Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15666/2023 del 13/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di Appello di Brescia che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado riconoscendo responsabilità per estorsione, rapina e più episodi di cessione di stupefacenti. Eros Mastrodomenico deduce vizio di motivazione per la valutazione delle dichiarazioni della persona offesa (ritrattazione) e contesta la qualificazione dell'aggravante dei motivi futili; Mattia Personeni e Luca Rota impugnano la qualificazione del fatto (capo 8) come rapina aggravata, sostenendo che la violenza rientrerebbe al più in una rissa tra parti coinvolte nel commercio di stupefacenti; Matteo Negrini censura la valutazione delle intercettazioni e della natura dello stupefacente, la sua mera partecipazione come accompagnatore (contestando il concorso), la mancata qualificazione del fatto come di lieve entità (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990) e il mancato riconoscimento dell'attenuante della particolare tenuità del danno patrimoniale e delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ai sensi dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen., per manifesta infondatezza e per carenza di interesse; ha ritenuto che i ricorrenti si limitino a chiedere un diverso apprezzamento della prova già valutata in modo logico e congruo dal giudice del merito, o non abbiano mostrato una critica specifica alle argomentazioni della sentenza impugnata. Per Mastrodomenico è stata valutata attendibile la prova dichiarativa integrata dalle intercettazioni e priva di rilievo la successiva ritrattazione; l'aggravante contestata non ha inciso sulla misura della pena in appello (mancanza di interesse). Per Personeni e Rota la Corte ha confermato la correttezza della valutazione delle intercettazioni che descrivono un'azione violenta finalizzata all'impossessamento dello stupefacente. Per Negrini la Corte ha ritenuto provata la detenzione ai fini di spaccio (quantitativo e valore congrui), ha respinto i profili sulla lieve entità e sulla particolare tenuità ritenendo non sussistenti i presupposti (valore intrinseco superiore a soglia ritenuta significativa); ha inoltre motivatamente spiegato la ridotta prevalenza delle attenuanti generiche. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e al versamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000 ciascuno.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b, c, e; comma 3

    Gli artt. 606 comma 1 sono i motivi di ricorso invocati (vizio di motivazione, violazione di legge), ma la Corte applica il comma 3 per dichiarare l'inammissibilità quando i motivi sono manifestamente infondati o non esplicitano critica specifica alla motivazione del giudice del merito

  • d.P.R. 309/1990, art. 73

    Il comma 4 applicabile ai fatti di maggiore gravità (più che lieve entità); il comma 5 disciplina la lieve entità. La Corte ha ritenuto che la condotta relativa agli stupefacenti rientrasse nel comma 4 per quantità e valore, escludendo la lieve entità del comma 5

  • art. 61 cod. pen.

    Riferimento all'aggravante per motivi abietti o futili; la Corte ha ritenuto che, anche contestando l'aggravante, non vi era interesse concreto all'impugnazione perché la pena non sarebbe mutata per la prevalenza delle attenuanti

  • art. 586 cod. proc. pen.

    Stabilisce il requisito dell'interesse ad impugnare; la Corte lo interpreta nel senso che non è sufficiente contestare un'aggravante quando la sua esclusione non muterebbe il trattamento sanzionatorio

  • art. 62 cod. pen.

    Circostanza attenuante del lucro e dell'evento di speciale tenuità; la Corte richiama la giurisprudenza di Sezioni Unite che la rende compatibile con la fattispecie di lieve entità, ma nel caso concreto ritiene che non ricorrano i presupposti per riconoscerla

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e, quando sussistono profili di colpa nella proposizione del ricorso, il versamento alla Cassa delle ammende; la Corte applica tale norma irrogando l'ammenda di euro 3.000 per ciascun ricorrente

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in ordine alla possibilità di irrogare somme alla Cassa delle ammende quando sussistono profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti o rivaluta liberamente la prova: il ricorrente deve indicare errori di diritto, travisamento della prova o manifesta illogicità della motivazione per essere ammissibile.
  • Le ritrattazioni della persona offesa possono essere giudicate inattendibili se risultano contraddette da precedenti dichiarazioni e da riscontri (es. intercettazioni) coerenti; la valutazione di attendibilità è rimessa al giudice del merito e difficilmente sindacabile in cassazione salvo travisamento.
  • Per censurare la qualificazione delle circostanze (aggravanti o attenuanti) occorre dimostrare che la loro attribuzione abbia inciso concretamente sulla determinazione della pena o che vi sia stato un errore di diritto; se l'aggravante è subvalente rispetto alle attenuanti, l'impugnazione può essere priva di interesse.
  • In materia di stupefacenti la qualificazione tra fatto di cui al comma 4 e fatto di lieve entità (comma 5) del d.P.R. 309/1990 dipende da elementi concreti quali quantità, valore e modalità di detenzione e commercio; la semplice argomentazione alternativa non è sufficiente in Cassazione senza mostrare manifesta illogicità della motivazione del giudice del merito.
  • La mancata concessione di attenuanti quali la particolare tenuità o il valore di speciale tenuità richiede un esame motivato degli elementi obiettivi (quantitativi/valore/ruolo dell'imputato); il ricorrente deve fornire una critica specifica alla motivazione per ottenere la revisione in Cassazione.
  • Se il motivo di ricorso si limita a riproporre in Cassazione le stesse argomentazioni già disattese in appello senza confronto specifico con la motivazione, il ricorso è generalmente dichiarato inammissibile.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.