Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 15173/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (concessionario riscossione)

La controversia

La controversia riguarda avvisi di accertamento con cui la società concessionaria della riscossione, per conto del Comune, ha richiesto alla società autostradale il pagamento della TOSAP per gli anni d’imposta 2013-2018, in relazione all’occupazione dello spazio sovrastante il suolo comunale mediante un cavalcavia autostradale. La Commissione tributaria regionale aveva rigettato l’appello della concessionaria della riscossione, ritenendo insussistenti i presupposti soggettivi e oggettivi del tributo e applicabile l’esenzione di cui all’art. 49 d.lgs. n. 507/1993. In cassazione la ricorrente ha dedotto: omessa pronuncia sugli artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507/1993; nullità della sentenza per motivazione apparente; violazione dell’art. 38 per insussistenza dei presupposti impositivi; nullità per motivazione apparente sull’esenzione; violazione dell’art. 49 per erroneo riconoscimento dell’esenzione; contraddittorietà della motivazione per uso improprio del precedente delle Sezioni Unite n. 8628/2020. La resistente ha contrastato il ricorso con controricorso.

La decisione

La Corte ha respinto i motivi primo, secondo, quarto e sesto, ritenendo che la sentenza d’appello avesse effettivamente deciso sulla disciplina TOSAP con motivazione ampia e non apparente. Ha invece accolto il terzo e il quinto motivo, affermando che l’occupazione del soprassuolo comunale mediante viadotto autostradale è soggetta a TOSAP ai sensi dell’art. 38 d.lgs. n. 507/1993 e che non spetta l’esenzione di cui all’art. 49, lett. a), poiché il concessionario autostradale non è ente esente e l’occupazione è propria del concessionario, non dello Stato. Non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha deciso nel merito rigettando l’originario ricorso della contribuente davanti al giudice tributario. Le spese di merito sono state compensate; quelle di legittimità sono state poste a carico della resistente secondo la regola della soccombenza, per quanto desumibile dal testo fornito.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La dedotta omessa pronuncia non ricorre quando il giudice abbia comunque rigettato la pretesa in modo compatibile con la propria impostazione logico-giuridica, anche senza specifica trattazione di ogni singolo profilo.

  • art. 132, primo comma, n. 4, c.p.c.

    La nullità per motivazione apparente richiede che la motivazione, pur esistente graficamente, non renda percepibili le ragioni della decisione; non è sufficiente un mero difetto di completezza o sufficienza argomentativa.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro per denunciare la violazione degli artt. 38, 39 e 49 d.lgs. n. 507/1993 nella qualificazione del presupposto impositivo e dell’esenzione TOSAP.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È il parametro per denunciare la nullità della sentenza per omessa o apparente motivazione.

  • art. 38 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    "Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province."

    Il presupposto oggettivo della TOSAP è l’occupazione di aree pubbliche, anche soprastanti o sottostanti il suolo, che determini sottrazione all’uso pubblico; la norma ricomprende anche le occupazioni realizzate mediante impianti di servizi pubblici gestiti in concessione.

  • art. 39 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    "La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo"

    Il soggetto passivo è il titolare della concessione/autorizzazione ovvero, in mancanza, l’occupante di fatto, anche abusivo; il tributo non è svincolato dalla concreta occupazione, ma questa orienta l’imputazione soggettiva.

  • art. 49 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    L’esenzione è di stretta interpretazione e spetta solo quando l’occupazione sia ascrivibile direttamente ai soggetti esenti (tra cui lo Stato); non opera per il concessionario che realizza e gestisce l’opera in piena autonomia economica e funzionale.

  • art. 36 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    È richiamato quale norma processuale che, nel processo tributario, disciplina il contenuto della sentenza ai fini del vizio di motivazione.

  • art. 384, secondo comma, c.p.c.

    La Corte, cassata la sentenza, ha deciso nel merito perché non erano necessari ulteriori accertamenti in fatto.

  • art. 111, sesto comma, Cost.

    La motivazione deve raggiungere il minimo costituzionale; al di sotto di tale soglia la sentenza è nulla.

  • art. 345 TFUE

    I Trattati lasciano impregiudicato il regime di proprietà degli Stati membri.

  • art. 106 TFUE

    Le imprese pubbliche o titolari di diritti speciali/esclusivi non possono beneficiare di misure incompatibili con i Trattati; ciò esclude un automatismo estensivo dell’esenzione allo Stato in favore del concessionario.

  • art. 822 c.c.

    Le strade e le autostrade fanno parte del demanio pubblico se appartengono allo Stato; la proprietà statale del manufatto non elimina la tassabilità dell’occupazione del suolo comunale o provinciale sottostante o sovrastante.

Massime di principio

  • Il vizio di omessa pronuncia non ricorre quando la decisione impugnata, pur senza esaminare espressamente un singolo argomento, contenga una statuizione incompatibile con la pretesa non trattata, rendendone implicito il rigetto.
  • La motivazione è apparente solo se non consente di percepire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; non basta che sia sintetica o non condivisibile.
  • Ai fini della TOSAP, il presupposto impositivo è l’occupazione di qualsiasi natura di spazi appartenenti al demanio o patrimonio indisponibile comunale o provinciale, anche se il bene occupato è soprastante o sottostante il suolo e anche se l’occupazione è prevista dalla legge o posta in essere senza titolo.
  • L’imputazione soggettiva della TOSAP spetta al titolare della concessione o dell’autorizzazione, ovvero all’occupante di fatto in assenza di titolo, con riguardo alla concreta occupazione del bene pubblico.
  • L’esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti pubblici in materia di TOSAP è di stretta interpretazione e richiede che l’occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente; non opera quando l’occupazione sia materialmente ed economicamente realizzata da un concessionario che agisca in autonomia.
  • La proprietà statale dell’opera o la sua destinazione a pubblico servizio non escludono, di per sé, la soggezione a TOSAP per l’occupazione del suolo comunale o provinciale sottostante o soprastante, se l’occupazione è realizzata dal concessionario nell’ambito della propria attività d’impresa.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioSpese di liteImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàGiudicato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.