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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20270/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Balbi impugnava la sentenza del Tribunale di Lagonegro che lo aveva dichiarato penalmente responsabile e condannato per violazioni in materia edilizia in zona sismica (artt. 93, 94 e 95 D.P.R. 380/2001). I motivi di ricorso erano tre: (1) mancata declaratoria di prescrizione poiché i lavori erano già completati al sopralluogo del 6 maggio 2010 e dunque il reato si sarebbe prescritto prima della sentenza di primo grado (richiamo agli artt. 157 e 160 c.p. e al principio favor rei); (2) applicabilità dell'art. 94‑bis D.P.R. 380/2001 (introdotto dal d.l. 18/4/2019, n.32) che esclude l'obbligo di preventiva autorizzazione per interventi di minore rilevanza, quindi depenalizzazione della condotta; (3) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131‑bis c.p.), dato il carattere minimo delle difformità e la successiva sanatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi non manifestamente infondati ma infondati nel merito quanto alla deroga ex art. 94‑bis (perché il ricorrente non ha provato che gli interventi fossero varianti non sostanziali o di minore rilevanza secondo i criteri dell'art. 94‑bis) e ha condiviso che le censure sulla prescrizione non potevano essere giudicate manifestamente infondate, considerato l'orientamento giurisprudenziale che qualifica le contravvenzioni antisismiche come reati permanenti la cui consumazione dura fino all'ultimazione dei lavori. Per l'incertezza sulla data certa di cessazione della consumazione e in favore del reo, la Corte ha dichiarato l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché i reati risultano estinti per prescrizione. Le doglianze relative alla particolare tenuità sono state assorbite e non sono state esaminate a causa dell'estinzione per prescrizione.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - art. 93

    Imposto l'obbligo di preavviso scritto per determinati interventi in zona sismica; la Corte sottolinea che l'obbligo di preavviso è distinto dall'obbligo di attendere preventiva autorizzazione e viene meno solo per varianti non sostanziali

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - art. 94

    Prevede il divieto di iniziare lavori 'rilevanti' senza preventiva autorizzazione del competente ufficio tecnico regionale; distinto dall'art. 93 e suscettibile di deroga per interventi di minore o nulla rilevanza per effetto dell'art. 94‑bis

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - art. 94‑bis

    Introdotto per distinguere interventi rilevanti, di minore rilevanza o privi di rilevanza; deroga l'obbligo di attendere autorizzazione per gli interventi di minore rilevanza o privi di rilevanza, ma non automaticamente l'obbligo di preavviso (salvo varianti non sostanziali). La Corte richiede elemento probatorio concreto per applicare questa deroga

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - art. 95

    Sanctione penalmente (ammenda) chiunque violi le prescrizioni del capo; consente di rilevare pluralità di reati per violazioni di prescrizioni diverse (es. omesso preavviso e inizio lavori senza autorizzazione)

  • Codice penale - art. 131‑bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto le relative doglianze assorbite dall'esito per prescrizione e comunque l'applicazione richiede valutazione della offensività concreta e della non abitualità

  • Codice penale - artt. 157 e 160

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla prescrizione e al computo dei termini; la Corte ricorda che, in materia di prescrizione, l'onere di provare la data di consumazione grava sull'accusa e, in caso di incertezza, si applica il principio favor rei

  • Codice di procedura penale - art. 606 comma 1 lett. b) ed e)

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e violazione di legge); i motivi sono stati valutati nel merito dalla Corte

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra obbligo di preavviso (art. 93) e obbligo di preventiva autorizzazione (art. 94): sono presupposti diversi e la deroga di cui all'art. 94‑bis non abbatte automaticamente l'obbligo di preavviso, salvo che si tratti di variante non sostanziale.
  • Le contravvenzioni antisismiche (omessa denuncia/preavviso e inizio lavori senza autorizzazione) sono generalmente reati permanenti: la consumazione si estende fino all'ultimazione dei lavori; la data di cessazione della consumazione è cruciale per il calcolo della prescrizione.
  • L'onere di provare la data certa di cessazione della consumazione grava sull'accusa; in caso di incertezza prevale il principio favore rei e la prescrizione deve essere calcolata a vantaggio dell'imputato.
  • Per invocare l'applicabilità dell'art. 94‑bis (o di altre norme depenalizzanti/derogatorie) occorre fornire prove e confronti con i criteri normativi (linee guida, parametri tecnici): semplici affermazioni nell'atto di ricorso non sono sufficienti.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131‑bis) richiede valutazione concreta dell'offensività, della non abitualità e delle circostanze; tuttavia, se il reato è estinto per prescrizione, le eventuali doglianze su tenuità possono risultare assorbite.
  • In caso di rischio concreto di prescrizione, l'impugnazione può efficacemente chiedere la declaratoria di estinzione: la Corte di legittimità può annullare senza rinvio se accerta l'estinzione dei reati per prescrizione.

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