Cassazione Civile, Sentenza n. 24855/2021 del 15/09/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I contribuenti avevano chiesto il rimborso dell'Ilor versata per il triennio 1990-1992 in applicazione dell'art. 9, comma 17, legge 27/12/2002 n.289 (agevolazioni per aree colpite da sisma). L'ufficio aveva negato il rimborso; la CTP accolse il ricorso dei contribuenti e la CTR confermò il diritto al rimborso del 90% delle somme. L'Agenzia ricorse in Cassazione sostenendo che la normativa agevolativa costituisce aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno (in base alla Decisione della Commissione UE C(2015)5549 final) e che, pertanto, i giudici nazionali devono verificare la natura d'impresa del beneficiario e la compatibilità (anche alla luce del regolamento de minimis e delle eccezioni per compensazione di danni da calamità).
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto i motivi dell'Agenzia fondati: ha cassato la sentenza della C.T.R. e ha rinviato la causa alla C.T.R. della Sicilia (sezione staccata di Catania) in diversa composizione per un nuovo esame, demandando anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità. In sostanza la Cassazione ha disposto che, trattandosi di rimborsi riconducibili a redditi societari, la valutazione sulla riconoscibilità del beneficio deve tenere conto della disciplina europea sugli aiuti di Stato (de minimis e possibili criteri di compatibilità come compensazione per calamità) e va quindi nuovamente svolta dalla CTR.
Norme richiamate
art. 1, comma 665, legge 23 dicembre 2014, n. 190
testo riportato nella sentenza secondo cui i soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 che hanno versato imposte per il triennio 1990-1992 per un importo superiore al 10% previsto dall'art. 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, hanno diritto al rimborso salvo esclusione per chi svolge attivita' d'impresa in attesa di verifica di compatibilita' con l'ordinamento dell'Unione europea
La norma attribuisce il diritto al rimborso ma esclude (o sospende) l'operatività del beneficio per soggetti che svolgono attivita' d'impresa fino a verifica della compatibilità con le regole UE sugli aiuti di Stato
art. 9, comma 17, legge 27 dicembre 2002, n. 289
riferimento normativo alle agevolazioni per aree colpite da calamità (citato come base delle riduzioni/agevolazioni oggetto del rimborso)
Fonte primaria del beneficio fiscale che ha generato i rimborsi richiesti; occorre verificare se l'applicazione concreta di tale disposizione costituisce aiuto di Stato incompatibile
Decisione della Commissione Europea C(2015) 5549 final (14/08/2015)
Decisione che dichiara incompatibili con il mercato interno le misure di aiuto in oggetto (art. 9, comma 17, legge n.289 e atti esecutivi), salvo casi individuali conformi ai regolamenti de minimis o compatibili come compensazione per calamità
La decisione vincola il giudice nazionale: se il beneficio è concesso a imprese deve essere verificata la compatibilità con le regole UE (de minimis o altre eccezioni), altrimenti il beneficio deve essere negato
art. 108, par. 3 e art. 107 TFUE
Rinvio ai principi del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativi al controllo degli aiuti di Stato (divieto salvo autorizzazione/compatibilità); la Commissione ha ritenuto gli aiuti in esame incompatibili
Regolamento (CE) n. 1407/2013 e Regolamento (UE) n. 717/2014 (de minimis)
Regolamenti che disciplinano la soglia de minimis: se l'aiuto individuale rientra nei limiti de minimis, non costituisce aiuto di Stato incompatibile e può essere mantenuto
Regolamento adottato in applicazione dell'art. 1 del regolamento (CE) n. 994/98
Richiamato dalla Commissione come possibile base normativa per la compatibilità di taluni aiuti; va verificato se applicabile al singolo caso
Massime di principio
- Quando un beneficio fiscale regionale/nazionale deriva da una norma che può configurare un 'aiuto di Stato', il giudice nazionale deve verificare se il beneficiario svolge un'attività economica: se sì, va accertata la compatibilità dell'aiuto con le regole UE.
- La Decisione della Commissione UE che dichiara un regime incompatibile è vincolante per il giudice nazionale: ciò può comportare la disapplicazione o la negazione del beneficio per le imprese, salvo che l'aiuto individuale rientri nei casi di compatibilità (es. regolamento de minimis o compensazione per calamità verificata).
- Se il beneficio potrebbe essere coperto dal regolamento de minimis, occorre calcolare l'intensità complessiva dell'aiuto: superata la soglia, il beneficio deve essere negato nella sua interezza.
- Per ritenere compatibile un aiuto come compensazione per calamità (art. 107 par. 2 TFUE), è necessario un nesso chiaro e diretto tra il danno subito dall'impresa e l'aiuto concesso, la presenza della sede operativa nell'area colpita al momento dell'evento e l'assenza di sovraccarico (scorporare altre compensazioni/assicurazioni).
- Nei giudizi di rimborso tributario con profili di aiuto di Stato, i giudici di merito devono acquisire e valutare elementi sull'attività svolta dal beneficiario e sull'entità/compatibilità dell'agevolazione con il diritto UE; in mancanza la decisione di merito può essere cassata e rinviata per nuovo esame.
- La tempestività della domanda di rimborso (termine di presentazione) resta rilevante ma non esclude la necessità della verifica di compatibilità con il diritto dell'Unione quando la natura dell'agevolazione incide sui diritti dell'erario.
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