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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38220/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo dell'asse ereditario di Teodosio Losito. Il reato contestato era la falsità in testamento (art. 491 c.p.), sulla base di una consulenza grafologica disposta dal P.M. che aveva ritenuto apocrifa la scheda testamentaria pubblicata a favore di Tarallo. Il ricorso del pubblico ministero censurava un presunto eccesso di sindacato da parte del Tribunale del riesame, sostenendo che i giudici avevano oltrepassato i limiti della cognizione cautelare entrando nel merito e sterilizzando la consulenza grafologica, nonché che il provvedimento del riesame non avrebbe potuto escludere il fumus in presenza di indagini ancora in corso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile rigettando le censure del pubblico ministero. La Corte ha ritenuto manifestamente infondata l'accusa di eccesso di sindacato, richiamando la giurisprudenza secondo cui la nozione di "fumus commissi delicti" per il sequestro preventivo richiede elementi concreti e persuasivi e può essere oggetto di un sindacato di maggiore approfondimento in funzione della quantità e qualità del materiale probatorio prodotto. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse legittimamente valutato la documentazione (modalità di deposito e conservazione della scheda testamentaria, verbale di pubblicazione, consulenza difensiva) e che tali elementi avessero depotenziato la consulenza del P.M.; inoltre ha sottolineato che il ricorso in Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammissibile solo per violazione di legge e che non è stato dimostrato un vizio radicale della motivazione. Di conseguenza l'ordinanza che aveva annullato il sequestro è stata confermata nella sostanza e il ricorso del P.M. è stato respinto (inammissibile).

Norme richiamate

  • art. 491 cod. pen.

    Norma penale che sanziona la falsità in testamento; la Corte richiama che la riconducibilità dell'evento alla condotta dell'indagato richiede concreti e persuasivi elementi indiziari utili a fondare il fumus.

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce che il ricorso contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso per violazione di legge; la Corte ribadisce che in Cassazione si possono censurare errori in iudicando o in procedendo e non valutazioni di merito ben motivate.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ambito delle censure proponibili in Cassazione; il ricorso era formulato nei limiti di tale disposizione.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n. 137 (conv. L. 176/2020)

    Norma richiamata in relazione alla richiesta di discussione orale del ricorso; menzionata per ragioni procedurali.

  • art. 16, decreto-legge 30/12/2021 n. 228

    Proroga della disciplina processuale richiamata a fini procedurali connessi alla trattazione orale.

  • art. 604 cod. civ.

    Richiamato nella parte relativa alla natura del testamento (eventuale qualificazione come testamento segreto); la Corte osserva che la scheda risultava formata e conservata secondo le modalità che ne rendono difficile la deduzione di alterazione.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma sui "gravi indizi di colpevolezza" per misure personali; la Corte distingue il diverso grado richiesto per la cautela reale (fumus) rispetto a quello per misure personali.

Massime di principio

  • Il "fumus commissi delicti" richiesto per il sequestro preventivo non è una mera plausibilità astratta: occorrono elementi concreti e persuasivi, proporzionati allo stato delle indagini.
  • Il giudice del riesame può svolgere un sindacato più penetrante sulle risultanze prodotte, anche entrando in valutazioni che possono apparire di merito, quando il materiale posto alla sua attenzione lo consente; non si tratta necessariamente di un eccesso di potere.
  • Le prove tecniche (p.es. consulenze grafologiche) devono essere valutate nel contesto fattuale (modalità di formazione, deposito e conservazione del documento) e confrontate con le deduzioni difensive prima di fondare un vincolo reale.
  • L'acquisizione di allegazioni e mezzi di prova da parte della difesa amplia la base cognitiva e può legittimamente incidere sulla sussistenza del fumus; il riesame deve tenerne conto.
  • Il ricorso in Cassazione avverso ordinanze di sequestro è limitato a questioni di legittimità (violazione di legge) e non è lo strumento per rinnovare valutazioni di merito ben motivate dal giudice di merito.
  • Il fatto che le indagini siano ancora in corso non impedisce al giudice del riesame di pronunciare sull'insussistenza del fumus se gli elementi disponibili dimostrano in concreto l'assenza dei presupposti per la misura cautelare reale.
  • Quando la documentazione formale (deposito notarile, verbali di pubblicazione, plichi sigillati) attesta la regolarità di un atto, la presunzione di genuinità può essere rilevante e rendere più fragile la valutazione della consulenza accusatoria.

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