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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19635/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Contenzioso relativo all'applicazione del regime PEX (art. 87 TUIR) per la tassazione delle plusvalenze da cessione di partecipazioni: l'Agenzia contestava che non fosse rispettato il requisito del possesso ininterrotto della partecipazione ceduta da almeno un anno. Sullo stesso arco temporale vi sono operazioni collegate (cessione di partecipazione in Giglio Srl, successiva cessione di Giglio da parte degli acquirenti a Torrino Srl, e poi cessione di una quota di Torrino da parte di Roma 2000) che, secondo l'Amministrazione, avrebbero incrementato il valore di Torrino meno di un anno prima della cessione, configurando un aggiramento del requisito temporale e impedendo l'accesso al regime di esenzione PEX per la parte di plusvalenza attribuibile a tale incremento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall'Agenzia delle Entrate. Ha confermato che Roma 2000 Srl possedeva le partecipazioni in Torrino Srl da oltre un anno e che, secondo interpretazione letterale dell'art. 87 TUIR, il requisito del possesso ininterrotto risultava soddisfatto. La Corte ha poi chiarito che le operazioni di fusione/ricomposizione societaria sono generalmente neutre fiscalmente (principio di continuità dei valori ai sensi dell'art. 172 TUIR e norme civilistiche sulla fusione) e che il semplice verificarsi di operazioni collegate nel tempo non interrompe automaticamente il minimum holding period. Ha precisato però che, ove si contesti un artificioso schema plurinegoziale finalizzato ad elusione fiscale, ciò deve essere chiaramente dedotto nell'atto impositivo e provato dall'Amministrazione; tale contestazione non risultava formulata né provata nel caso di specie. Conseguenza: respinto il ricorso dell'Agenzia; condanna dell'Amministrazione al pagamento delle spese processuali a favore di Roma 2000 Srl, liquidate in Euro 9.000,00 più il 15% per spese generali.

Norme richiamate

  • art. 87 D.P.R. n. 917/1986 (TUIR)

    1. Non concorrono alla formazione del reddito imponibile in quanto esenti nella misura del 95 per cento le plusvalenze realizzate e determinate ai sensi dell'articolo 86, commi 1, 2 e 3 relativamente ad azioni o quote di partecipazioni in società ed enti indicati nell'articolo 5, escluse le società semplici e gli enti alle stesse equiparate, e nell'articolo 73, comprese quelle non rappresentate da titoli, con i seguenti requisiti: a) ininterrotto possesso dal primo giorno del dodicesimo mese precedente quello dell'avvenuta cessione considerando cedute per prime le azioni o quote acquisite in data più recente; …

    La Corte ha seguito un'interpretazione letterale: il requisito del possesso ininterrotto si riferisce al possesso delle partecipazioni da parte della cedente e, se tale possesso è dimostrato oltre il termine annuale, il regime PEX può applicarsi. Eventuali cambiamenti nel valore della partecipazione derivanti da operazioni intermedie non interrompono automaticamente il periodo di possesso.

  • artt. 2501-2505 quater c.c. (disciplina della fusione)

    La fusione è considerata operazione di riorganizzazione che, sul piano civilistico, integra patrimoni e soci senza estinzione dell'attività; tale disciplina civilistica supporta la neutralità fiscale delle fusioni e la continuità dei valori fiscalmente riconosciuti, con implicazione che la fusione non interrompe il periodo di possesso ai fini del PEX.

  • art. 172 T.U.I.R.

    Stabilisce il principio di neutralità fiscale delle operazioni di fusione (non costituiscono realizzo di plusvalenze/minusvalenze), principio che la Corte ha richiamato per sostenere l'irrilevanza della fusione ai fini dell'interruzione del minimum holding period.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c. (motivo di cassazione)

    Norma processuale richiamata dall'Agenzia per dedurre violazione di legge e falsa applicazione della normativa tributaria in sede di cassazione; la Corte ha ritenuto il motivo infondato.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato in relazione alla disciplina del contributo unificato; la Corte ha osservato che, essendo l'Amministrazione pubblica soccombente e ammessa alla prenotazione a debito, la norma non si applica nel caso concreto.

Massime di principio

  • Il requisito del possesso ininterrotto previsto dall'art. 87 TUIR si verifica considerando il periodo di detenzione delle partecipazioni da parte della cedente: se la cedente dimostra di detenere le quote da oltre dodici mesi, il regime PEX può trovare applicazione.
  • Le operazioni di riorganizzazione societaria (fusioni, incorporazioni) sono, in linea di principio, neutre fiscalmente e non interrompono il periodo di possesso rilevante per il minimum holding period, in ragione del principio di continuità dei valori sancito dall'art. 172 TUIR.
  • Il semplice susseguirsi di operazioni che aumentino il valore di una partecipata non comporta automaticamente la perdita del beneficio PEX per le cessioni successive: occorre valutare la titolarità soggettiva e la continuità dei valori, nonché l'effettiva esistenza di comportamenti elusivi.
  • Per contestare efficacemente l'applicazione del regime PEX per motivi di elusione o abuso, l'Amministrazione finanziaria deve formulare l'addebito in modo chiaro già nell'avviso di accertamento e fornire prove adeguate dell'operatività di un piano artificioso finalizzato a ottenere il vantaggio fiscale.
  • In presenza di complesse operazioni plurinegoziali, la prova dell'abuso fiscale grava sull'Amministrazione: senza specifica e convincente allegazione/prova dell'intento elusivo, il giudice tende a privilegiare l'interpretazione letterale e la neutralità delle operazioni di riorganizzazione.

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