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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37301/2023 del 13/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) vizio di motivazione riguardo alla sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione). Il ricorrente deduce di aver cessato ogni attività illecita in data 20/04/2020 avendo ceduto la società "Tax and Legal Advisor s.r.l.s.", richiamando anche un messaggio intercettato del 25/07/2020 e osservando che l'associazione non sarebbe più operativa; 2) vizio di motivazione riguardo alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Si censurano la valorizzazione del ritardo nella comunicazione alla Camera di commercio del cambio di amministratore (settembre 2019) e delle anomalie delle dichiarazioni IVA/IRES (presentate dopo la cessione), nonché l'attribuzione al ricorrente di attività diverse dalla mera assistenza professionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibile per difetto di specificità il motivo relativo ai gravi indizi di colpevolezza (secondo motivo), perché il ricorso non ha indicato la necessaria correlazione tra le ragioni poste a fondamento dell'impugnazione e le deduzioni della decisione impugnata, limitandosi a contrastare una minima parte degli elementi probatori. Quanto al primo motivo (esigenze cautelari), la Corte ha ritenuto infondate le censure: l'ordinanza impugnata aveva motivatamente ricostruito una vasta e continuativa operatività del ricorrente fino al novembre 2021 (partecipazione all'organizzazione, procacciamento di prestanome e asseveratori, predisposizione di bozze di incarico, percezione di pagamenti e ripartizione di profitti fino al 2021, procacciamento di marche da bollo, gestione di numerose pratiche con importi rilevanti), elementi che giustificano una valutazione prognostica fondata della concretezza e attualità del pericolo di reiterazione. Pertanto l'ordinanza del Tribunale di Salerno e la misura cautelare sono state confermate.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Fondamento della censura per vizio di motivazione: la Corte ricorda i limiti della denunzia di motivazione in cassazione e la necessità di specificità nella contestazione della motivazione

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'ordinanza in materia di misure cautelari personali; la Corte afferma che il ricorso per cassazione è ammissibile avverso provvedimenti ex art. 309

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Prevede l'esigenza cautelare del pericolo di reiterazione; la Corte chiarisce che l'attualità del pericolo richiede una valutazione prognostica basata su modalità della condotta, personalità del soggetto e contesto, non l'imminenza di specifiche occasioni

  • art. 2630 cod. civ.

    Norma sanzionatoria amministrativa sull'omessa comunicazione al registro delle imprese; citata per osservare che l'omessa comunicazione non esclude per sé l'operatività della società, ma la Corte valuta complessivamente gli elementi probatori

  • art. 483 cod. pen.

    Falsità in dichiarazioni: norma penale contestata in relazione alla formazione di documentazione falsa per la costituzione di crediti d'imposta

  • art. 76, comma 1, d.P.R. n. 445/2000

    Responsabilità per dichiarazioni mendaci su documenti amministrativi; richiamata nel contesto delle falsità nelle attestazioni utili ai crediti d'imposta

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Regola il ricorso per cassazione contro le decisioni emesse ai sensi degli artt. 309 e 310; la Corte ne richiama l'applicabilità senza disciplina speciale differente

  • art. 581, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Stabilisce i requisiti di specificità del motivo di ricorso per cassazione; la Corte motiva l'inammissibilità per difetto di correlazione tra le censure e le ragioni della decisione impugnata

Massime di principio

  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione di un provvedimento cautelare è indispensabile che i motivi siano specifici e mostrino la correlazione diretta con le argomentazioni della decisione impugnata; censure generiche o parziali rischiano l'inammissibilità
  • Le questioni sui "gravi indizi di colpevolezza" sono ammissibili in Cassazione anche se non dedotte in sede di riesame, ma il sindacato della Corte è limitato alle motivazioni esposte nell'ordinanza impugnata e, se richiamata, nell'ordinanza genetica
  • Il pericolo di reiterazione va valutato in chiave prognostica: non è richiesta l'imminenza di nuove condotte, ma un'analisi del metodo criminale, della continuità dell'attività, del ruolo svolto e della personalità dell'indagato
  • La mera vendita o cessione di quote societarie non esclude automaticamente la responsabilità penale o il rischio di reiterazione se esistono elementi che mostrano partecipazione continuativa (es. ripartizione di profitti, procacciamento di prestanome o di marche da bollo, predisposizione di documenti idonei alla frode)
  • L'omessa annotazione di variazioni camerali non prova di per sé l'inoperatività di una società; il giudice deve valutare il dato insieme ad altri elementi indiziari
  • Atti di natura organizzativa (reperimento di prestanome, indicazione di asseveratori, predisposizione di bozze contrattuali) costituiscono indici forti di partecipazione attiva e autonomia operativa che aumentano la probabilità di reiterazione
  • In sede di riesame il giudice può limitarsi a richiamare la motivazione del provvedimento genetico se non sono state sollevate censure specifiche; tuttavia tale scelta può essere scrutinata in Cassazione se il ricorso soddisfa i requisiti di specificità

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