Cassazione Penale, Sentenza n. 48816/2023 del 07/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Trento che aveva rigettato la sua istanza di riesame volta alla restituzione di un immobile sottoposto a sequestro preventivo (anche per equivalente) disposto nel procedimento a carico del padre, Amedeo Massaro, e di altri indagati per associazione per delinquere (art. 416 c.p.) e reati connessi di sottrazione al pagamento delle accise (d.lgs. 504/1995). I motivi di impugnazione articolati sono: 1) incompetenza territoriale del Tribunale di Trento (la ricorrente deduceva che la competenza dovesse spettare al Tribunale di Foggia, per Cerignola quale luogo d'inizio della consumazione dell'associazione); 2) nullità/insufficiente motivazione del decreto di sequestro per mancata autonoma valutazione del fumus e del periculum e per rinvio apodittico agli atti investigativi; 3) difetto di specificità degli indizi circa i reati-fine eccessiva estensione delle presunzioni (si contestava, in particolare, l'uso di un episodio accertato per ritenere provati circa 200 episodi analoghi); 4) insufficiente motivazione circa la disponibilità dell'immobile da parte del padre e violazione dell'onere della prova (inversione dell'onere); 5) varie doglianze relative al richiamo all'art. 11 L.146/2006, al rispetto del principio di proporzione tra beni sequestrati e profitto contestato e all'applicabilità di riduzioni d'aliquota d'accisa intervenute per via normativa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (in tema di competenza territoriale) e, essendo assorbente, ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per un nuovo esame. La Corte ha richiamato e precisato i principi applicabili: occorre verificare la connessione ex art. 12 c.p.p. (lett. b o lett. c) tra il reato associativo e i reati-fine; se il reato più grave è l'associazione (reato permanente) il luogo di inizio della consumazione individua il giudice competente (art. 8, comma 3), ma quando parte della condotta si è svolta all'estero deve essere applicato anche l'art. 9, comma 1, e l'art. 10, comma 3 (competenza per l'ultimo luogo in cui si è manifestata parte dell'azione in Italia). La Corte ha quindi disposto che il Tribunale verifichi se tra i reati-fine e l'associazione sussista la connessione teleologica o la connessione per continuazione e, conseguentemente, quale sia il giudice territorialmente competente; ha inoltre richiamato che, quanto al riesame promosso dal terzo interessato, la competenza territoriale va individuata rispetto al procedimento pendente nei confronti della persona ritenuta nella disponibilità del bene. La decisione non ha deciso nel merito tutte le altre censure, che restano per il giudice del rinvio.
Norme richiamate
Delitto di associazione per delinquere individuato come il reato più grave; rilevanza ai fini della determinazione della competenza territoriale (reato permanente il cui luogo d'inizio individua il giudice competente)
art. 40 e art. 49 d.lgs. n. 504/1995
Reati-fine contestati (sottrazione al pagamento delle accise) che possono essere connessi all'associazione; utili per valutare il vincolo della continuazione o la connessione teleologica con l'associazione
Criteri principali per la determinazione della competenza territoriale: per i reati permanenti il giudice competente è quello del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione
art. 9 cod. proc. pen. (comma 1, commi 2 e 3 richiamati)
Regola integrativa che, quando parte della condotta si è realizzata in Italia, consente di attribuire la competenza all'ultimo luogo di manifestazione in territorio nazionale; va applicata anche ai reati permanenti e ai procedimenti per reati connessi (in particolare il comma 1)
art. 10 cod. proc. pen. (comma 3)
Stabilisce che, se il reato è commesso in parte all'estero, la determinazione della competenza avviene alla luce degli artt. 8 e 9; applicabile quando la consumazione è iniziata all'estero ma parte essenziale si è consumata in Italia
art. 12 cod. proc. pen. (lett. b e lett. c)
Disciplina la connessione tra reati: lett. b) riguarda la continuazione (di norma richiede identità soggettiva dei reati in continuazione), mentre lett. c) contempla la connessione teleologica anche senza identità degli autori; occorre verificare quale ipotesi si applica per determinare spostamenti di competenza
Criterio per scegliere il giudice competente fra più giudici: competenza al reato più grave o, a parità, al giudice del primo reato
Riconosce al terzo interessato (anche estraneo all'imputato) la legittimazione ad impugnare i provvedimenti cautelari che incidono sui suoi beni; il terzo non è privato della possibilità di dedurre doglianze sulla mancanza di fumus o periculum
Principio della motivazione del provvedimento; la Corte ha rilevato che le doglianze relative alla motivazione vanno esaminate dal giudice del rinvio nel merito
Regola sulla competenza e sull'urgenza: il giudice che si dichiara incompetente può aver comunque assunto provvedimenti cautelari efficaci in via interinale; il giudice del rinvio valuterà se applicare la regola generale in caso di incompetenza dichiarata
art. 317 e art. 321 cod. proc. pen.
Richiamati come norme riferibili al sequestro (art. 317) e al procedimento cautelare; la loro menzione sottolinea che le regole sull'urgenza e sull'efficacia interinale delle misure cautelari reali sono consolidate
Richiamata nel decreto di sequestro e censurata dalla ricorrente: la Corte ha demandato al giudice del rinvio la verifica di eventuali profili connessi al richiamo normativo (ad es. aggravanti o situazioni particolari)
art. 291 comma 2 e art. 274 cod. proc. pen.
Norme relative alle misure cautelari personali e all'urgenza; citate a confronto per spiegare che per le misure reali non si richiede la stessa valutazione dell'urgenza quando il giudice è incompetente
art. 61-bis cod. pen. (menzione)
Richiamata nella doglianza circa l'esclusione della circostanza aggravante e il rilievo che tale esclusione può avere in sede di calcolo della confisca per equivalente
Massime di principio
- Se il reato più grave è un reato permanente (es. associazione per delinquere), il giudice competente è quello del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione; tuttavia, se l'inizio è all'estero ma parte significativa della condotta si è manifestata in Italia, va applicato anche l'art. 9, comma 1, e l'art. 10, comma 3, individuando il giudice dell'ultimo luogo italiano in cui si è concretamente manifestata l'attività del sodalizio
- In procedimento per reati connessi occorre verificare se operi la connessione per continuazione (art. 12 lett. b) — che di norma richiede identità soggettiva) oppure la connessione teleologica (art. 12 lett. c) — che può produrre spostamento di competenza anche senza identità degli autori; la qualificazione ha effetti decisivi sulla competenza territoriale
- La regola integrativa dell'art. 9, comma 1, c.p.p. è applicabile anche nei procedimenti relativi a reati connessi e a reati permanenti quando parte della condotta rilevante è avvenuta in Italia
- Il terzo interessato (chi chiede la restituzione di beni sottoposti a sequestro) è legittimato a dedurre in sede di riesame profili relativi al fumus e al periculum e la sua impugnazione non può essere semplicemente esclusa come indeducibile
- Le misure cautelari reali adottate da un giudice poi dichiarato incompetente conservano efficacia interinale; il giudice del rinvio valuterà la competenza ma non necessariamente la revoca automatica delle misure già adottate in via d'urgenza
- Il giudice che decide sul riesame deve motivare autonomamente la valutazione del fumus e del periculum; doglianze sulla carenza motivazionale del provvedimento genetico devono essere esaminate e non surrettiziamente eluse
- Non è ammessa l'inversione dell'onere della prova a carico del terzo interessato: l'accertamento della disponibilità del bene e dei gravi, precisi e concordanti indizi deve fondarsi su elementi indiziari effettivi e motivati
- Questioni complesse di competenza e connessione richiedono, se necessario, un nuovo esame del giudice di merito alla luce dei principi sopra indicati prima di procedere alla conferma o alla restituzione di beni sequestrati
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