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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25042/2021 del 16/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa all'esecuzione e al pagamento di somme dovute in base al "contratto disciplinare" del 28/9/1982 per la costruzione e la gestione (concessione) dell'autorimessa di via Vittor Pisani 15/a a Milano. Questione principale: quale fosse il giudice competente (giudice amministrativo o giudice ordinario) e se la qualificazione del rapporto come concessione di pubblico servizio (o come concessione di lavori pubblici) vincolasse le parti; inoltre questioni connesse di efficacia del giudicato (anche "riflessa" o panprocessuale) di pronunce anteriori (Sezioni unite n. 7643/1995) e gli effetti di precedenti decisioni del TAR e del Consiglio di Stato.

La decisione

La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha riunito i due ricorsi e li ha dichiarati inammissibili. Motivo essenziale: sulla questione della giurisdizione si era formato un giudicato interno/esterno a favore del giudice amministrativo in conseguenza di due sentenze del TAR che avevano revocato i decreti ingiuntivi promossi da Parkimed e non erano state impugnate da Parkimed nel capo implicante il riconoscimento della giurisdizione. Per il principio di autoresponsabilità la parte che ha adito il giudice amministrativo e non ha tempestivamente impugnato quel punto non può rialzarlo davanti alla Corte. Di conseguenza le censure di Parkimed sulla giurisdizione e sull'interpretazione delle precedenti pronunce (Sezioni unite 7643/1995) non potevano avere successo. La Cassazione ha quindi confermato l'impossibilità di rimettere in discussione la giurisdizione già stabilita e ha condannato Parkimed alle spese processuali (liquidate in EUR 18.200,00 oltre accessori).

Norme richiamate

  • art. 118 cod. proc. amm.

    Norma che disciplina il procedimento per decreto ingiuntivo in materia amministrativa; la Parkimed aveva adito il TAR con ricorsi per decreto ingiuntivo ai sensi di questa norma, implicando il riconoscimento della giurisdizione amministrativa sulla pretesa

  • art. 1453 cod. civ.

    Regola la risoluzione per inadempimento del contratto; il Consiglio di Stato ha ritenuto che fosse avvenuto grave inadempimento della Parkimed e ne ha disposto la risoluzione

  • art. 386 cod. proc. civ.

    Norma che limita l'efficacia del giudicato circa questioni processuali; la decisione affronta la rilevanza e i limiti dell'efficacia di pronunce anteriori sulla giurisdizione

  • art. 2909 cod. civ.

    Riguarda l'avente causa e i limiti dell'opponibilità del giudicato ai successori; evocata nella discussione sull'efficacia "riflessa" di una pronuncia resa tra parti diverse

  • art. 37 cod. proc. civ.

    Principio processuale relativo alla rilevabilità del difetto di giurisdizione; interpretato alla luce del principio di autoresponsabilità (chi sceglie il giudice non può poi contestarlo se ha dato causa)

  • art. 9 cod. proc. amm.

    Norma sul difetto di giurisdizione nel processo amministrativo; richiamata in relazione alla rilevabilità del difetto di giurisdizione e al principio che il difetto è rilevabile anche d'ufficio salvo che la parte abbia dato causa

  • d.l. 28/10/2020, n. 137 art. 23 (convertito)

    Riferimento formale: il Procuratore Generale ha depositato conclusioni ai sensi di questa norma; non incide sul merito ma sul procedimento in Cassazione

  • d.lgs. n. 163/2006 (Codice dei contratti)

    Richiamato nel dibattito sulla natura delle convenzioni pubblico-private: la giurisprudenza più recente porta ad attribuire a talune convenzioni di costruzione e gestione la natura di concessione di lavori pubblici (con conseguente inquadramento giurisdizionale)

  • artt. 1362, 1363, 1407 cod. civ.; artt. 3, 142, 143, 244 codice dei contratti; art. 7 nuovo codice della strada

    Norme invocate dalla ricorrente per sostenere interpretazioni contrattuali e di disciplina delle obbligazioni/servizi; la Corte però ha ritenuto secondarie le eccezioni di merito ove la questione decisiva era il giudicato sulla giurisdizione

Massime di principio

  • Se una parte adisce il giudice amministrativo per lo stesso oggetto e non impugna tempestivamente (nel punto interessato) la decisione favorevole alla competenza di quel giudice, si forma un giudicato che ostacola la successiva contestazione della giurisdizione davanti a giudici diversi (principio di autoresponsabilità).
  • Le sentenze che definiscono una controversia possono produrre 'effetti esterni' o 'riflessi' sulla qualificazione del rapporto e sulla giurisdizione: l'esistenza di un giudicato (interno o esterno) è rilevabile d'ufficio e può impedire la riapertura della questione in altra sede.
  • Quando esistono domande tra loro 'contigue' (es. domanda di adempimento e domanda di risoluzione), si può configurare una relazione di continenza che estende gli effetti del giudicato da una domanda all'altra; perciò decisioni sul merito di una domanda possono vincolare anche le altre domande interdipendenti.
  • Per preservare la possibilità di contestare la competenza di un giudice, la parte deve sollevare e, se necessario, impugnare specificamente la questione della giurisdizione nelle sedi e nei modi previsti; azioni coerenti con la scelta di un certo plesso giurisdizionale (es. ricorso monitorio al TAR) possono essere interpretate come rinuncia o acquiescenza a quella giurisdizione.
  • La qualificazione contrattuale (concessione di lavori vs. concessione di servizi) rileva per la determinazione della giurisdizione, ma le questioni di qualificazione possono risultare precluse o inattuabili se è intervenuto giudicato su quella stessa questione.

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