Cassazione Civile, Ordinanza n. 20731/2026 del 18/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (riscossione)
La controversia
Il contribuente aveva impugnato davanti al giudice tributario una comunicazione di iscrizione ipotecaria ex art. 77 d.P.R. n. 602 del 1973, riferita a numerose cartelle di pagamento e a un avviso di accertamento esecutivo, deducendo in sostanza la mancata previa comunicazione del preavviso di iscrizione e quindi la violazione del contraddittorio endoprocedimentale. La CTP aveva accolto il ricorso e la CTR aveva confermato, ritenendo illegittima l’iscrizione per omissione del contraddittorio. L’Agente della riscossione ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell’art. 115 c.p.c. e travisamento della prova: secondo il ricorrente, il giudice d’appello avrebbe erroneamente ritenuto non provata la notifica del preavviso, omettendo di considerare una relata di notifica prodotta in appello che attestava la comunicazione al contribuente dell’imminente iscrizione ipotecaria. Il controricorrente ha eccepito l’inammissibilità del ricorso e la tardività della produzione documentale in appello; ha anche sollevato, solo in memoria, una questione ulteriore sulla mancata notifica degli atti presupposti.
La decisione
La Corte ha respinto le eccezioni preliminari del controricorrente: ha ritenuto valida la notificazione dell’appello, perché l’atto aveva comunque raggiunto il suo scopo ed era stato consegnato a soggetto abilitato alla ricezione; ha inoltre ritenuto ammissibile la produzione documentale in appello nel processo tributario, richiamando l’art. 58, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992 nel testo applicabile ratione temporis. Nel merito ha accolto il motivo dell’Agente della riscossione, rilevando che la decisione di merito si era fondata su un travisamento/omessa valutazione di un documento decisivo, poiché risultava effettuata la notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di Giustizia di secondo grado della Sardegna, in diversa composizione, per nuovo esame e per la liquidazione delle spese di legittimità.
Norme richiamate
art. 77 d.P.R. n. 602 del 1973
l’iscrizione ipotecaria presuppone la previa comunicazione al contribuente e l’instaurazione del contraddittorio endoprocedimentale secondo la disciplina richiamata dal giudice di merito e oggetto di contestazione nel giudizio
art. 17, comma 1, d.lgs. n. 546 del 1992
la variazione del domicilio eletto o della residenza/sede va comunicata nei modi previsti; il principio è richiamato per distinguere il domicilio autonomamente eletto dal mero domicilio presso il difensore
art. 12 d.lgs. n. 546 del 1992
l’elezione di domicilio presso lo studio del difensore ha la funzione di indicare la sede del procuratore e non trasferisce sul difensore domiciliatario l’onere di comunicare i cambi di indirizzo del proprio studio
art. 58, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992
nel processo tributario è ammessa in appello la produzione di nuovi documenti, anche se preesistenti al primo grado, e i documenti già presenti nei fascicoli di parte risultano automaticamente acquisiti al giudizio di impugnazione
è invocato come parametro della dedotta errata valutazione del materiale probatorio e del travisamento della prova
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
il ricorso denuncia un vizio processuale correlato alla violazione dell’art. 115 c.p.c. e al travisamento della prova
la memoria non può introdurre nuovi motivi di ricorso per cassazione, ma solo illustrare quelli già ritualmente proposti
Massime di principio
- Nel processo tributario, quando la notifica è eseguita presso il difensore domiciliatario, la mancata comunicazione del cambio di indirizzo dello studio non esonera il notificante dal verificare il recapito reale, ma la notifica non è invalida se comunque raggiunge il suo scopo e l’atto è ricevuto da soggetto ritenuto abilitato alla ricezione, salvo prova contraria della parte interessata.
- Ai sensi dell’art. 58, comma 2, d.lgs. n. 546 del 1992, nel giudizio tributario d’appello sono ammissibili nuovi documenti, anche preesistenti al primo grado, e la documentazione già inserita nei fascicoli di parte si intende acquisita al fascicolo d’ufficio fino al passaggio in giudicato della sentenza.
- Il travisamento della prova può integrare vizio rilevante quando la decisione di merito si fonda sull’omessa o erronea percezione di un documento decisivo ritualmente introdotto in giudizio e idoneo a smentire il presupposto fattuale posto a base della sentenza.
- Nel giudizio di cassazione la memoria ex art. 378 c.p.c. non può ampliare il thema decidendum né introdurre nuove censure, ma può solo sviluppare e chiarire motivi già compiutamente contenuti nel ricorso.
- In tema di iscrizione ipotecaria tributaria, la legittimità del vincolo va valutata anche alla luce della prova della previa comunicazione/preavviso al contribuente; se tale prova risulta in atti, non è corretta una decisione fondata sull’assunto opposto.
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