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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20288/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda di una dipendente di una società ferroviaria volta a ottenere il riconoscimento del superiore inquadramento nel livello B (Quadri) previsto dal CCNL Attività ferroviarie, in luogo del livello D in cui era stata collocata, con conseguente diritto alle differenze retributive da liquidarsi in separato giudizio. La Corte d'appello aveva respinto la domanda ritenendo non provata la ricorrenza degli elementi tipici della qualifica di quadro: autonomia decisionale, responsabilità dei risultati, potere di rappresentanza, funzioni di sovrintendenza/coordinamento e, soprattutto, funzione di raccordo tra dirigenza e restante personale. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione la lavoratrice deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 c.c. e 2103 c.c., in relazione alla clausola del CCNL sul livello B, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente preteso la presenza congiunta di tutti i requisiti previsti dalla declaratoria contrattuale, mentre essi sarebbero previsti in via alternativa; inoltre contestava la necessità del ruolo di raccordo tra dirigenza e personale. La società resistente eccepiva anche l'improcedibilità del motivo per mancato deposito integrale del CCNL, eccezione disattesa dalla Corte di cassazione perché il contratto era stato effettivamente prodotto integralmente.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura interpretativa sul CCNL, osservando che la sola coincidenza delle mansioni svolte con quelle di un profilo professionale non basta a fondare il superiore inquadramento, essendo necessario il riferimento alla declaratoria generale del livello. Nel caso concreto, i giudici di merito avevano compiuto una valutazione completa delle mansioni della lavoratrice e avevano concluso, in modo giuridicamente corretto, che esse non presentavano le peculiarità proprie del livello B. Quanto al ruolo di raccordo tra dirigenza e restante personale, la Corte ha affermato che tale funzione è coerente con la natura legale della categoria dei quadri, introdotta dalla L. n. 190/1985 come posizione intermedia tra dirigenti e impiegati e caratterizzata da funzioni di rilevante importanza per lo sviluppo dell'impresa. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità e all'ulteriore contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1362 c.c.

    Le clausole del contratto collettivo devono essere interpretate secondo i criteri legali di ermeneutica contrattuale previsti dal codice civile.

  • art. 2103 c.c.

    È richiamato quale parametro per l'inquadramento del lavoratore e la verifica della corrispondenza tra mansioni svolte e qualifica superiore.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    La doglianza è proposta come violazione o falsa applicazione di norme di diritto, inclusa l'interpretazione del contratto collettivo.

  • art. 21, comma 2, CCNL Attività ferroviarie del 16 aprile 2003

    Individua la declaratoria del livello B - Quadri e i relativi profili professionali; la Corte lo interpreta nel senso che occorre valorizzare la declaratoria generale e non il solo elenco dei profili.

  • art. 2095 c.c.

    La categoria dei quadri è collocata come categoria intermedia tra dirigenti e impiegati.

  • art. 2, comma 2, L. 13 maggio 1985, n. 190

    La norma introduce la categoria dei quadri e ne affida i requisiti alla contrattazione collettiva, ma entro criteri direttivi legali che impongono funzioni di rilevante importanza per lo sviluppo dell'impresa e un ruolo intermedio rispetto ai dirigenti.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nelle controversie di inquadramento professionale, la corrispondenza delle mansioni concrete a singoli profili del contratto collettivo non è sufficiente se manca la prova degli elementi qualificanti della declaratoria generale del livello superiore.
  • L'interpretazione delle clausole del contratto collettivo segue le regole dell'ermeneutica contrattuale codicistica; la censura di violazione di legge può investire direttamente tale interpretazione.
  • Quando il contratto collettivo descrive una categoria professionale attraverso una declaratoria generale e poi attraverso profili specifici, la declaratoria generale conserva funzione interpretativa decisiva nella sussunzione delle mansioni.
  • Per la qualifica di quadro, non rileva soltanto un contenuto tecnico-professionale elevato, ma anche la presenza di autonomia decisionale, responsabilità organizzativa e una posizione di raccordo funzionale rispetto alla struttura aziendale, in coerenza con la disciplina legale della categoria.
  • In tema di inquadramento, la parte che chiede il superiore livello deve provare non solo l'espletamento di attività astrattamente riconducibili al livello invocato, ma anche la sussistenza delle peculiari caratteristiche di autonomia, responsabilità e collocazione organizzativa richieste dalla declaratoria.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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