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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20324/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (lavoratore)

La controversia

Un lavoratore, addetto con mansioni di operaio specializzato alla manutenzione ordinaria di opere pubbliche, aveva lavorato per un consorzio di bonifica della Sicilia tramite una lunga successione di contratti a tempo determinato, dal marzo 2001 al luglio 2013. In primo grado era stata accolta solo in parte la sua domanda: il tribunale aveva dichiarato nullo il termine apposto al contratto decorrente dal 4 dicembre 2001, riconoscendo da tale data un rapporto a tempo indeterminato e disponendo il ripristino del rapporto, oltre a un ristoro economico pari a tre mensilità. La corte d’appello aveva invece riformato la decisione, escludendo la conversione del rapporto per la specialità della disciplina regionale siciliana sui consorzi di bonifica e negando anche il risarcimento, ritenendolo inscindibilmente legato alla chiesta conversione. Con il ricorso per cassazione il lavoratore ha dedotto: 1) violazione della disciplina sui contratti a termine e delle norme regionali siciliane, sostenendo che la disciplina consentisse la conversione del rapporto anche per i consorzi di bonifica; 2) violazione della disciplina sul risarcimento e dell’art. 1218 c.c., lamentando la mancata attribuzione dell’indennità risarcitoria e comunque del danno da illegittima reiterazione dei contratti; 3) omessa pronuncia sulla domanda di risarcimento del danno da illegittima precarizzazione; 4) omessa motivazione sulla stessa domanda; 5) omesso esame del fatto decisivo rappresentato dalla domanda di ristoro per l’abusiva successione e proroga dei contratti a termine.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, confermando che per i consorzi di bonifica siciliani la disciplina regionale speciale impedisce la trasformazione dei rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato. Ha invece accolto i motivi dal secondo al quinto, rilevando che la corte territoriale aveva erroneamente interpretato in senso meramente derivativo dalla domanda di conversione la distinta domanda risarcitoria per l’illegittima reiterazione dei contratti a termine. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione ai motivi accolti e la causa è stata rinviata alla Corte d’appello di Catania in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese. La Suprema Corte ha chiarito che, pur essendo esclusa la conversione del rapporto, resta astrattamente proponibile e autonomamente valutabile la domanda di risarcimento del danno da abusiva precarizzazione, secondo i principi del danno comunitario e della tutela effettiva elaborati dalla giurisprudenza di legittimità e unionale.

Norme richiamate

  • d.lgs. 368/2001

    Il ricorrente lo invocava come disciplina generale dei contratti a termine; la Corte ha però ribadito che, per i consorzi di bonifica siciliani, opera una disciplina regionale speciale che impedisce la conversione del rapporto.

  • L.R. Sicilia 12/1991

    Richiamata dal ricorrente per sostenere la possibilità di assunzioni a termine e la conversione; la Corte non vi ha attribuito la portata invocata, valorizzando invece il regime speciale regionale come ostativo alla trasformazione.

  • L.R. Sicilia 45/1995

    È stata interpretata come fonte del divieto di conversione dei rapporti a termine instaurati in violazione della disciplina speciale regionale.

  • L.R. Sicilia 76/1995

    La Corte ha affermato che non deroga al divieto di assunzione a tempo indeterminato posto dall’art. 32 della L.R. 45/1995, ma vi si pone in continuità sistematica; la violazione dei limiti per il contratto a termine non consente la trasformazione del rapporto.

  • L.R. Sicilia 18/1999

    art. 13 aggiuntivo dell’art. 1, comma 1-bis, L.R. Sicilia 12/1991

    Richiamata dal ricorrente quale norma autorizzativa delle assunzioni a termine; la Corte non ne ha tratto un effetto abilitante alla conversione.

  • L.R. Sicilia 14/2010

    Menionata come ultima proroga del regime transitorio per le assunzioni a termine.

  • L. 230/1962

    Richiamata come disciplina cui il legislatore regionale rinviava per i contratti a termine dei consorzi di bonifica; la sua applicazione non comporta comunque la conversione del rapporto.

  • art. 2126 c.c.

    La Corte richiama la nozione di rapporto di fatto per i rapporti instaurati in violazione del divieto regionale, ma esclude che ciò consenta la trasformazione in rapporto a tempo indeterminato.

  • art. 1218 c.c.

    Richiamato dal ricorrente quale base della domanda risarcitoria per l’abusivo ricorso al termine; la Corte valorizza la necessità di esaminare autonomamente la domanda di danno da illegittima precarizzazione.

  • art. 32, comma 5, L. 183/2010

    È assunto quale parametro di liquidazione dell’indennità risarcitoria per l’illegittima reiterazione dei contratti a termine, in chiave di danno presunto e tutela effettiva.

  • art. 36, comma 5, d.lgs. 165/2001

    Per il pubblico impiego contrattualizzato, la Corte ne richiama la funzione di base normativa del risarcimento da abuso del contratto a termine, da leggere in conformità al diritto UE.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per censurare l’omessa pronuncia sulla domanda risarcitoria distinta dalla conversione del rapporto.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Richiamato per denunciare il vizio di motivazione della sentenza di merito sul capo risarcitorio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    secondo comma, ult. parte

    Norma processuale richiamata per la riserva della motivazione in camera di consiglio.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato per il rinvio alla motivazione di precedenti arresti di legittimità.

  • art. 8 L. 604/1966

    Richiamato come criterio di quantificazione dell’indennità onnicomprensiva nei casi di abuso del termine nel pubblico impiego contrattualizzato.

  • art. 1223 c.c.

    Richiamato come base della regola sul danno risarcibile da perdita di chances nel diverso filone giurisprudenziale richiamato dalla Corte.

Massime di principio

  • Per i consorzi di bonifica siciliani, la disciplina regionale speciale in materia di assunzioni a termine prevale sulla disciplina generale e impedisce la conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato illegittimamente instaurato in rapporto a tempo indeterminato.
  • La mancata convertibilità del rapporto non esclude la proponibilità di una domanda autonoma di risarcimento del danno da abusiva reiterazione dei contratti a termine o da illegittima precarizzazione, che deve essere esaminata separatamente rispetto alla domanda di conversione.
  • In materia di abuso del contratto a termine nel pubblico impiego contrattualizzato, il risarcimento va letto in chiave di tutela effettiva e compatibilità con il diritto dell’Unione europea, potendo assumere la forma di un’indennità onnicomprensiva parametrata ai criteri dell’art. 32, comma 5, L. 183/2010.
  • Il giudice di merito non può rigettare la domanda risarcitoria sul solo rilievo che essa sia "correlata" alla domanda di conversione, se dagli atti emerge che il lavoratore ha allegato specificamente la successione abusiva dei contratti, la precarizzazione e la lesione da reiterazione delle proroghe.
  • Quando la disciplina speciale esclude la trasformazione del rapporto, resta comunque possibile riconoscere gli effetti del rapporto di fatto e scrutinare la responsabilità dell’amministrazione o dell’ente per l’illegittima utilizzazione del lavoro a termine.

Come è indicizzato

MaterieLavoro a termineImpugnazioniProve
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della provaNesso di causalità

Testo integrale

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