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Sentenza

Sentenza del 19/06/2015 n. 12782 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte per violazione e falsa applicazione dell'art. 9-bis della Legge n. 289/2002. Secondo l'Amministrazione, il mancato pagamento, anche parziale, delle rate dovute entro i termini previsti per la definizione agevolata degli omessi o tardivi versamenti rendeva inefficace la domanda di condono. La società sosteneva invece che il pagamento incompleto non facesse venir meno la definizione, ma producesse soltanto un autonomo debito, recuperabile coattivamente nella misura prevista dalla legge.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassato la sentenza della CTR e deciso la causa nel merito rigettando il ricorso originario della società. Ha stabilito che la definizione prevista dall'art. 9-bis della Legge n. 289/2002 è un condono clemenziale, subordinato all'integrale pagamento delle somme dovute. Il pagamento della prima rata o di alcune rate non è sufficiente: l'omesso pagamento delle rate successive impedisce il perfezionamento della definizione agevolata. La società è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 2.900,00 oltre spese prenotate a debito; le spese dei giudizi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Definizione degli omessi o tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute emergenti dalle dichiarazioni presentate.

    La norma disciplina un condono clemenziale e non premiale: la definizione agevolata si perfeziona soltanto con l'integrale pagamento dell'imposta e degli interessi dovuti, anche quando il pagamento è rateizzato. Il mancato pagamento di una o più rate comporta l'inefficacia della definizione.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Le fattispecie previste da tali disposizioni sono state richiamate come esempi di condoni premiali, diversi dall'art. 9-bis, perché attribuiscono al contribuente un diritto potestativo volto a ottenere un accertamento straordinario secondo regole speciali.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 36-bis

    Nel condono ex art. 9-bis non è necessaria un'ulteriore attività di liquidazione per determinare il quantum, già indicato nella dichiarazione integrativa presentata dal contribuente.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    Ha costituito il parametro processuale per denunciare in Cassazione la violazione o falsa applicazione della legge.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 62, comma 1

    Ha consentito l'impugnazione per Cassazione della sentenza tributaria regionale nei limiti previsti per il ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata prevede il pagamento rateale come condizione per il perfezionamento, il contribuente deve rispettare integralmente tutte le scadenze: il pagamento della sola prima rata non rende automaticamente efficace il condono.
  • È importante distinguere tra condoni premiali, che possono attribuire un diritto a una rideterminazione straordinaria del debito, e condoni clemenziali, nei quali il beneficio è subordinato al pagamento completo delle somme dichiarate.
  • Il mancato o tardivo pagamento delle rate può comportare la perdita dell'intero beneficio agevolativo e consentire all'Amministrazione di recuperare il debito tributario secondo le regole ordinarie.
  • Prima di aderire a una definizione rateale è necessario verificare con precisione importi, scadenze e modalità di pagamento, conservando le ricevute e attivandosi tempestivamente in caso di difficoltà o errore.

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