rade i porti
La disposizione va applicata solo alle aree che, per caratteristiche oggettive, siano effettivamente riconducibili al lido o alla spiaggia o comunque ai beni demaniali marittimi; una scogliera alta e non utilizzabile per gli usi del mare non vi rientra automaticamente.
fanno parte del demanio marittimo: a) il lido, spiagge, i porti, le rade
La norma non consente di qualificare come demaniale qualsiasi area vicina al mare, ma soltanto quelle che presentino i requisiti oggettivi della categoria.
Il provvedimento espresso di sdemanializzazione è necessario solo se il bene è effettivamente demaniale ab origine; non serve se, per conformazione e caratteristiche, il bene non è mai appartenuto al demanio marittimo.
L'autorizzazione rilasciata dalla Capitaneria di porto per costruire in prossimità del demanio marittimo consente l'esercizio concreto delle facoltà edificatorie, ma non produce di per sé effetti di accertamento dominicale o di riconoscimento della demanialità.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
La violazione/falsa applicazione di legge ricorre anche quando il giudice, pur avendo correttamente accertato i fatti, li sussume nella norma sbagliata o trae dalla norma conseguenze giuridiche incompatibili con la sua corretta interpretazione.
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
Il vizio di motivazione non può essere usato per contestare la sola qualificazione giuridica data ai fatti, se il censurante in realtà contesta la sussunzione in diritto.
Non vi è omessa pronuncia quando il giudice dichiara assorbita una questione perché risolta da una preliminare qualificazione della fattispecie; le questioni assorbite restano devolute al giudice di rinvio.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Il raddoppio del contributo unificato non si applica alle amministrazioni dello Stato esonerate dal versamento con prenotazione a debito.
Massime di principio
- In tema di demanio marittimo, la qualificazione del bene dipende dai suoi caratteri oggettivi attuali e dalla sua concreta attitudine ai pubblici usi del mare; non basta la mera vicinanza al litorale né un'autorizzazione edilizio-marittima rilasciata per l'esecuzione dell'opera.
- La sussunzione in una categoria demaniale è censurabile per falsa applicazione di legge quando il giudice, pur avendo correttamente accertato i fatti, li riconduce alla disciplina normativa sbagliata o ne trae conseguenze incompatibili con la norma correttamente interpretata.
- L'autorizzazione della Capitaneria di porto ex art. 55 cod. nav. non vale come riconoscimento della natura demaniale del suolo, ma come titolo amministrativo per consentire la costruzione in prossimità del demanio.
- La necessità di un formale provvedimento di sdemanializzazione presuppone che il bene sia effettivamente demaniale; se il bene è sempre stato estraneo al demanio per le sue caratteristiche naturali, la questione della sdemanializzazione non viene in rilievo.
- L'assorbimento di una domanda subordinata, come quella di usucapione, non integra omessa pronuncia quando il giudice la ritiene superata dalla soluzione di una questione preliminare; la relativa verifica potrà essere svolta nel giudizio di rinvio dopo la cassazione della questione assorbente.
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