Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38162/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Domanda di riparazione per ingiusta detenzione (anni 3, mesi 2, giorni 27) subita dopo indagini e procedimenti per 416-bis e detenzione/porto d'arma. Lentini era stato inizialmente fermato e sottoposto a custodia cautelare, condannato in primo grado e poi assolto in appello per non aver commesso il fatto. Il giudice della riparazione aveva però ritenuto ostativa all'indennizzo la sua disponibilità a compiere atti illeciti per conto del "Pepe" e altri elementi fattuali (frequentazioni, indizi di traffici d'armi, disponibilità a commettere violenze), valutati come comportamento gravemente colposo che poteva far apparire plausibile la configurabilità del reato. Il ricorso alla Corte di Cassazione contestava vizio di motivazione e violazione dell'art. 314 c.p.p., nonché il mancato esame della memoria difensiva e, con motivo nuovo, richiamava l'art. 4, comma 1, lett. b) d.lgs. 188/2021 (irrilevanza dell'esercizio della facoltà di non rispondere).

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha confermato che il giudice della riparazione ha valutato correttamente, in autonomia, gli elementi probatori e ha applicato l'art. 314 c.p.p. nel senso che la colpa grave (di natura oggettiva) può escludere l'indennizzo quando il comportamento dell'interessato abbia ragionevolmente potuto indurre l'autorità a disporre la custodia cautelare. Ha ritenuto marginale la novella di cui al d.lgs. 188/2021 in quanto la decisione si fondava su condotte extraprocessuali e elementi indiziari oggettivi, non sul silenzio dell'imputato. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    La norma è stata interpretata nel senso che l'indennizzo per ingiusta detenzione è escluso se la detenzione è stata causata, anche con l'effetto sinergico di un errore dell'autorità, da dolo o da colpa grave dell'interessato. La "colpa" rilevante è di natura oggettiva (condotta prevedibile secondo il parametro dell'id quod plerumque accidit), non coincidente con la colpa penale soggettiva.

  • art. 4, comma 1, lett. b), d.lgs. 188/2021

    La modifica stabilisce l'irrilevanza, ai fini della riparazione, dell'esercizio della facoltà di non rispondere. La Corte ha ritenuto tale novella marginale nel caso concreto perché il rigetto dell'istanza si fondava su comportamenti extraprocessuali e su elementi indiziari oggettivi, non sul silenzio dell'imputato.

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione valuta in autonomia, secondo un criterio ex ante, se la condotta dell'interessato abbia oggettivamente contribuito a creare la falsa apparenza di responsabilità penale e quindi a determinare la custodia cautelare.
  • La "colpa" che esclude l'indennizzo è una colpa grave intesa in termini oggettivi (condotta prevedibile che, secondo il parametro dell'id quod plerumque accidit, poteva dare luogo all'intervento coercitivo dell'autorità), non la stessa nozione di colpa richiesta per la responsabilità penale.
  • Frequentazioni ambigue, disponibilità manifesta a compiere atti illeciti o indizi concreti di partecipazione a traffici d'armi possono essere valutati come elementi idonei a escludere il diritto all'indennizzo, anche se insufficienti a provare la colpevolezza nel processo penale.
  • L'esercizio del diritto al silenzio non deve essere considerato automaticamente ostativo alla riparazione dopo la novella del d.lgs. 188/2021; tuttavia, tale principio rimane irrilevante se il rigetto si fonda su altri elementi fattuali extraprocessuali.
  • In situazioni analoghe, per ottenere l'indennizzo è necessario dimostrare l'assenza di comportamenti oggettivamente riconducibili a dolo o colpa grave che possano aver legittimamente indotto l'autorità a disporre la misura cautelare.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.