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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34450/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2005, con cui l'Ufficio ha rettificato il reddito dichiarato ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, recuperando a tassazione il prezzo di compravendita riferito alla vendita di sette unità immobiliari. In primo grado il ricorso del contribuente è stato accolto solo in parte quanto alla quantificazione dei costi deducibili; in appello la decisione è stata riformata parzialmente e il reddito controverso è stato determinato in Euro 149.793,00. L'Agenzia ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) nullità della motivazione della sentenza d'appello per avere la CTR richiamato la perizia di parte del contribuente senza adeguata valutazione autonoma; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c. per avere la CTR fondato la decisione sull'erroneo presupposto che l'Ufficio non avesse contestato la perizia di parte; 3) violazione degli artt. 115 c.p.c. e 2697 c.c. per avere attribuito carattere dirimente al fatto che la perizia stragiudiziale del contribuente non fosse stata contestata, trattandosi invece di elemento solo indiziario. Il contribuente è rimasto intimato.

La decisione

La Corte ha preliminarmente ritenuto valida la notifica del ricorso per cassazione effettuata a mani del contribuente, richiamando l'art. 17 del d.lgs. n. 546/1992 e precisando che, nel processo tributario, la consegna personale è valida anche se non eseguita nei luoghi indicati dall'art. 330 c.p.c. Sul merito, ha rigettato il primo motivo, affermando che il richiamo del giudice d'appello alla perizia di parte non integra di per sé motivazione apparente quando la decisione sia sorretta da una valutazione complessiva del materiale istruttorio. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo, perché la dedotta erronea valutazione del fatto non costituisce violazione dell'art. 112 c.p.c., attinendo alla motivazione e non al vizio di omessa pronuncia. Ha invece accolto il terzo motivo, rilevando che la perizia stragiudiziale depositata dalla parte è una mera allegazione difensiva a contenuto tecnico, priva di efficacia probatoria piena, sicché le sue conclusioni non possono diventare oggetto di non contestazione ex art. 115 c.p.c.; il giudice di merito avrebbe dovuto valutarle criticamente e non considerarle dirimenti solo perché non contestate. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 330 c.p.c.

    nel processo tributario è richiamato solo per la disciplina del luogo di notificazione del ricorso per cassazione, ma opera in quanto compatibile con l'art. 17 del d.lgs. n. 546/1992

  • art. 291 c.p.c.

    viene richiamato per affermare che la nullità della notificazione può essere sanata mediante rinnovazione

  • art. 156, comma 2, c.p.c.

    la nullità della notificazione è sanata ex tunc se il destinatario si costituisce in giudizio

  • art. 17, comma 1, d.lgs. n. 546 del 1992

    "salva la consegna in mani proprie"

    la notifica a mani del contribuente è valida nel processo tributario anche se non eseguita nei luoghi previsti dall'art. 330 c.p.c.

  • art. 17, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992

    l'elezione di domicilio e l'indicazione di residenza o sede hanno effetto anche per i successivi gradi del processo

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato come parametro del vizio di motivazione, ma escluso il suo vizio perché la sentenza d'appello non era priva di ragionamento percepibile

  • art. 112 c.p.c.

    la dedotta erronea valutazione di un fatto non integra violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato

  • art. 115 c.p.c.

    il principio di non contestazione non si applica alle conclusioni di una perizia stragiudiziale, che non costituiscono fatto provato

  • art. 2697 c.c.

    la perizia stragiudiziale è solo elemento indiziario e non può invertire o alterare il riparto dell'onere della prova

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    richiamato per i motivi relativi a motivazione apparente e violazione dell'art. 112 c.p.c.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    richiamato per il motivo accolto relativo alla violazione degli artt. 115 c.p.c. e 2697 c.c.

  • d.lgs. n. 546/1992, art. 1, comma 2

    richiamato per il rinvio alle norme del codice di procedura civile in quanto compatibili con il processo tributario

Massime di principio

  • Nel processo tributario, la notificazione del ricorso per cassazione a mani della parte contribuente è valida anche se non eseguita nei luoghi indicati dall'art. 330 c.p.c., perché l'art. 17 del d.lgs. n. 546/1992 consente espressamente la consegna personale.
  • La perizia stragiudiziale depositata da una parte nel processo tributario non ha efficacia probatoria piena: costituisce una mera allegazione difensiva a contenuto tecnico e può valere al più come elemento indiziario, che il giudice deve valutare criticamente.
  • Le conclusioni di una perizia di parte non possono essere considerate "non contestate" ai sensi dell'art. 115 c.p.c. come se integrassero un fatto storico provato; il principio di non contestazione riguarda i fatti e non le valutazioni tecniche espresse dal consulente di parte.
  • La censura di violazione dell'art. 112 c.p.c. non può essere utilizzata per contestare una supposta erronea valutazione di un fatto da parte del giudice di merito, perché tale doglianza attiene al ragionamento decisorio e non all'omessa pronuncia.
  • Il richiamo del giudice di merito a una perizia di parte non determina automaticamente motivazione apparente, purché la decisione sia sorretta da un vaglio complessivo del materiale istruttorio e da un percorso argomentativo riconoscibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributarioAccertamento
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieAppelloRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoNullità

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